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Tunisia: Ennahdha é in testa

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di Giorgia Grifoni

Roma, 24 ottobre 2011. Continua la conti dei voti in Tunisia dopo le storiche elezioni che ieri hanno visto più di 4 milioni di persone ai seggi. I risultati, che erano previsti per questa sera, saranno annunciati domani, come ha dichiarato il capo della commissione elettorale Kamel Jandoubi. Il ritardo sarebbe dovuto alla grande affluenza registrata alle urne, una partecipazione superiore a qualsiasi previsione: circa il 70% degli aventi diritto registrati nelle liste elettorali ha votato -ovvero 4,1 milioni di cittadini su circa 7 milioni-  e ci si attende una significativa partecipazione anche dal restante 30% non registrato.

I primi sondaggi, seppur parziali, danno la maggioranza relativa a Ennahdha. In alcune circoscrizioni, tra le quali Sfax e Kef, avrebbe per ora ottenuto la maggioranza assoluta, superando il 50% dei voti. Al secondo posto ci sarebbero per ora i laici del Partito Democratico Progressista guidato da Maya J’ribi. “Ci inchiniamo alla volontà popolare” ha commentato la segretaria del PDP dopo l’annuncio dei risultati parziali.

Se non otterrà la maggioranza assoluta in patria, Ennahdha potrebbe però ottenerla nelle 6 circoscrizioni estere: come in Italia, dove il partito islamista ha ottenuto il 51% dei voti : “Ennahdha è il primo partito tra i tunisini che vivono in Italia - ha annunciato Omar el-Saghir, il primo tra gli eletti nella circoscrizione italiana - e abbiamo ottenuto due delegati su tre all’Assemblea di Tunisi”. Comunque vada, la Tunisia vuole rispettare le decisioni del popolo.  “La gente - ha dichiarato ad al-Jazeera Ahmed Najib Chebbi, fondatore del PDP - è qui per esercitare i propri doveri, e sta dimostrando che merita quei diritti che le sono stati negati per troppi decenni”.

Per molti dei cittadini che ieri si sono messi in fila ancor prima che io seggi aprissero, era la prima volta al voto. Alcuni hanno portato anche i bambini ad assistere allo storico momento che arriva nove mesi dopo la cacciata del presidente Zine el-Abidine Ben Ali durante la “rivoluzione dei gelsomini”. Gli osservatori, sia locali che internazionali, hanno confermato la sostanziale regolarità delle operazioni di voto, nonostante alcuni episodi verificatisi durante il giorno. Rachid Ghannouchi, leader di Ennahdha, è stato insultato da alcuni avversari politici davanti al seggio di Tunisi dove si era recato a votare con sua moglie e sua figlia, mentre un gruppo salafita avrebbe mandato messaggi minacciosi ad alcuni abitanti della periferia di Tunisi invitandoli a non votare, dichiarando la Costituzione contraria ai precetti del Corano.

Il voto di ieri sceglierà dei 217 membri che comporranno l’Assemblea Costituente, incaricata di redigere una nuova Costituzione e organizzare le prossime elezioni parlamentari e presidenziali. Fino ad allora, il governo continuerà ad essere guidato dal primo ministro ad interim Beji Caid Essebsi. Il sistema proporzionale è stato adottato perché garantisse la massima rappresentatività dei numerosissimi partiti che hanno concorso alle elezioni.

Grande soddisfazione anche all’estero per le prime elezioni libere tunisine. L’Unione Europea ha espresso il suo sostegno alle future autorità, qualunque esse siano. Il plauso alla giornata di ieri è arrivato anche dal presidente degli Stati Uniti Obama: “Come molti Tunisini hanno protestato pacificamente nelle strade per reclamare i loro diritti, oggi si sono messi in fila per decidere del proprio futuro. La rivoluzione tunisina ha cambiato il corso della storia”.

Fonte: - Nena News

 

 

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