Il 25 Aprile non è una festa di riconciliazione nazionale. E’ vero che è una festa divisiva, perché divide chi entrava nella Milano liberata agli ordini del CLN dai vigliacchi assassini repubblichini che scappavano come lepri dopo aver sterminato fino all’ultimo gli inermi.

Rammenta agli ignoranti e agli smemorati cosa furono 20 anni di oppressione fatta di consegna dell’Italia ai tedeschi, di guerre, razzismo, monarchia consenziente e papato alleato, colonialismo, morti, galere, confino, persecuzioni, torture, fucilazioni, rastrellamenti, treni blindati che portavano innocenti ai campi di sterminio. Gli italiani divennero schiavi del regime, i tedeschi i padroni. Occuparono l'Italia senza sparare un colpo, i fascisti li fecero entrare e gli si inginocchiarono, consegnandogli il Paese e le sue ricchezze. Questo e non altro è stato il fascismo, la pagina più nera e maleodorante della storia italiana.

Il 25 Aprile ricorda a tutti l’orrore assoluto del fascismo che fu e di quello che sopravvive anche oggi quando alcuni, nascondendo dietro parole ambigue la loro adesione a quell’orrore storico, farfugliano inaccettabili e mistificatorie rivisitazioni o improbabili riconciliazioni. Il fascismo non è una dottrina politica o una opinione: è un crimine senza attenuanti e senza distinzioni. Chi parla di equiparazione delle vittime è un nostalgico fascista che non ha il coraggio di dirsi tale. I fascisti fecero galleggiare l’Italia nel suo stesso sangue, i partigiani donarono il loro sangue per liberare l’Italia dal mostro. Non ci può essere riconciliazione tra vittime e carnefici, tra la parte giusta e quella sbagliata della storia.

I partigiani italiani sono stati la pagina più bella della nostra storia nazionale. Hanno assegnato la medaglia della dignità ad un paese che si era infatuato di un incubo travestito da regime, di una volontà di grandezza rappresentata da un ridicolo impero.

Il 25 Aprile è l’anniversario della vittoria dei giusti sui criminali. I comunisti e gli antifascisti tutti che dalle montagne alle città combatterono per liberare l’Italia sono la nostra memoria più cara e restituiscono all’Italia l’orgoglio nazionale. Hanno vinto i figli migliori della nostra Patria e questo permette oggi di esprimerci tutti liberamente, anche quelli che dovrebbero tacere per sempre.

Quelle colonne partigiane che sfilano nella Milano liberata rappresentano l’essenza del 25 Aprile: l’idea di riscossa che i giusti non devono mai abbandonare ed un monito severo per chi pensasse di poter tornare indietro. Perchè quale che sia la stagione, il vento non smette mai di fischiare.

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