Gioca male, commette una valanga di errori e non sembra nemmeno una pretendente per la Champions League. Ma alla fine vince lo stesso. Alla Juventus bastano due gol nei primi 10 minuti per superare la Roma all’Olimpico e tornare in vantaggio di due lunghezze sull’Inter, laureandosi campione d’inverno. Segnano Demiral e Ronaldo su rigore. Nella ripresa i giallorossi accorciano con Perotti, sempre su rigore, ma poi non sfiorano nemmeno il pareggio. Una partita davvero brutta, che purtroppo sarà ricordata per due infortuni gravi, uno per parte: Demiral e Zaniolo. Purtroppo, al giovane italiano è stata già accertata la rottura del legamento crociato del ginocchio con interessamento del menisco. Si opera oggi.

Ci è voluto un po’, ma finalmente Cristiano Ronaldo si porta a casa un pallone della Serie A. Dopo un anno e mezzo nel nostro campionato, CR/ mette a segno la prima tripletta italiana. A farne le spese è il Cagliari, che in casa della Juventus regge solo un tempo. Succede tutto nella ripresa: due volte Ronaldo, Higuaìn e ancora Ronaldo. Finisce con un poker che garantisce matematicamente alla Signora il primo posto in classifica.

In terza posizione c’è ancora la Lazio, che ha 39 punti e una partita da recuperare contro il Verona. Nello scontro-ore-pasti di domenica, i biancocelesti vincono ancora all’ultimo respiro: a Brescia, dopo la rete in apertura di Balotelli, Immobile (a quota 19 in classifica cannonieri) ribalta il risultato con un rigore poco prima dell’intervallo e con una zampata al 92esimo. Per la squadra di Simone Inzaghi è il sesto gol nei minuti di recupero.

Dopo il successo della Juve contro la Samp, l’Inter aggancia nuovamente i bianconeri in testa alla classifica superando 4-0 il malandato Genoa di Thiago Motta. Ancora una volta nelle file nerazzurre l’eroe della serata è Romelu Lukaku, autore non solo di una doppietta, ma anche di un gesto da libro Cuore. Il centravanti belga ha infatti concesso al 17enne Esposito la possibilità di tirare un rigore e segnare così il suo primo gol in Serie A all’esordio da titolare. Forse gli ha cambiato la vita. Di sicuro, è stato un gesto che pochi altri attaccanti avrebbero fatto.

Se si pensa che sempre Lukaku ha fornito l'assist a Gaglirdini per il 2 a zero e che sul risultato di tre a zero abbia respinto sulla linea di porta nerazzurra un tiro del Genoa, davvero si può stabilire come il gigante belga sia stato protagonista assoluto della partita. Aspetto importante data l'assenza di Lautaro Martinez in avanti oltre all'infortunato Sanchez. La squadra di Conte ha comunque dimostrato un carattere ed una grinta che lascia ben sperare per la seconda parte del torneo, sempre che Suning decida di mettere mano al portafogli e dotare di almeno due o tre giocatori in più una squadra che rischia di cedere per la fatica.

La Lazio batte 3-1 la Juventus per la seconda volta in due settimane e vince a Riyadh la quinta Supercoppa italiana della sua storia (la terza contro i bianconeri, dopo quelle del 1998 e del 2017). Dopo la rete in apertura di Luis Alberto e il pareggio al termine della prima frazione di Dybala, l’incontro è stato deciso nel secondo tempo dalle reti di Lulic (già eroe della Coppa Italia 2013 vinta in finale contro la Roma) e Cataldi, che corona la festa con una punizione-gioiello al 94esimo.

A fare la differenza in terra araba è stato ancora una volta il centrocampo biancoceleste, che con Milinkovic, Lucas Leiva e Luis Alberto a dare ritmo e sostanza ha sapute tenere a freno i bianconeri nella prima parte della gara, per poi dare l’accelerata decisiva nella ripresa. Anche i rincalzi – Cataldi e Parolo – sono riusciti a tenere alta l’intensità.    

“Abbiamo fatto qualcosa di magico: battere due volte la Juventus nel giro di pochi giorni è davvero incredibile – il commento di Simone Inzaghi ai microfoni di Raisport – Una vittoria meritata di un gruppo che ha sempre creduto in quello che sta facendo. Io adoro questi ragazzi. Scudetto? Dobbiamo lavorare per goderci serate come queste, che sono frutto del lavoro di squadra. Dedico questa vittoria a tutte le persone che sono state sempre con me, anche in quei momenti in cui c'era il gioco ma non arrivavano i successi: so chi c'è stato e chi no”.

Dall’altra parte della barricata, Sarri ha dato il suo contributo con un paio di scelte a dir poco discutibili. Il tridente Higuaìn-Ronaldo-Dybala, per quanto suggestivo agli occhi dei tifosi, non era davvero consigliabile contro la formazione di Inzaghi, perché ha indebolito la linea mediana proprio contro uno dei centrocampi più forti d’Italia. Ancora più incomprensibile – a meno d’infortuni non comunicati – la scelta di schierare in difesa Demiral al posto del costosissimo De Ligt.

“Dispiace aver perso un trofeo, ma abbiamo altri cinque mesi da giocare – ha detto al termine dell’incontro il tecnico bianconero – Non vedo come questa sconfitta possa influire sulla nostra stagione. Siamo stati in partita, la sensazione è che siamo arrivati in deficit di energie fisiche e mentali. Può succedere all'ottava gara di questo ciclo. Abbiamo sfiorato il pareggio: il 3-1 al 93esimo lascia il tempo che trova. Ieri in allenamento ho visto brillantezza, ma evidentemente era una sensazione sbagliata. Questo ci ha indotto a cambiare pochi giocatori. Il calendario era questo e dovevamo essere noi bravi a superare questa difficoltà. Abbiamo perso non per stanchezza, ma per mancanza di brillantezza”.

Rimane il fatto che fin qui, in questa stagione, la Juventus ha perso soltanto due partite. Tutte e due con la Lazio. È un po’ la storia di Davide e Golia, considerando che tutta la società guidata da Claudio Lotito vale meno di un terzo di un solo fatturato annuo della Signora.

L’Inter subisce un gol nel recupero e pareggia per 1 a 1 la partita con la Fiorentina. Più che Inter si dovrebbe dire quel che resta dell’Inter, dato che le assenze di 6 titolari e 4 partite in 12 giorni impongono gli ultimi 15 minuti con un ragazzo di 17 anni, Agoumè. Come di prammatica gli viene annullato un gol e Lukaku - evidentemente stanco come tutti coloro che hanno giocato 16 partite di seguito - ne sbaglia un'altro, ma resta una partita difficile quindi da valutare date le condizioni. Però si posiziona troppo bassa ed é troppo ferma sulle gambe per poter ambire a partite migliori, davvero ha bisogno dle rientro di almeno due o tre dei suoi titolari. Si fa quindi raggiungere dalla Juventus che, dopo un pareggio e una sconfitta, ritrova la vittoria in campionato superando 3-1 allo Stadium 3-1 l’Udinese.

Con un centrocampo decimato da infortuni e squalifiche, Sarri sceglie per la prima volta di schierare dall’inizio il tridente CR7, Dybala, Hihuaìn. E funziona. Ronaldo va a segno due volte, poi Bonucci chiude i conti già a fine primo tempo. I tifosi che si aspettano dall’allenatore una riforma strutturale però rimarranno delusi: “Il tridente è una soluzione straordinaria da tenere in considerazione – ha detto Sarri – ma solo per certe partite o per certi momenti delle partite”.

Aspettando Cagliari-Lazio di questa sera, la Roma si riporta a -1 dai cugini battendo 3-1 in casa la Spal, sempre più ultima con 9 punti. I ferraresi passano in vantaggio nel primo tempo con un rigore trasformato da Petagna, ma nella ripresa si sfarinano e vengono raggiunti e superati dai giallorossi con Pellegrini, Perotti e Mxit'aryan.

Fuori dalla top-5, clamoroso passo falso dell’Atalanta (28 punti), che – forse ancora ebbra dopo la storica qualificazione agli ottavi di Champions League – perde 2-1 sul campo del Bologna. Match combattuto, alla fine esulta Mihajlovic: i gialloblù vanno a segno con Palacio e Poli. Non basta ai bergamaschi la rete di Malinovskyi. Per Gasperini pesano le assenze di Gomez, Ilicic e Zapata.

La vittoria più clamorosa della giornata è però quella del Parma, che batte 2-1 al San Paolo il Napoli, rovinando l’esordio di Gattuso sulla panchina azzurra. Un Milik in stato di grazia non basta ai padroni di casa: uno strepitoso Kulusevski e Gervinho al 93esimo condannano i partenopei. In questo modo i gialloblu staccano in classifica di tre lunghezze proprio il Napoli: ora il parma è settimo, da solo, con 24 punti.

Il Torino aggancia a quota 21 proprio gli azzurri, ma in realtà perde una grande occasione per superarli di due lunghezze. Contro il Verona i granata vanno in vantaggio addirittura per 3-0 al 60esimo, ma nell’ultima mezz’ora si fanno riprendere sul 3-3. Apre la rimonta un rigore controverso che Pazzini trasforma in gol. Completano l’opera Verre (76’) e Stepinski (84').

A quota 21 c’è anche il Milan, che a San Siro contro il Sassuolo non va oltre lo 0-0. Annullato un gol a Theo Hernandez, Leao colpisce traversa e palo: i rossoneri si fermano così dopo due vittorie di fila.

In coda, sorprendente vittoria per il Brescia, vittorioso in casa per 3-0 sul Lecce. È il secondo successo di fila per la seconda gestione Corini. In rete Chancellor, Torregrossa e Spalek. Se dovessero vincere anche il recupero di mercoledì contro il Sassuolo, i lombardi uscirebbero dalla zona retrocessione.

Già superato di due lunghezze il Genoa, ora penultimo con 11 punti dopo la sconfitta di misura rimediata nel derby contro la Samp (gol partita di Gabbiadini).

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