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Mar
7 Settembre 2010
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Politica

Le mani sul Cilento

Le mani sul Cilento

di Alessandro Iacuelli

E' toccato al sindaco di Pollica-Acciaroli, ridente comune del Cilento, località balneare tra le più rinomate d'Italia, cadere sotto i colpi pistola di qualche ignoto. E' non è stato certo un proiettile vagante: nove colpi di pistola, alle 2 del mattino del 6 settembre, mentre era alla guida della sua auto. Nove colpi di pistola entrati tutti dallo stesso finestrino, quello dal lato del guidatore, diretti verso di lui. Esecuzione in piena regola.

Una carriera politica non proprio asservita ai poteri forti, quella di Angelo Vassallo, 57 anni. Eletto in una lista civica, a capo di un comune che uno dei maggiori poli del Parco Nazionale del Cilento, un comune che da anni vede assegnata la bandiera blu alle sue acque, ma anche un comune sotto attacco, da altrettanti anni, dall’edilizia abusiva, dalle speculazioni.

E' proprio l'attività in qualità di sindaco, secondo gli inquirenti, la pista più indicata per arrivare a movente ed esecutori. Infatti, Vassallo era salito alla ribalta delle cronache nazionali, nei mesi scorsi, per denunciare le speculazioni avvenute nella ristrutturazione del Porto di Acciaroli. Il sindaco aveva parlato, esplicitamente, di "lavori eseguiti non a regola d'arte da parte dell'impresa" per la quale il Comune "aveva bloccato le somme destinate al pagamento". L'uomo era già stato sindaco del Comune di Pollica-Acciaroli, ed era al suo secondo mandato, sempre all'interno di una coalizione di centrosinistra.

Il comune si trova in uno dei principali Parchi Nazionali d'Italia, in una delle aree naturalistiche più preziose, da preservare affinchè possa fare da volano al turismo, e non trasformarsi nell'ennesima colata di cemento selvaggio. Come ha fatto notare in un'intervista Nicola Landolfi, segretario provinciale di Salerno del PD, "questo è un fatto di assoluta novità per il territorio cilentano, una svolta epocale di una gravità inaudita. Non si ricorda di episodi criminali di questa efferatezza in una terra fino ad oggi tranquilla. Hanno colpito un simbolo, un ottimo amministratore".

Al di là delle dichiarazioni politiche, il comune presenta un territorio che è una delle maggiori bellezze del Mezzogiorno. Diventa quindi pericolosamente plausibile che l'omicidio sia maturato negli ambienti delle speculazioni edilizie, proprio in quel Cilento che fino ad oggi è stato molto meno pervaso da infiltrazioni di criminalità organizzata, rispetto alla vicina Campania settentrionale.

Il sostituto procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, ha commentato: "E' un agguato in stile camorristico con modalità brutte e pesanti, un’esecuzione cattiva, con troppi colpi sparati". Vassallo, dice Greco, "era una persona perbene, che metteva se stesso davanti all’illegalità. Il medico legale ha stabilito che è morto con i primi colpi, poi ne sono arrivati altri: il cadavere è crivellato di proiettili. Negli ultimi tempi era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava".

A commentare l'accaduto anche Raffaele Marino, procuratore aggiunto a Torre Annunziata, da anni amico di Vassallo: "E' stato ucciso per un no di troppo. Un no pronunciato a gente che non ammette risposte negative. Un no detto in faccia alla camorra. Non ho dubbi".

Cosa è successo ad Acciaroli? E' successo che dopo decenni d’immobilismo, un bel giorno è arrivato un nuovo sindaco, che ha trasformato in breve tempo il porto e il centro storico in dei gioielli, salvaguardando sempre la legalità. Acciaroli, da località "fuori mano", lontana da autostrade e dal mercato del turismo di massa stile riviera adriatica, è rinata. Probabilmente, proprio la rinascita di Acciaroli ha suscitato appetiti forti; a raccontarlo sono proprio le modalità del delitto.

Angelo Vassallo verrà ricordato anche per le sue ordinanze considerate singolari, come quella emessa nel gennaio di quest'anno, che prevede una multa salatissima, ben 1000 euro, per chi getta a terra cenere o mozziconi di sigaretta. O quella per la vendita di 150 loculi del cimitero dotati di tecnologie moderne, come una webcam che rende possibile guardare, anche a chilometri di distanza, l’ultima dimora del proprio caro, e un impianto audio di filodiffusione all'interno del cimitero stesso. Ordinanze singolari, com’era singolare il personaggio. Ma, nella sua singolarità, è andato a sfidare i poteri forti per difendere la sua terra, e non ci vuole certo la sfera di cristallo per indovinare che si tratta di poteri legati al mondo dell'edilizia.

Cordoglio per la morte di Vassallo è stata espresso anche dal segretario del Pd Pierluigi Bersani: "Esprimo profondo sgomento per l'uccisione di Angelo Vassallo. Un'esecuzione feroce l’ha portato via alla sua famiglia e all'intera comunità di Pollica-Acciaroli. Un sindaco onesto e capace che ha saputo lavorare con spirito di servizio per affermare i principi di legalità, valorizzando le risorse migliori del territorio e testimoniando così, con il proprio impegno, la volontà di costruire un futuro diverso per la propria terra. Alla magistratura e alle forze dell'ordine spetta il compito di fare piena luce su questo efferato delitto e stabilire se debba essere ascritto alla ferocia della criminalità organizzata".

Il ministro dell'Interno Maroni ha invece risposo ai giornalisti, che gli chiedevano una valutazione sull'omicidio: "Valutero' insieme al capo della polizia Antonio Manganelli le iniziative da prendere, e cosa c'è dietro questo efferato delitto".

Di qualunque cosa si sia trattato, un segnale è certamente chiaro: la criminalità organizzata, plausibilmente campana, é passata all'azione: obiettivo, mettere le mani sul ridente Cilento. Ci sarà da difenderlo a spada tratta.

 

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