Bernie Maddoff gestiva il più grande schema Ponzi della storia degli Stati Uniti. Per chi non è pratico di finanza, si tratta di un sistema che promette forti guadagni a vittime delle truffe a patto che queste reclutino nuovi investitori. In sintesi Madoff era un truffatore. Nel 2008 era stato arrestato e incriminato per frode in titoli per un totale di 65 miliardi di dollari. Danny Chin, il giudice del tribunale di New York chiamato a decidere la sorte di Madoff, gli aveva inflitto 150 anni di carcere, sottolineando che si era trattato di un uomo straordinariamente diabolico. Madoff ammise la sua  colpevolezza chiedendo scusa alle vittime.

 

A ben pensare 150 anni di carcere equivalgono all'ergastolo, per non parlare del fatto che l'ex-star di Wall Street sarebbe finita in miseria non avendo un piano pensionistico individuale e l'obbligo di risarcire le vittime dei suoi raggiri. L'ammontare del suo conto in banca non superava i duecentomila dollari, appena sufficienti per coprire gli acquisti settimanali presso l'Ufficio Commissario durante la detenzione.

Fortunatamente la moglie Ruth e i due figli non lo avevano abbandonato ma naturalmente Ruth Maddof era stata costretta a cambiare il proprio stile di vita. La si vedeva ogni mattina uscire con le labbra impeccabilmente dipinte di rosso e i corti capelli biondi sistemati con cura dall'anonimo stabile di Sound Beach Avenue di Old Greenwich, pittoresco villaggio del Connecticut dove viveva da qualche tempo.

Con la condanna del marito Ruth aveva perso  lo status sociale e anche buona parte dei suoi averi. A 76 compiuti non poteva contare su un lungo futuro e forse neppure lo avrebbe voluto, visto che entrambi i suoi figli erano morti tra il 2010 e il 2014, uno suicida e l'altro vittima di un tumore. New York è ad un'ora di treno ma per la matura signora era  un lontano ricordo. I vicini la definivano poco estroversa e affatto incline alle confidenze.  Lo stile in cui vive attualmente non ha niente a che vedere con gli splendori dell'attico a Manhattan in cui ha trascorso la parte migliore della sua vita.

Le poche persone che Ruth Maddox frequenta sono signore che vendoni bigiotteria artigianale sulla strada. Il matrimonio con Bernie Maddof è durato oltre 60 anni, durante i quali lei lo aveva aiutato lavorando come contabile delle sue tante imprese. Quando era scoppiato lo scandalo entrambi i Maddof avevano tentato insieme il suicidio ingoiando manciate di barbiturici. Dal carcere lui chiese di nuovo alle vittime ma il giudizio nei suoi confronti rimase a dir poco impietoso. L'opinione pubblica ha ammesso  invece di provare un po' di pena per Ruth. Negli anni del fulgore economico frequentava i migliori parrucchieri dove una messa in piega costa 400 dollari mentre oggi si abbatta da Pierre Michel per 200. Per tenersi in forma, non essendo più una ragazzina, pratica pilates e ogni pacchetto di tre sedute costa 255 dollari. Il governo le ha permesso di mantenere due milioni e mezzo dollari, una miseria rispetto all'abbondanza di un tempo.

Ma rimane il fatto che per 60 anni quando c'era una donna giovane nelle vicinanze Ruth ha dovuto tenere gli occhi bene aperti per evitare il peggio. Bernie amava un po' troppo le massaggiatrici. Non risulta però che si sia mai parlato di divorzio. Le rimostranze di Ruth su eventuali flirts del marito avevano scatenato il delirio ma era bastato un altro orologio di Cartier per far tornare tornare il sorriso sulle sue labbra, almeno secondo riferisce una cugina.

"Ho sposato l'uomo più onesto mai apparso sulla terra" amava dire Ruth aggiungendo che non c'erano mai state "altre donne né prima né durante il matrimonio". Bernie era il suo bambolotto e continuò a chiamarlo così anche dopo il tracollo. C'erano però anche momento in cui si lamentava di non aver niente da mettersi e di non poter andare ai concerti perché priva di occhiali da vista. Una volta un uomo le aveva gridato da lontano di andare a lavorare ma nella visione di Ruth Maddoff il lavoro femminile era qualcosa di osceno. Bernie Madoff andava pazzo per le scarpe costose e la moglie per le pantofole con il bordo di vera pellicce che dopo il crack finanziario fu battute all'asta in lotti da dieci per 900 dollari per ripagare parzialmente i creditori. Anche gli immobili furono messi all'asta ma l'attico da otto milioni di dollari rimase invenduto.

I Madoff hanno anche avuto grandi dolori. 14 mesi dopo il tracollo del padre Mark Madoff si impiccò usando il guinzaglio del cane. Probabilmente la morte del fratello riacutizzò il linfoma di Andrew Madoff, che aveva subito un trapianto di staminali. La giovane compagna non vedeva l'ora di mettere in mostra i panni in sporchi dei suoceri. Nel frattempo sulla storia dei Madoff erano già stati  scritti  altri dieci libri ma la malignità di quello di Catherine Hooper resta insuperata.  Hooper aveva un vitalizio di 50 mila dollari al mese ma ha sempre giurato di non essere mai stata al corrente delle attività truffaldine della famiglia.

Bernie Maddoff ha oggi 81 anni. Nel 2011, quando il figlio si era primo si era suicidato, aveva detto di sentirsi più al sicuro in carcere che nel mondo libero. Recentemente tuttavia la sua salute avrebbe cominciato a deteriorarsi e ha chiesto gli arresti domiciliari. Teme di essere contagiato dal COVID-19 che potrebbe accelerare la sua fine. Decisamente il corona virus è stato una benedizione per i detenuti celebri che citano il pericolo del contagio per essere liberati. Bill Cosby, ad esempio, protagonista di una lunga serie televisiva andata in onda per anni, condannato a dieci anni di prigione per aver drogato e violentato una ragazza afferma che nella State Correctional Institution, in Pennsylvania, ci sono stati casi conclamati di Covid tra le guardie e il suo sistema immunitario non reggerebbe ad un eventuale contagio. Le donne che hanno accusato Cosby sono in realtà 50 quindi la richiesta è per il momento sospesa.

 

Ma c'è una lunga lista di aspiranti ai domiciliari nelle galere USA. Michael Cohen ad esempio avvocato di violazione fiscale uscito dalle grazie di Donald Trump già durante le  presidenziali. Ma il giudice gli ha consentito solo di uscire dall'isolamento e negato gli arresti domiciliari. Non è andata male invece a Michael Avenatti , avvocato della porno diva Stormy Daniels che aveva denunciato Trump e cercato di estorcere soldi al gruppo Nike. Avennati non sta bene per i postumi di una polmonite e passerà  il resto della condanna a casa di un amico a Los Angeles. Nel Correctional Center di Chicago ci sono già detenuti in quarantena ma R. Kelly, autore del famoso I Believe I Can Fly, accusato di sfruttamento sessuali su minori chiede di andare ai domiciliari senza se e senza ma. Il giudice ha  respinto drasticamente la richiesta. Kelly è reduce da un intervento di ernia e rischierebbe il contagio.

 

Ha chiesto gli arresti domiciliari anche Giovanni Matera, esponente della famiglia Gambino, condannato per aver tentato di eliminare un testimone pericoloso in un night di Staten Island. Matera dice che non sta bene e il giudice farebbe bene a liberarlo. Non ci sono state risposte positive. Resterà nel carcere del Connecticut dove è detenuto da anni. Dean Skeletos, disonorevole senatore di New York accusato di aver accettato tangenti per anni, non è stato preso in considerazione, anzi pur essendo positivo rimarrà dietro le sbarre.

E' veramente lunghissima la lista dei detenuti VIP terrorizzati dal COVID-19. Il virus ha già dimostrato di non conoscere differenze di classe e sta spazzando via migliaia di vite senza guardare in faccia nessuno.

Ma in America i ricchi e i potenti, compresi quelli caduti in disgrazia, sono troppo abituati a pensare che soldi e connivenze politiche possono sanare qualunque epidemia. Solo quando si scatena una bufera devastante gli americani si attaccano ai significati più profondi, ma sempre certi del loro eccezionalismo. Ma stavolta c'è un re davvero nudo a controllare il destino degli esseri umani. Nessuno deve morire in galera è vero, ma è vero anche che nessuno conosce ancora la portata della tragedia dovuta al COVID-19 che certamente è al dì là del controllo umano.

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