Gaza, il mercato della tregua

di Michele Paris

La proposta di tregua a Gaza presentata dall’amministrazione Biden e appoggiata a inizio settimana dal Consiglio di Sicurezza ONU continua a essere ostaggio delle contraddizioni all’interno del gabinetto Netanyahu e degli equilibrismi della Casa Bianca per cercare di gestire una crisi ormai quasi del tutto fuori controllo. Mentre il segretario di Stato americano, Antony Blinken, è impegnato...
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Voto UE, ciclone su Parigi e Berlino

di Michele Paris

La pesantissima lezione impartita nel fine settimana dagli elettori francesi e tedeschi rispettivamente al presidente Macron e al cancelliere Scholz sono la diretta e inevitabile conseguenza delle politiche impopolari e, a tratti, oggettivamente suicide dei governi di Parigi e Berlino soprattutto negli ultimi due anni. I risultati delle europee nei due paesi di maggior peso dell’Unione riflettono la tendenza generale emersa da una quattro giorni di voto segnata, oltre che dall’astensionismo, dall’avanzamento dell’estrema destra populista e dalla flessione dei partiti moderati e, in particolare, dei Verdi. Ci sono pochi dubbi che il messaggio uscito dalle urne sia di profonda sfiducia nei confronti di governi nazionali e istituzioni...
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di Alessandro Iacuelli

Si tratta di un mormorio, di voci prima diffuse, poi smentite. Fatto sta che lo scorso 8 ottobre le della Gendarmeria europea (Eurogendfor), di cui ci siamo già occupati sul Altrenotizie al momento della sua fondazione, sarebbero sbarcate a Igoumenitsa, in Grecia, provenienti dalla base di Vicenza, per poi essere trasferite alla base di Larissa, dopo aver attraversato tutto il Paese in direzione est, e da lì ripartire verso i Balcani.

Fonti giornalistiche greche hanno confermato di aver visto militari e veicoli sbarcare a Igoumenitsa, con tanto di effigie dell’esercito comunitario. Secondo le fonti ufficiali, si tratterebbe di un’esercitazione dell’Eurogendfor (che riunisce truppe di Olanda, Romania, Francia, Spagna, Portogallo e Italia) assieme ad alcuni soldati originari della Repubblica Ceca e facenti parte della Seebrig, la forza di pace multinazionale "Sudest Europa" che agisce sotto l’egida Onu.

Insomma, pare si tratti di un’operazione di routine, già programmata da tempo. Sta di fatto che l'esercitazione è andata a cadere, caso strano, proprio in Grecia e proprio a ridosso degli scioperi programmati per il 19 e 20 ottobre scorsi. Alquanto strano che una forza di polizia internazionale vada ad esercitarsi proprio in un luogo dove da settimane si susseguono serrate e manifestazioni di piazza, non sempre pacifiche.

Giovedì scorso, con una nota diffusa a tarda notte, la polizia greca ha negato "la presenza di forze europee di gestione della crisi", tuttavia venerdì, due parlamentari del partito Comunista hanno presentato un'interrogazione al ministro della Protezione dei cittadini, chiedendogli se i militari europei fossero realmente arrivati nel Paese per aiutare le forze dell'ordine ateniesi a sedare eventuali situazioni di tensione. Al momento di scrivere, il ministro non ha risposto, nonostante uno dei suoi portavoce abbia confermato ai giornalisti la presenza della brigata "Balcani" della Seebrig.

Non si sa, quindi, se la presenza dell'eurogendarmeria in Grecia sia davvero un'esercitazione o se sia intervenuta in piazza durante le recenti manifestazioni. Alcuni giornali greci sostengono che le voci legate ai militari comunitari siano state create per far pressione sui corpi di polizia greci, accusati di troppa indulgenza nei confronti dei manifestanti e idealmente loro vicini in quanto pubblici dipendenti, e quindi bersaglio dei tagli del Governo nell'ambito del piano di austerity.

L'Eurogendfor è composta da 3000 uomini con sede in Italia, organizzati in due brigate. Per quanto riguarda l'evenutale veridicità della voce che parla di un'esercitazione, occorre dire che ciò pare alquanto strano, poichè la Grecia non è un Paese membro di Eurogendfor. Analogo discorso vale se la forza internazionale è davvero intervenuta a scopo antisommossa nelle manifestazioni di piazza: la Grecia non fa parte del trattato di Veslen, trattato da cui ha origine la polizia militare europea, e in ogni caso sul suolo greco, in un momento di particolare crisi sociale interna, è venuta a trovarsi una forza militare straniera.

Senza scendere nella fantapolitica, se così fosse questa forza antisommossa, di cui fanno parte solo le polizie militari dei Paesi che hanno firmato il trattato di Veslen, quali ordini sta eseguendo? Da parte di chi? Del governo greco, che non fa parte del trattato, o dei paesi firmatari?

I detrattori di queste voci ricordano che l'Eurogendfor è una forza di Polizia militare istituita nel 2004, da impiegare in zone di crisi e di guerra, oppure dove le forze militari hanno appena lasciato il campo ad un nuovo governo dopo un conflitto. Insomma, si tratta di crisi di tipo bellico e non certo di rivolte di piazza. Per il momento, l'Eurogendfor è composta da Carabinieri, Gendarmeria Nazionale francese, Guardia Civil spagnola, Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e Marechaussee Reale olandese. L'Italia fornisce all'Eurogendfor il maggior contributo di uomini. Eurogendfor non obbedisce ai Parlamenti nazionali, ma direttamente ai singoli governi dei Paesi componenti. Il Quartier Generale si trova a Vicenza e che lo Stato ospitante, cioè l'Italia, sostiene tutte le spese del Quartier Generale.

Fatto sta che il trattato di costituzione di Eurogendfor, che dopo la sua ratifica è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 Maggio 2010, recita nell'art.3 che: "Eurogendfor potrà essere utilizzata al fine di: a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; (...) c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; (...) e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici.

Pertanto, non si tratta affatto di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerra: la legge dice che possono intervenire in piazza. E il mistero resta, poichè non si capisce, né dal Trattato di Veslen, né dai regolamenti istitutivi, se il corpo armato può intervenire se "chiamato" da un Paese non firmatario. Insomma una vicenda certamente inquietante, e si resta in attesa di risposta al quesito iniziale: chi ha assicurato l'ordine pubblico, alle recenti manifestazioni del 19 e 20 ad Atene? Sicuri che fosse qualcuno in grado di parlare in greco?

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