Sarà perchè nevica dall’inizio alla fine, sarà perchè la neve cade su Parigi, ma a me l’ultimo film di Alain Resnais è piaciuto, malgrado non sia perfettamente riuscito.
Un affastellarsi di personaggi che trascinano le proprie ingombranti solitudini, uno sguardo ironico su paure e nevrosi, una descrizione impietosa dell dissolvimento della passione, questo e molto altro è messo in scena in Cuori, tratto da un testo del famoso commediografo inglese Alan Ayckbourn. L’autore dell’adattamento e dei dialoghi Jean-Michel Ribes ha cercato di “francesizzare” l’atmosfera e il linguaggio tipicamente inglesi dell’originale, e chi c’è di più “francese” di Laura Morante, prediletta dai registi d’oltralpe oltre cha da Nanni Moretti, in questo film bellissima e insoddisfatta.
Del resto come si può essere soddisfatti di un fidanzato come quello che si ritrova, apatico, offuscato dalla propria pigrizia prima che dall’alcol, ormai incapace di qualunque gesto romantico. Ma, sorprendentemente, a quest’uomo insensibile basta frequentare un’altra donna, conosciuta attraverso un annuncio sul giornale, per rivelare un animo dolce, rispettoso, persino un po’ ingenuo.
Regista e commediografo osservano con sguardo lucido, disincantato il pulsare dei Cuori dei protagonisti, alcuni disabituati al ritmo veloce, arroccati dietro solitudini dure da scalfire.
“Le relazioni tra i personaggi – spiega Alain Resnais – mi fanno pensare alla tela di un ragno distesa tra due cespugli di ginestra spinosa e ricoperta di rugiada della notte. Thierry, Charlotte, Gaele, Dan, Nicole, Lionel e Arthur sono come insetti che lottano per sfuggire alla trappola. Ogni volta che uno di loro si muove, lo spostamento si fa sentire anche altrove sulla tela, su qualcuno che tuttavia può non avere nessun legame con chi si è mosso per primo”.

Ambientato nel quartiere parigino di Bercy, in rapida espansione, la vicenda ha come pretesto la ricerca di un appartamento da parte di una coppia in crisi, ma molto, se non tutto, ruota intorno alla strana personalità di Charlotte, impiegata nell’agenzia immobiliare a cui la coppia si è rivolta. Interpretata da una conturbante Sabine Azéma, questa donna dai modi remissivi, dichiaratamente pia, nasconde sorprese inimmaginabili o come dice lei “l’inferno dentro di se”. Un “inferno” meno terribile di quanto si creda, che regalerà via Vhs al mesto Thierry e userà “terapeuticamente” per calmare l’esagitato Arthur, vecchietto dalla lingua velenosa.

Le storie si intersecano, i personaggi subiscono colpi e contraccolpi senza mai rendersi conto di essere impigliati in una rete che in qualche modo ha beffardamente unito i loro destini. Le più grandi suggestioni del film derivano dalla grande abilità di Resnais, premiato a Venezia con il Leone d’Argento per la miglior regia, che sa intrecciare fili e sviluppare storie creando atmosfere singolari, e dalla bravura degli attori, tutti strepitosamente in parte.

C’è invece qualche sbavatura nel dipanarsi del racconto, dettagli che rimangono sospesi, inesplorati, come fossero stati dimenticati.
La neve cade incessante, dapprima per le strade di Parigi, alla fine anche dentro le case, sulle strette di mano e sugli abbracci dei protagonisti, a sancire l’impossibilità di un contatto vero, duraturo, profondo. In ogni storia c’è qualcosa di raggelante, i tentativi di sfuggire alla propria solitudine sono vanificati da equivoci, frasi non dette, gesti inopportuni, o dalla semplice incapacità di guardarsi dentro.


CUORI (2006, Francia, Italia)
Regia: Alain Resnais
Tratto da “Private fears in pubblic places” di Alan Ayckbourn
Adattamento e dialoghi: Jean-Michel Ribes
Fotografia: Eric Gautier
Cast: Laura Morante, Sabine Azéma, Pierre Arditi, Andrè Dussolier, Lambert Wilson, Isabelle Carré
Distribuzione: Bim

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