Chi l'avrebbe mai detto, tutti vogliono un bambino in piena pandemia, tanto che è sensibilmente aumentata la richiesta di donazioni di sperma. Di certo questo sembra il momento meno adatto per figliare ma molti aspiranti genitori la pensano diversamente. I francesi affermano che solo cambiando tutto, il tutto rimane uguale. Una breve citazione per mano di un giornalista americano che deve essersi sbagliato perché tutti sanno che il vero autore della frase è Giuseppe Tomasi di Lampedusa e figura nel suo Gattopardo.

 

La prestigiosa Psychology Today sconfina assai spesso nella sterminata galassia letteraria francofona quando entra nel campo della sessualità. Ad esempio, basterebbe dire che il COVID non ha influito sul tasso di natalità ma è assai più romantico ricorrere al francese e sentenziare che le monde continue malgrè le COVID .

In sintesi, la presenza del virus non fermerà il desiderio di procreare. C'è tuttavia un problema che finora nessuno si era posto. Gli aspiranti genitori non in grado di produrre un figlio con il proprio corredo biologico devono necessariamente ricorrere alla fecondazione assistita. In un modo o nell'altro un maschio deve collaborare. In America la legge consente a qualunque uomo di donare il proprio sperma in forma anonima e anonimo deve essere anche il ricevente. La prima bambina in vitro  nacque 42 anni fa e da allora la fecondazione assistita ha fatto passi da gigante e il rischio che il COVID possa essere un pericolo è mitigato  dicono alla Fondazione Springer.

In questo momento c'è una grande richiesta di sperma e sarebbe frustrante sospendere le donazioni per chi desidera un figlio almeno secondo i medici. A meno che un candidato non presenti tare genetiche è difficile che venga scartato, tuttavia il problema è un tantino più complesso. Per azzeccare un donatore giusto, almeno secondo Kyle, mediatore immobiliare di 29 anni che di tanto in tanto dona il suo sperma ad una banca del seme di Los Angeles, bisogna faticare perché i volontari stanno diventando sempre di meno. Alla Cryobank c'erano in media 180 donatori fissi, adesso ce ne sono a malapena ottanta. Gli affari stavano andando talmente male che, pur di evitare la bancarotta, la categoria ha deciso di ritoccare le regole sull'anonimato e pubblicare le foto dei potenziali candidati. Coppie e singles esigono immagini dettagliate che permettano di analizzare i tratti somatici e il profilo  di ciascun soggetto. Alle offerte premium invece di un numero viene aggiunto anche un nome di fantasia  (Carlos, Jarred, etc.,).

In  genere, nel bel mezzo di conversazioni pubbliche tra adulti il termine sperma genera ancora qualche risatina. In Tv viene sostituito da un blip come fosse qualcosa di innominabile. Il vero problema è che i donatori non si fanno più avanti spontaneamente, bisogna andare a scovarli nei social. Chi ha fortuna può ricorrere a un amico di famiglia fidato disposto ad assumersi un compito molto delicato. In questo caso si può superare lo scoglio dell'età fissato tassativamente a 38 anni dalle banche del seme. Non è la cosa più facile del mondo trovare un amico di famiglia generoso al punto di consegnare personalmente il piccolo contenitore che sarà poi contrassegnato dalla sigla DI, Donor Inseminator, che esclude la possibilità di accampare diritti sul nascituro.

Visto che i maschi fidati sono pochi, meglio rivolgersi a una delle 150  banche del seme sparse in tutta l'America, con sedi opportunamente  collocate nei pressi delle università, dove pullulano giovanotti forti e virili. Secondo i dati statistici, il giro d'affari che ruota attorno allo sperma si aggira attualmente sui 640 milioni dollari l'anno ma, entro il 2025, sempre che il mondo non sia già andato in frantumi prima, il fatturato sarà sensibilmente ridotto. I ragazzoni come Mike, che durante l'università  hanno contribuito ad almeno trenta nascite, sono diventati molto rari di questi tempi. Inoltre è stata inserita una norma che prevede l'obbligo della licenza media superiore per i donatori che dovranno essere cittadini americani.

Nella graduatoria  dei soggetti più ambiti ci sono i laureati della Dartmouth University e della University of Pennsylvania. Cryobank, che ha 30 anni di esperienza, consente alle aspiranti madri di scegliere i donatori a seconda dei propri gusti. Ormai sono lontani i tempi della discrezione, tanto che basta una crocetta su una casella per selezionare razza, colore  dei capelli e degli occhi, altezza minima e massima, titolo di studio, tonalità di pelle, segno zodiacale materie preferite a scuola, hobbies, animale preferito, etc. C'è una novità che pare sia gradita alle donne nubili che si rivolgono alla Cryobank: la possibilità di scegliere donatori somiglianti ad attori e musicisti famosi e Keenu Reeves risulta essere il più gettonato. Judy e l'amica Emily, già vicine ai 40, hanno espressamente chiesto di essere fecondate da un donatore quanto più simile all'artista. Ritenevano fosse folle mettere al mondo un figlio durante la pandemia ma i mesi passavano e presto non ci sarebbe più stato tempo da perdere. Alla Criobank hanno trovato due donatori ma la procedura si è rivelata assai costosa per via dell'età.

A meno che un miracolo faccia sparire il virus, le loro bambine forse vagamente somiglianti a Keenu Reeves nasceranno in piena pandemia.

Laura non ardeva dal desiderio di avere un bambino, ma il clima di Giorno del Giudizio causato dal COVID l'aveva spinta ad affidarsi ad una misteriosa organizzazione nota come SMBC che sta per Madri Singole per Scelta e ha trovato un donatore proprio mentre la categoria si stava esaurendo. L'impennata di decessi negli USA, che a volte superava le quattromila morti nel giro di 24 ore, aveva convinto molte donne ad escludere l'ipotesi di una maternità mentre altre hanno visto nel COVID un modo di sfidare la sorte e procreare in fretta e furia. E' successo lo stesso nel Regno Unito, dove le single più abbienti si rivolgono a Pride Angel, Angelo Orgoglioso, un'agenzia che cavalca la tigre per aggiudicarsi i pochi donatori rimasti. L'età media delle clienti si aggira sui 40 e si tratta di single che gestiscono i propri soldi senza aiuti da parte degli uomini.

Tanti dicono che le grandi catastrofi e le guerre fanno aumentare il desiderio di procreazione. Chi ha già dei figli sa bene quanto deve combattere  e difficilmente penserebbe di aumentare la famiglia in un momento tanto difficile. A chi figli non ne ha la pandemia ha in effetti generato un singolare fenomeno che qualcuno ha definito eccitazione da quarantena. In più lo sperma è gratuito, ma attenzione: chi deve comprarlo deve sborsare mille dollari a fiala, un business colossale grazie alla materia prima a costo zero. Se il primo tentativo non è andato a buon fine i 3500.4000 dollari spesi non saranno restituiti, per riprovare ci vorranno almeno 2650 dollari. Per gli aspiranti genitori o per le donne single con pochi mezzi si  tratta di una cifra impossibile. Malaika, nata in Maryland, ha vissuto un'infanzia di povertà come tanti altri ragazzini  dello stato dove gli afro americani sono pochi e tutti soffrono la fame. Anche lei da piccola ha sofferto per la mancanza di cibo e per tutta l'infanzia aveva avuto un solo giocattolo, un bambolotto simile a un bambino vero. Da adulta, Malaika vedeva che i maschi la guardavano in un certo modo ma a lei la cosa non interessava. Poi la fortuna le aveva fatto incontrare Nick, nato donna e trasformato in uomo grazie ad un'operazione. Rispettando le norme di sicurezza i due si erano sposati sapendo che forse era troppo tardi per mettere su famiglia soprattutto mentre infuriava la pandemia. Malaika in realtà non era granché propensa a cercare l'aiuto di un donatore sconosciuto. Oltretutto le banche dello sperma non avevano più quell'abbondanza di donatori del passato. Magari era l'ora di mettersi il cuore in pace.

Un giorno Malaika lesse un volantino che annunciava una riffa che metteva in palio un trattamento gratuito di fecondazione assistita. Bisognava rispondere ad alcune domande e poi inviare una cartolina. Tutto sembrava molto allettante anche se a Malaika di farsi fecondare da uno sconosciuto garbava poco. Sapeva che al mondo c'erano milioni di bambini  nati nei modi più avventurosi ma lei non era convinta. C'era anche una tassa da pagare per iscriversi. Agli occhi di Malaika, insomma, sembrava una specie di gigantesco mercato che affidava la vita umana alla casualità. C'era però il suo lato emotivo che non le dava tregua e poi Nick sembrava estasiato. I giochi a premi, qualunque cosa ci sia in palio, comportano un esborso consistente sotto forma di  tasse in USA però alla fine Malaika decise di tentare. Diceva a se stessa: “Non ho mai vinto nulla, figuriamoci un figlio”...Invece, contro ogni previsione, Malaika vinse quella strana lotteria che forse le avrebbe permesso di diventare madre. In fondo, che male c'era a a provare? Anche perché era l'ultima possibilità a quasi 40 anni. Certo non sarebbe stato facile a quell'età che gli ovuli fossero fecondati al primo tentativo. E ormai il COVID stava devastando il mondo.

Insomma, un turbinio di dubbi di pensieri assillavano Makaika giorno e notte. E' vero che la fertilità è un diritto ma tutto lasciava pensare che solo le donne ricche potevano usare il loro corpo come una comodità per procurarsi un figlio da esporre come trofeo durante la pandemia. Ma era saggio procreare mentre soprattutto di gente di colore ne stavano morendo a migliaia ogni giorno? Tutti i tentennamenti di Malaika erano finiti quando le era arrivata la lettera di licenziamento. Adesso sapeva che non avrebbe mai avuto nessun figlio.

Nessuna assicurazione avrebbe coperto i rischi ad una aspirante madre di colore senza un lavoro stabile. Nick aveva ormai 44 anni e in due dovevano sopravvivere con meno di 35 mila dollari lordi l'anno. Chi ha conosciuto la povertà non vuole che la conoscano anche i suoi figli.

Tutto il mondo stava scivolando nel fango e Malaika sarebbe sopravvissuta sola aggrappandosi al suo compagno. Con la morte dovunque attorno a lei come poteva affermarsi il desiderio di vita?

Dalla tasca della vestaglia Malaika aveva tirato fuori la lettera che le annunciava la vincita di un trattamento di fecondazione assistita e l'aveva gettata nel bidone dei rifiuti senza pensarci più. Ormai si stava facendo tardi e doveva ancora iniziare a preparare la cena.

Pin It

Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.
Privacy Policy | Cookie Policy