Prove di secessione

di Carlo Musilli

Proprio quando tocca il record di consenso a livello nazionale, la Lega assesta il più tremendo dei colpi al Centro e soprattutto al Sud Italia. La chiamano “autonomia differenziata” o “autonomia rafforzata”, ma sono eufemismi. In realtà, il progetto di riforma dei poteri regionali su cui il governo si sta spaccando non è una devolution vecchio stile, ma qualcosa di molto più...
> Leggi tutto...

IMAGE
IMAGE

Napoli, addio alle armi

di redazione

La stagione 2018-2019 sarà ricordata come una delle meno combattute di sempre. Con il pareggio per 0-0 rimediato domenica sera al San Paolo contro il Torino, il Napoli lascia per strada altri due punti a beneficio della Juve, che - avendo battuto venerdì 3-0 il Frosinone - si ritrova addirittura a +13 sulla seconda. Come dire che la...
> Leggi tutto...
Narrano le cronache che il risveglio della loro coscienza nazionale fu assai tardo: la prima società per la diffusione della cultura rutena venne creata nel 1834. Dopo il 1848 il governatore, il conte Stadion, si impegnò in Bucovina e in Galizia per migliorare la situazione dei ruteni, che si trovavano in condizioni di maggiore indigenza e sottosviluppo rispetto a tutte le altre nazionalità dell'Austria-Ungheria, soprattutto nelle regioni dove avevano subito la dura oppressione dei proprietari polacchi... Ed ecco che ora si apre una nuova pagina di storia che rischia di rimettere tutto in discussione. Con precise richieste di libertà, uguaglianza dei diritti e autonomia.

Vediamo cosa sta avvenendo all’interno di questi “piccoli popoli” che sembrano dimenticati da tutti, ma che ora – sulla base della nuova geopolitica che agita l’Europa – tornano a farsi sentire. La storia più recente – quella dei nostri giorni - prende avvio il 25 ottobre scorso, quando a Mukacevo, al confine tra l’Ucraina e l’Ungheria (nella grande sala del locale “Teatro russo”), si svolge il congresso dei rusiny. E’ in quest’occasione che si decide di fondare la “Repubblica Transcarpatica russa” nell’ambito dell’Ucraina.

Portavoce di questa nuova iniziativa è il vescovo ortodosso di Usgorod, Dimitrij Sidor, il quale annuncia ai 109 delegati (giunti da ogni regione dei Carpazi e dalla Repubblica Ceca) che è giunto il momento di firmare l’Atto definitivo relativo allo “Stato dei rusiny” riprendendo iniziative analoghe del novembre 1938. Subito viene eletto anche un “Comitato” chiamato ad organizzare concretamente la nuova repubblica. E sempre a Mukacevo, nella piazza centrale, si ritrovano quanti manifestano (con le bandiere della Russia) per difendere i diritti dei rusiny.

Non mancano discorsi relativi alla storia della regione e precise richieste di autonomia e di distanza da Kiev. A tutti parla il sacerdote ortodosso Sidor il quale annuncia: “Noi non siamo separatisti, ma lottiamo per ottenere per la nostra regione lo status di repubblica autonoma pur se nell’ambito dell’Ucraina. Questo è il nostro obiettivo, questa è l’ereditè che ci è stata lasciata dai nostri avi”. E poi seguono le proposte rivolte a Kiev. “E’ necessario avviare trattative in merito con tutti i rusiny della Transcarpatia. E se entro il primo dicembre 2008 non si giungerà a riconoscere la nostra autonomia nazionale noi siamo pronti a prendere una decisione autonoma, forti anche del fatto che già questo problema dei Carpazi è arrivato sui tavoli dell’Onu...”.

Questo potrà portare ad uno scontro con il governo centrale dell’Ucraina, il paese che i rusiny considerano come una potenza che ha “occupato” le loro terre. E i rusiny, tra l’altro, contestano all’Ucraina i dati del censimento. Fanno rilevare di essere, in totale, oltre 800mila, ma le autorità nazionali cercano di nascondere i dati reali proibendo di essere censiti come rusiny.

Numerose sono poi le pretese nei confronti del Cremlino. A Putin le popolazioni della Transcarpatia fanno sapere di non aver bisogno di fondi, ma di gesti normali in direzione della democrazia. “Perchè – dice il sacerdote ortodosso – Putin tace come un coniglio di fronte alle nostre rivendicazioni? Noi localmente siamo già riconosciuti come rusiny, ma Mosca tace. Quindi sarebbe bene per il futuro delle nostre relazioni che dal Cremlino venisse una parola di condanna nei confronti di Kiev che ci discrimina...”. E ancora: "Noi vogliamo – dice l’alto prelato della Chiesa Ortodossa – che nella nostra terra si parli la nostra lingua, che la televisione e la radio divengano la nostra voce”. E soprattutto “nessuna Europa delle tribù. Perchè una terminologia del genere porta ad identificare la nostra regione come zona selvaggia e primitiva, difficilmente assimilabile alla cultura europea...”.

Pin It

Vuoi collaborare?

Inviaci i tuoi dati e ti contatteremo.

Cerca

Haiti, il fuoco della rivolta

di Michele Paris

Da una settimana a questa parte, la popolazione di un paese latinoamericano sta manifestando in massa contro la corruzione del governo e le condizioni di vita disperate in cui la maggior parte di essa è costretta a vivere. Questo paese non è il Venezuela, dove si stanno concentrando le attenzioni dei media occidentali in...
> Leggi tutto...

IMAGE

Altrenotizie su Facebook

altrenotizie su facebook

 

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

 


Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Progetto grafico Studio EDP
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.