di Mariavittoria Orsolato

Per la verve e l’irrequietezza che li caratterizzava, li avevano già ribattezzati i Sandra e Raimondo dell’informazione telvisiva ma l’accoppiata Telese-Costamagna, dopo appena due stagioni, è già scoppiata.Lo scorso sabato, a sostituire la Costamagna alla scrivania di In Onda, il programma di approfondimento giornalistico del week-end di La7, c’era infatti il vicedirettore de Il Giornale, quel Nicola Porro noto ai più per aver minacciato di utilizzare il metodo Boffo contro la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. E, com’è ovvio, è già polemica.

L’annuncio dell’imminente separazione lo aveva dato lo stesso giornalista de Il Fatto sul suo blog e immediatamente è stato subissato di commenti che chiedevano conto dell’allontanamento della bella e brava giornalista torinese. Alcuni ipotizzavano un’epurazione politica - cosa che, tra l’altro Luisella aveva già sperimantato nel 2001 quando, in veste di collaboratrice di Santoro, aveva subito l’editto Bulgaro - altri semplicemente la preferivano al pingue e spesso tronfio Telese che, piccato, ha commentato: “Ho ricevuto una decina di messaggi come questo. Pochi, in proporzione alle tante mail che ricevo ogni giorno, ma troppi rispetto all'idea bella che ho del pubblico, alle intelligenze che incontro per strada, nella vita di tutti i giorni, e che mi danno un feedback importantissimo su quello che diciamo e facciamo in tv”.

Orgoglio e vanto del popolo di bionde che non ci stanno a farsi etichettare come belle ma oche, Luisella Costamagna, è stata ed è una giornalista con la schiena dritta, una che di certo non le manda a dire e così, dopo che l’ex collega ha affermato che lei era in attesa di proposte per cambiare programma, la protagonista della questione è intervenuta in prima persona a spiegare la sua versione dei fatti.

Intervistata dal Corriere della Sera, la giornalista si è tolta qualche sassolino dalla scarpa e pare che i più fastidiosi fossero proprio quelli legati al rapporto con Telese: «Raccontava falsità sui miei rapporti con la rete, che peraltro dovrebbero essere riservati. E dette da uno che è dentro La7, che lavorava con te, sono parole che acquistano un valore. Per cui sono stata costretta a smentire. Quello di "In Onda" è un finale inspiegabile che mi danneggia». La notizia della sua sostituzione è infatti arrivata a metà agosto, mentre il programma era ancora in onda e quando i palinsesti erano già stati presentati agli inserzionisti.

Uno scenario che inevitabilmente porta a pensare che anche al canale di Telecom Italia stiano prendendo l’andazzo di viale Mazzini, se non altro dal punto di vista dell’autolesionismo. Stando alle ragioni ufficiali, l’avvicedamento è stato dettato per semplici ragioni di equilibrio (a destra of course): sia Costamagna che Telese sono in quota alla sinistra, normale che uno dei due venisse sacrificato in seno a quello che dovrebbe essere il pluralismo informativo.

Nel caso dell’eletto sostituto Nicola Porro però, il condizionale è d’obbligo: il nostro non è certo un campione del giornalismo indipendente, risulta anzi inspiegabile come mai l’Ordine Nazionale di Giornalisti non abbia preso le dovute misure a seguito dell’affaire Marcegaglia.

Inevitabile dunque, che parte del pubblico di "In Onda", abituato ad un certo registro giornalistico, non abbia gradito il cambio soprattutto dopo che Porro non ha dato il minimosegno di ravvedimento e, anzi, ha continuato a presenziare a programmi come "Annozero" atteggiandosi a cane da guardia della verità pur essendo, fatti alla mano, uno dei tanti redattori del Cav.

Per alcuni però la questione più che politica è di genere e, a domanda posta, la Costamagna risponde: “Non ne faccio una questione di genere, anche se questo aspetto lo vedo come un dato di fatto. La nostra trasmissione era fatta da un mix femminile-maschile che funzionava. Ed è un dato di fatto cha abbiano tolto una donna e ci abbiano messo un uomo”.

Che a La7 tiri un’aria un tantino misogina lo dicono appunto i fatti: prima della Costamagna, anche Ilaria D’Amico e Victoria Cabello sono state sparite dai palinsesti e sostituite da colleghi di sesso opposto, nello specifico Formigli, Nuzzi e appunto Porro.

Staremo a vedere se lo share premierà questa virata machista di La7, per ora l’unica cosa certa è che, dati i precedenti esplosivi, la querelle Telese-Costamagna non sarà certo una noia.

 

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