di Roberta Folatti


Il volo spezzato di Manu

André Téchiné sceglie di raccontare in un modo non banale l'irruzione di una malattia come l'Aids nella vita di un giovane degli anni '80. E attraverso una storia singola riesce a descrivere un'atmosfera, un momento critico, quello in cui la comparsa di un nuovo virus, sconosciuto e minaccioso, costrinse molti a un cambiamento drastico di abitudini e stili di vita. Il regista francese fotografa lo stupore, l'angoscia, il senso di dolorosa impotenza che imprigionò un'intera generazione per la quale il sesso passava bruscamente da gioiosa scoperta a pratica a rischio. L'alone viola che circondava i malati (quasi degli untori) nelle prime inquietanti "pubblicità progresso" ce lo ricordiamo bene noi che avevamo intorno ai vent'anni a quei tempi.Sembra passata un'eternità, perchè l'Aids nei paesi ricchi ora si cura e - forse a torto - fa molta meno paura. Ma attorno al 1984/85 arrivò come un cataclisma a sconvolgere prima di tutto le disinibite abitudini della comunità omosessuale, e poi toccò - senza pregiudizi - anche i cosiddetti normali.
I testimoni però non è un film tragico, nella prima parte delinea con garbo e con mano sapientemente ironica le figure dei quattro personaggi principali: Manu, il giovane omosessuale venuto dalla provincia ed entusiasta di Parigi, Mehdi il poliziotto di origini arabe, in apparenza duro e poco tollerante, sua moglie Sarah, scrittrice di favole appena uscita da una maternità che le sta pesando più del previsto e Adrien, il medico gay incline a farsi spezzare il cuore da ragazzi con molti anni meno di lui. Più defilata la sorella di Manu, cantante lirica dalla carriera altalenante, personaggio che con la sua scarsa propensione a lasciarsi andare fa da contraltare alla spudorata voglia di vivere del fratello.
Manu incontra casualmente Adrien e comincia a frequentare lui e i suoi amici, scompaginando le carte a tutti. Il suo approccio spontaneo e vitale apre porte solitamente sigillate, rompe schemi, induce comportamenti inaspettati. Il rude poliziotto che per lavoro persegue prostitute ed ha un'immagine intransigente, si lascia conquistare dalla dolcezza e dalla spensieratezza di Manu, col quale riesce ad essere - a modo suo - teneramente premuroso. Questo naturalmente complica il suo rapporto con Sarah, la madre di suo figlio, in crisi di creatività anche a causa di quel bambino con cui non costruisce un rapporto davvero spontaneo.
La prima parte del film è riempita dall'indomabile vitalità di Manu, che con Mehdi sta vivendo una storia d’amore importante. Ma ogni cosa viene interrotta, vanificata, sconvolta dalla scoperta della malattia. L'epidemia comincia a fare vittime nel mondo dei tossodipendenti e dei gay ed è qualcosa che lascia atteriti, contro la quale non c'è difesa. E' un amaro risveglio.
Téchiné dice di aver perduto molte persone care a causa dell'Aids e che anche per questo ha sentito il dovere di raccontare, in modo non documentaristico, questa tragedia. La malattia di Manu è breve, devastante, prosciuga la sua voglia di vivere, lo allontana dal vortice gioioso di passioni e incontri in cui amava immergersi. Il ragazzo sceglie di non mostrare la sua sofferenza all'uomo di cui è innamorato e di affidarsi invece alle cure di Adrien, che costruisce intorno a lui una barriera protettiva, assistendolo fino alla fine anche dal punto di vista medico.
Naturalmente la sieropositività di Manu ha delle ripercussioni anche su Mehdi e di conseuenza su Sarah: entrambi temono di essere stati contagiati. La loro angoscia è lo specchio di quella che ha attraversato per un decennio una generazione, che si vedeva minacciata, aggredita, colpita in uno degli aspetti essenziali della vita. "I testimoni" descrive quelle paure, quell'insicurezza e lo fa con sensibilità ma anche con leggerezza, conservando la fiducia nella capacità di reagire degli esseri umani, di stringersi nella solidarietà degli affetti. Alla fine la vita continua, Adrien ritroverà il sorriso con un giovane americano, Sarah si sbloccherà scrivendo la storia di Manu e Mehdi imparerà ad essere meno severo con se stesso e con gli altri.


I testimoni (Francia, 2007)
Regia: André Téchiné
Sceneggiatura: Laurent Guyot ,Viviane Zingg , André Téchiné
Fotografia: Julien Hirsch
Musiche: Philippe Sarde
Montaggio: Martine Giordano
Cast: Emanuelle Beart, Sami Bouajila, Michel Blanc, Johan Libereau




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