Due commissioni del Senato americano hanno pubblicato questa settimana il primo rapporto ufficiale sui fatti del 6 gennaio scorso, quando una folla di sostenitori del presidente uscente Trump assediò per ore l’edificio che ospita il Congresso degli Stati Uniti a Washington. L’indagine ha avuto un carattere bipartisan e, anche per questa ragione, le conclusioni a cui i senatori sono arrivati non fanno luce in nessun modo sulle vere cause e responsabilità di quello che è stato a tutti gli effetti un tentativo di colpo di stato. Dal rapporto sono comunque emersi nuovi particolari sugli eventi di quel giorno, che confermano come l’assalto sia stato reso materialmente possibile da una serie di falle clamorose all’interno delle varie agenzie incaricate di garantire la sicurezza.

L’ultima elezione locale in Germania prima del voto federale previsto per l’autunno ha regalato nel fine settimana una relativa soddisfazione ai cristiano-democratici (CDU) della cancelliera Angela Merkel. Le dimensioni del successo nello stato orientale della Sassonia-Anhalt sono state sorprendenti, visto che i sondaggi della vigilia indicavano un testa a testa con l’estrema destra dell’Alternativa per la Germania (AfD). L’appuntamento con le urne ha anche segnato una nuova pesante batosta sia per i socialdemocratici (SPD) sia per il Partito della Sinistra (Die Linke), le cui prospettive in vista del voto di settembre appaiono sempre meno rosee.

Come prevedibile, l’iniziativa della giustizia nicaraguense nei confronti di Cristiana Chamorro ha destato la reazione scomposta di Stati Uniti e alleati, che denunciano l’inchiesta della magistratura come “operazione politica destinata ad eliminare la candidatura della signora dalle elezioni del prossimo novembre”. La tesi è strana dal momento che la Chamorro non è ancora candidata a nulla, ma che Daniel Ortega possa temere la su candidatura appare davvero una iperbole. Al contrario, pensare che la magistratura debba fermarsi solo perché la signora si autonomina candidata, significherebbe un uso politico della giustizia e, va da se, una dichiarazione di sovranità limitata da parte dello Stato nicaraguense nei confronti di alcuni suoi cittadini.

La notizia dell’orribile scoperta fatta sul terreno di un ex istituto educativo per studenti indigeni in Canada ha riportato alla luce il passato oscuro di questo paese, solitamente considerato un esempio di democrazia e pace sociale. Un’indagine condotta grazie all’impegno del popolo Tk’emlúps te Secwépemc nella provincia del British Columbia ha individuato una fossa comune nell’area circostante la “Scuola Residenziale Indiana” di Kamloops dove erano stati sepolti almeno 215 cadaveri di studenti indigeni.

Il 1 maggio in El Salvador si è insediato il nuovo parlamento, controllato per oltre i due terzi dal partito di governo Nuove Idee e dai suoi alleati di destra Gana e Pcn. La prima mossa della nuova maggioranza è stata quella di destituire i magistrati della Sala costituzionale e il procuratore generale, rimpiazzandoli con persone di totale fiducia del presidente Nayib Bukele. L’immediata condanna degli Stati Uniti e la crisi che ne è seguita non deve però ingannare, né farci pensare che USA e Bukele non siano due facce della stessa medaglia.


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