di redazione

Vedere sette gol in una partita è cosa rara. Vederne nove ancora di più. Vederne sette di pomeriggio e nove di sera, per un totale di 16, nelle partite di due squadre della stessa città è surreale. Milan e Inter, però, ci sono riuscite. La sfida più incredibile è certamente quella dei rossoneri, vittoriosi per 5-4 fuori casa sul Parma, al termine di una battaglia finita 10 contro 10.

Nei gol del Tardini si vede di tutto: giravolta di Bonaventura, pareggio di testa di Cassano, zuccata vincente di Honda, rigore di Menez, zampata di Felipe, contropiede solitario in campo aperto di De Jong, stacco imperiale di Lucarelli, colpo di tacco a scavetto no-look ancora di Menez, autogollonzo di De Sciglio dovuto stiramento del portiere Diego Lopez quando Inzaghi aveva ormai finito i cambi. Mancavano solo nani e ballerine a centrocampo. Alla fine però il Milan ce la fa e si porta a 6 punti, in testa con Juve e Roma.

L'Inter, invece, dimentica il deludente 0-0 di Torino rifilandone addirittura sette (e per il secondo anno consecutivo) al povero Sassuolo. Grande protagonista di giornata Mauro Icardi, autore di una tripletta. Due volte in rete anche il neoacquisto Osvaldo, ai suoi primi gol in nerazzurro. Chiudono i conti del pallottoliere Guarin e Kovacic. Per non ricadere nell'abulia dell'anno scorso, Mazzarri si è finalmente convinto che i due giovani talenti del suo spogliatoio (l'argentino e il croato) vanno schierati entrambi dal primo minuto, costruendo su di loro la spina dorsale della nuova squadra.

Non fosse stato per i flipper milanesi, la notizia di giornata sarebbe stata la delusione del Napoli, che stecca alla prima davanti al suo pubblico, facendosi superare 1-0 dal Chievo, ormai da anni bestia nera per gli azzurri al San Paolo. A decidere è il primo gol in gialloblu di Maxi Lopez, propiziato da un errore difensivo di Zuniga, ma il vero eroe tra le fila dei veneti è il portiere Bardi, che sullo 0-0 neutralizza un rigore di Higuaìn, poi continua a parare tutto il parabile. Il Chievo muove così la classifica mettendo in cascina i primi punti, mentre la squadra di Benitez conferma le difficoltà di questo avvio di stagione dopo l'eliminazione nei preliminari di Champions e la vittoria rocambolesca e poco convincente della prima giornata (2-1 sul Genoa).

Destino inverso per la Lazio, che si risolleva dopo l'1-3 di San Siro schierando una linea difensiva completamente rinnovata rispetto alla scorsa stagione. E la differenza si vede. I biancazzurri schiantano 3-0 il Cesena alla prima sul prato dell'Olimpico, davanti a una curva Nord di nuovo piena dopo molti mesi di sciopero. Per valutare il lavoro di Pioli bisognerà attendere avversari più probanti dei romagnoli, ieri debolissimi sia in interdizione sia in palleggio, ma a prima vista la coppia centrale De Vrij-Gentiletti è di una categoria superiore a Ciani-Cana, così come il terzino Basta dà ben altre certezze rispetto a Konko. A segnare sono due ex, Candreva e Parolo (anche lui nuovo arrivato a Formello), più il redivivo Mauri, imbeccato alla grande da Klose.

Fra le partite giocate domenica, l'ultima da citare fra le grandi è la Fiorentina, che contro il Genoa non va oltre lo 0-0 casalingo, complice la giornata da fenomeno di Perin e l'estemporanea inettitudine di Gomez. I viola si dimostrano così incapaci di riscattare la sconfitta d'esordio sul campo della Roma. Giallorossi che, invece, nel primo degli anticipi di sabato, portano a casa altri tre punti con una vittoria meritata ma assai fortunata sull'Empoli.

A decidere è una botta di Nainggolan che colpisce prima il palo, poi la schiena del portiere Sepe, poi s'insacca. I notai del pallone, quelli che probabilmente non hanno mai giocato, parlano di autogol. Per il resto, i capitolini fanno la partita, ma sprecano tanto, soprattutto con Maicon, che cicca due volte a porta spalancata. Grave macchia un rigore per i toscani non visto da Gervasoni, ma evidente alla moviola (Manolas su Mchedlidze).

Più convincente il successo della Juve sull'Udinese, un 2-0 che porta la firma del solito Carlos Tevez (piattone su cross arretrato di Liechsteiner) e di Marchisio, a segno con la solita botta da fuori a fil di palo. Nessuno crede che i bianconeri di Allegri siano in grado di replicare le meraviglie messe in scena nell'era Conte, eppure la squadra appare determinata e può ancora contare sui suoi fuoriclasse più importanti, a partire da Pogba, cui si aggiunge il nuovo arrivo Morata, per il momento ancora un oggetto del mistero. La tenuta psicofisica dei campioni d'Italia sarà forse più evidente martedì, con l'esordio in Champions contro il Malmoe.  Lo stesso vale per la Roma, che 24 ore più tardi dovrà vedersela con il Cska Mosca.

In attesa di Verona-Palermo, chiudono il quadro della seconda giornata le vittorie di Sampdoria e Atalanta rispettivamente su Torino e Cagliari. I blu cerchiati s'impongono 2-0 in casa nella partita-ore-pasti grazie a una botta su punizione di Gabbiadini e a un'azione personale in percussione di Okaka. I bergamaschi passano invece in trasferta con le reti di Estigarribia e Boakye. Inutile il rigore trasformato da Cossu.

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