di Daniele John Angrisani

Il giorno dopo il vertice europeo che ha prodotto l’ennesimo compromesso al ribasso, si può tranquillamente affermare, parafrasando Marx, che uno spettro si aggira per l'Europa: l'integrazione europea. Tutti ne parlano come qualcosa di necessario per garantire lo sviluppo dell'Unione Europea, tutti a parole sono a favore, ma quando poi si arriva ai fatti, tra distinguo e veti incrociati, la montagna finisce sempre per partorire un misero topolino. Anche questa volta il canovaccio è stato il medesimo dei vertici precedenti, tanto è vero che il premier italiano, Romano Prodi, si è affrettato a raccontare alla stampa il suo rammarico per quella che ha definito "l'Europa in cui molti Paesi hanno perso lo spirito europeo", pur mostrando apprezzamento per i risultati raggiunti. Gli ha fatto eco il cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha cercato in tutti i modi di evitare il fallimento di questo vertice che sarebbe stato il peggiore epilogo per una presidenza tedesca della UE già avida di risultati ottenuti. Chi invece sprizza gioia per i risultati ottenuti è di sicuro la Polonia dei fratelli Kaczynski. Il premier Jaroslaw ha affermato che il vertice è stato un “successo” per la Polonia e per la politica di questo Paese. Il principale obiettivo raggiunto dai polacchi è sicuramente il prolungamento fino al 2017 del sistema del voto basato sul Trattato di Nizza, che consente a Varsavia di mantenere un peso ponderato del proprio voto non lontano da quello della Germania (che però ha una popolazione doppia); il che prima di passare al sistema di voto doppio (55% degli Stati e 65% delle popolazioni) che penalizzerebbe lo Stato polacco in sede comunitaria.

Se è quindi facilmente intuibile la gioia di Varsavia per l'intesa raggiunta, lo è anche quella della Gran Bretagna, la quale ha ottenuto l’inserimento della clausola dell'opt out su alcune materie quali la cooperazione giuridica e, soprattutto, la rinuncia alla nomina del Ministro degli Esteri dell'Unione, che invece rimarrà in essere nella figura dell'attuale Alto Rappresentante, anche se con poteri maggiori di quelli previsti dal Trattato di Nizza. Per quanto riguarda la Gran Bretagna c'è da dire che questo è stato l'ultimo vertice di Tony Blair e che il suo successore designato, Gordon Brown, non ha propriamente la fama di europeista convinto.

Anche per questo, e considerato il contesto attuale dell'Unione Europea, molto probabilmente sarebbe stato ben difficile ottenere qualcosa di diverso dalla “riformina” approvata. E' vero anche che il testo definitivo del nuovo Trattato sarà designato nell'ambito della Conferenza Intergovernativa che si riunirà a partire dal prossimo mese; perciò è possibile che vi siano ancora diverse modifiche prima dell'approvazione definitiva. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, è veramente difficile essere ottimisti sulla possibilità che questo nuovo Trattato apporti quelle modifiche di sostanza che sono necessarie per far funzionare correttamente l'Unione Europea a 27 Stati membri, senza essere ostaggio dei veti incrociati di uno o dell'altro Paese su tutte le materie di vitale importanza. Questo rischia di causare un vero e proprio blocco decisionale dell’Unione, con danni enormi sia per la sua immagine nel mondo che per la sua stessa capacità legislativa.

Ma i guai per l'Unione non sono finiti qua. A dicembre 2007 scade il Trattato di Partnership Strategica tra Russia ed Unione Europea e, sino ad ora, i negoziati per un nuovo Trattato non sono neppure iniziati per un contenzioso che vede, guarda caso, di nuovo in mezzo la Polonia. Dal 2006 infatti la Russia ha messo in essere un embargo nei confronti della carne polacca, che secondo le autorità russe non rispetta i requisiti internazionali di sicurezza per l’esportazione delle carni. I polacchi da parte loro accusano i russi di aver preso questa misura come ritorsione contro l'ok dato da Varsavia a Washington per l'installazione dello scudo spaziale sul territorio polacco e per la posizione strenuamente anti russa delle autorità polacche.

Sta di fatto che il vertice UE –Russia, che si è tenuto l’ultima volta a maggio di questo anno a Samara, è finito con un nulla di fatto e l'unica soluzione che si intravede all'orizzonte è il tacito consenso al rinnovo del Trattato attuale per un ulteriore anno, in attesa di ulteriori sviluppi. Il tutto mentre l'Unione diventa sempre più energeticamente dipendente da Mosca ed è profondamente divisa al suo stesso interno su come trattare con questo importante, ma allo stesso tempo ingombrante, vicino.

Come ovviare a tutti questi problemi ed evitare che l’Unione sia sempre ostaggio dei veti di qualche Paese? La soluzione è semplice ed è stata proposta ormai da più parti: la cosiddetta Europa a due velocità, ovvero le cosiddette “cooperazioni rafforzate”. Si tratterebbe sostanzialmente di poter permettere ad alcuni Paesi pionieri (si pensa principalmente a Francia, Germania, l'ex Benelux, Italia e Spagna) di procedere in via autonoma ad una maggiore integrazione, in particolar modo in materie quali la politica estera, dando agli altri Paesi l'opportunità di partecipare o meno successivamente a tali nuove strutture, seguendo così il modello che ha permesso l’introduzione dell’Euro solo in alcuni Stati dell’Unione.

Il rischio però è che, così facendo, si potrebbe svilire l'intera struttura dell'Unione, introducendo una pericolosa divisione tra Paesi appartenenti o meno all'area di maggiore integrazione, cosa che potrebbe causarne, nel lungo periodo, la sua implosione. Purtroppo però se l'alternativa è quella dei compromessi al ribasso che abbiamo potuto osservare negli ultimi anni, c'è bene poco altro da fare che pensare seriamente a come affrontare questo rischio.

L’obiettivo principale da raggiungere è comunque quello di ridare nuova linfa vitale ad una Unione Europea che è sempre più anemica, proprio quando ci sarebbe maggiore bisogno di una sua forte presenza nel contesto di un mondo globalizzato che, mentre gli Stati membri dell’Unione litigano tra loro, vede inesorabilmente spostarsi sempre di più il suo baricentro verso Oriente.


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