di Roberta Folatti

Sulle strade sofferenti del Libano

Sotto le bombe tutti sono uguali, tutti sono inermi.
Si annulla la distinzione tra buoni e cattivi ed è soprattutto la popolazione civile a pagare prezzi altissimi. In qualunque guerra, a qualunque latitudine.
Ma ci sono zone del mondo in cui i bambini di dodici anni hanno già assistito a tre guerre e sanno bene cos'è un bombardamento. Sanno che rovine lascia, fuori - tra le abitazioni, nei villaggi e nelle città - e dentro la testa delle persone.
Philippe Aractingi ha girato il film Sotto le bombe quasi in contemporanea con l'ultimo attacco israeliano in Libano, quando, nell'estate del 2006, fu dichiarata una flebile tregua. Il film è costruito in modo da incastonare fiction e immagini reali, gli attori si muovono circondati da comparse che recitano se stesse, che hanno vissuto davvero i drammi e le angosce di cui si parla. Si respira forte quest'autenticità e luoghi e volti ripresi dal regista trasmettono una muta protesta.



La storia di Zeina potrebbe essere accaduta realmente: una madre in crisi col proprio marito decide di affidare per qualche tempo il figlioletto a sua sorella, per evitargli la crudezza dei litigi e farlo stare in un ambiente più sereno. Peccato che il vilaggio nel sud del Libano in cui soggiorna il bambino si ritrovi al centro del conflitto tra l'esercito israeliano e Hezbollah, un conflitto che non risparmia affatto i civili e colpisce indistintamente anche chi non condivide certe scelte politiche e militari. Zeina ritorna in patria terrorizzata perchè non riesce più a mettersi in contatto con la sorella e comincia una ricerca disperata dei suoi cari, negli ospedali, nei centri di raccolta e infine tra le rovine del suo villaggio natale. La accompagna Tony, l'unico taxista che abbia accettato di avventurarsi lungo le strade martoriate del Libano del Sud, tra ponti distrutti, distributori di benzina bombardati, zone pericolose in mano alle bande armate. Lui è originario di quelle parti e conosce parecchie persone in grado di fornire informazioni e aiutarli nella ricerca. Il rapprto tra Zeina e Tony è centrale nel film, da pincipio i due sembrano assorbiti solo da se stessi - la donna ossessionata dall'angoscia per il figlio e dai rimorsi di averlo lasciato solo in una situazione difficile, l'uomo apparentemente interessato solo al risvolto economico della faccenda e preoccupato di salvaguardare il suo taxi.
Ma le diffcoltà e la vista di tutto ciò che l'ennesima, sciagurata guerra ha provocato nel loro paese piano piano li unisce, la disperazione di Zeina, che apprende in circostanze drammatiche della morte della sorella rende Tony meno diffidente. I due cominciano a confidarsi, con estremo pudore, con una riservatezza che a tratti diventa scontrosità. Zeina capisce che può fidarsi di Tony, che non è vero che l'uomo sia mosso solo dalla sete di guadagno. Il loro girovagare, l'essere diventati testimoni di una tragedia evitabile se solo ci fosse stata la volontà di chi comanda, il contatto con le vittime innocenti risistemano la scala dei valori dei due protagonisti, facendo in modo che si concentrino sull'essenziale. "Sotto le bombe" è un film dalla forte carica emotiva a cui una fotografia sapiente regala la forza aggiuntiva delle immagini. Da vedere, soprattutto ora che la situazione in Libano sembra di nuovo sull'orlo del precipizio.

Sotto le bombe (Francia, Libano, Belgio, Gran Bretagna, 2007)
Regia: Philippe Aractingi
Scenegiatura: Philippe Aractingi, Michel Léviant
Cast: Bshara Atallah, Nada Abou Farhat, Georges Khabbaz
Distribuzione: Fandango


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