Continua il percorso netto dell’Inter di Antonio Conte, che sale a 15 punti in 5 partite. L’ultima vittima dei nerazzurri è la Lazio, superata di misura a San Siro con il minimo sforzo. Decisiva un’incornata vincente di D’Ambrosio, che ridicolizza il povero Jony, a dir poco disorientato. A cavallo fra primo e secondo tempo i biancocelesti costruiscono molte occasioni per pareggiare, ma non riescono mai a buttarla dentro: Correa sbaglia di tutto. Nella ripresa entra Immobile, ma la Lazio crolla fisicamente, come sempre le accade nei secondi tempi. Da registrare l’esordio in maglia interista di Alexis Sanchez, a cui Leiva e Luiz Felipe danno il bentornato in Italia a suon di calci.

L’Inter riconquista così il primato in solitaria operando il controsorpasso sulla Juve, che martedì si era portata a 13 punti battendo per 2-1 fuori casa il Brescia, nonostante l’assenza di Cristiano Ronaldo. Per i bianconeri è il secondo successo in rimonta in rimonta dopo quello contro il Verona: il carattere c’è, il bel gioco ancora no, soprattutto a causa di un centrocampo che appare ancora lontano dalla migliore condizione.

Mentre a Roma stenta ad avviarsi il governo Conte 2, un altro Conte, Antonio, arriva a 4. Sono le vittorie consecutive dell’Inter, ancora a punteggio pieno grazie al derby dominato sabato sera contro il Milan. Dopo un primo tempo più equilibrato, nella ripresa i nerazzurri vengono fuori surclassando gli avversari. A decidere l’incontro sono Brozovic e Lukaku, sempre più pupillo dell’allenatore pugliese, ma il punteggio poteva essere decisamente più ampio: l’Inter colpisce infatti anche tre pali con D'Ambrosio, Politano e Candreva. Ottima la prova di Barella e Brozovic a centrocampo, bellissimo il gol di Lukaku e straordinaria la prova difensiva, con Godin che ricorda a tutti il suo curriculum e De Vrji che ferma tutto e che non fa fare nemmeno una parata ad Handanovic.

È di nuovo Conte-mania nel campionato italiano. Dopo le prime tre giornate di Serie A, c’è solo una squadra in testa a punteggio pieno: l’Inter di Antonio Conte, che centra il terzo successo consecutivo battendo 1-0 in casa l’Udinese. A decidere l’incontro è Sensi, incredibilmente a segno di testa (in avvitamento) a fine primo tempo. Poi il portiere friulano si esibisce in cinque capolavori e il palo nega il gol a Politano. Gara condizionata anche dall'espulsione di de Paul per uno schiaffo a Candreva.

Spara a salve invece la Juventus, fermata sullo 0-0 al Franchi da una Fiorentina volitiva, che aspettava di giocare contro i campioni d’Italia per mettere a segno il primo punto stagionale. I viola sono pericolosi in più occasioni ma si rivelano poco cinici. La Signora gioca malissimo, ma riesce a evitare una sconfitta che avrebbe meritato. La notizia peggiore per i bianconeri viene dall’infermeria: nei 90 minuti infatti si infortunano Douglas Costa, Pjanic e Danilo.

In classifica la Juve viene clamorosamente raggiunta dal Bologna, che sale a 7 punti grazie alla vittoria in rimonta sul campo del Brescia. Il risultato è uno spettacolare 4-3: gli emiliani vanno sotto 3-1, ma riescono a ribaltare il risultato anche grazie all’espulsione di Dessena a inizio ripresa. Reti di Donnarumma (2), Bani, Cistana, Palacio e Orsolini.

Un punto sotto, a quota 6, c’è il Napoli di Ancelotti, che riscatta la bruciante sconfitta contro la Juve battendo in casa 2-0 la Sampdoria. Decide una doppietta di Mertens, che segna il secondo gol su assist di Llorente, all’esordio con la nuova maglia ed entrato in campo pochi minuti prima. Decisive anche le parate di Meret su Ferrari e Rigoni. Crisi nera per la squadra di Di Francesco, ancora a zero punti.

Brutta aria anche in casa Lazio. Per il secondo anno consecutivo i biancocelesti tornano dalla trasferta di Ferrara con una sconfitta rimediata oltre il 90esimo. Dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo con un rigore di Immobile, gli uomini di Inzaghi - vistosamente fuori forma - scendono in campo nella ripresa scarichi e subiscono la rimonta degli avversari, a segno con Petagna e Kurtic.

Con un sonoro 4 a 2 a spese del malcapitato Sassuolo, la Roma ritrova gol e vittoria. Divertimento e paura però, perché gli emiliani hanno avuto più di una occasione per rientrare in partita, viste le svagatezze della Roma in fase di non possesso. Ad ogni modo una vittoria che fa bene ad un ambiente ancora decisamente pessimista circa l’allestimento della squadra in questo campionato.

Nel Milan torna Piatek e i rossoneri vincono a Verona proprio con un suo gol, trovando un po’ di respiro in un inizio di campionato tutt’altro che esaltante. Chiudono il quadro della giornata due vittorie in trasferta: quella dell’Atalanta a Genova (1-2 con un siluro vincente di Zapata al 95esimo) e quella del Cagliari a Parma (1-3 con doppietta di Ceppitelli e gol di Simeone). 

La fine della novela Icardi ha rappresentato la conclusione di un calciomercato tutto sommato ricco sebbene un po’ vintage. L’approdo al PSG di Maurito è avvenuto in dirittura d’arrivo e dopo che lo stesso ha firmato un rinnovo con l’Inter di un anno, portando così la scadenza contrattuale con i nerazzurri al 2022. Non è stato semplice convincere il bomber di Rosario che la Beneamata di lui non voleva più saperne, dati i trascorsi innestatisi da Febbraio ad oggi. La linea di Marotta ha dunque avuto ragione: pur con un esborso finanziario importante, sia diretto che di svalutazione patrimoniale, via Perisic, Icardi, Naingollan e Spalletti, ovvero i destabilizzatori della squadra e della società. I soldi, del resto, per Suning non sono un problema, mentre sulla ricostruzione di una immagine di solidità e di rispetto assoluto delle regole si fonda l’ascesa del club verso le posizioni di leadership italiana ed internazionale che gli competono.

L’Inter ha effettuato l’acquisto più oneroso della sua storia, pagando 65 milioni di Euro (in 5 anni) Romelu Lukaku, il gigante nero che è stato chiamato a sostituire Icardi nei cuori dei tifosi. In attesa di sapere se ci riuscirà, ha già segnato due gol nelle prime due partite. Con Sanchez potrà tornare a formare la coppia di attaccanti del Manchester United, soprattutto se il fantasista sudamericano saprà riproporre quanto fatto vedere in Italia e al Barcellona. Se ciò avvenisse, allora con l’aggiunta di Lautaro Martinez l’Inter si troverebbe un attacco da 50 gol a stagione.

Ma il mercato dell’Inter è stato di grande spessore non solo per Lukaku e Sanchez, ma anche per l’acquisto di Diego Godin ( a parametro zero), colonna difensiva dell’Atletico Madrid e della nazionale dell’Uruguay, al quale si sono aggiunti Barella e Sensi, i due migliori centrocampisti italiani in circolazione. Liberatasi anche di Joao Mario e Dalbert, la squadra di Conte è ora impegnata nel recupero di Candreva e Gagliardini, mentre Ranocchia sembra essere già pronto per il suo ruolo di quarto centrale.

La Juventus è stata protagonista double face del mercato: pur avendo portato a Torino Ramsey, Rabiot e De Light, autentici campioni, non è riuscita a vendere almeno due dei numerosi attaccanti di cui dispone e non ha trovato nemmeno il modo di rinunciare a Khedira ed Alex Sandro, che con Manzukic e Iguain dovevano comporre il tesoretto con il quale finanziare la campagna acquisti. Ha perso con l’Inter la battaglia per Lukaku e ancor più dolorosamente quella per Icardi, che corteggiava illecitamente dallo scorso Gennaio. Paratici, insomma, ha dimostrato di avere ancora molta strada da fare per eguagliare Marotta, suo mentore tradito. Può riconsolarsi pensando che il mancato acquisto di Icardi o Lukaku rende meno intasato il suo attacco, evitando di aggiungere un altro bomber a Manzukic, Dybala, Cristiano Ronaldo, Douglas Costa e Higuain. Ma è la difesa il nodo gordiano della Juventus, che ha provato a vendere Rugani senza riuscirvi e che ora, con l’infortunio di Chiellini, perde il suo autentico leader. Spinazzola e Pellegrini avrebbero avuto a questo punto più senso a Torino che alla Roma e al Cagliari.

Il Napoli ha effettuato una campagna acquisti limitata benché intelligente (l’arrivo di Manolas è importantissimo per la sua retrovia, che pure ha dei limiti seri nel portiere) ma Ancelotti patisce l’assenza di un goleador in attacco e di un nuovo Hamsick tra centrocampo e tre quarti. Sfumato Icardi e mancato James Rodriguez, vivrà l’anno secondo di Ancelotti che ne sancirà la consacrazione o il fallimento all’ombra del Vesuvio.

La Roma di Fonseca appare la meno attrezzata per le prime 4 posizioni. Aver resistito all’assalto dell’Inter a Dzeko ha comportato lo stop ad altri acquisti di valore e la cessione di Manolas e quella di El Sharawy non possono essere controbilanciate con l’arrivo di Diawara o Spinazzola. In un anno solare la Roma ha visto partire Allison, Manolas, Naingollan, De Rossi, Strootman ed El Sharawy: difficile trovare speranze per un miglior piazzamento. Forse Pallotta dovrebbe decidere di vendere, dicono in molti; ma la parola fine sullo stadio non è ancora stata scritta e, comunque, il destino della Roma lo decide Unicredit e non Pallotta.

La Lazio è riuscita a tenersi Milinkovic- Savic e questo è il suo miglior colpo di calciomercato. Da qui però a dire che si sia rinforzata ce ne corre. Immobile continua ad essere l’unico vero terminale offensivo e questo non rappresenta una garanzia per una squadra che dovrà giocare una sessantina di partite per le diverse competizioni, oltre le nazionali per alcuni dei suoi.

Insomma un calciomercato che non altera in profondità gli equilibri conosciuti, dato che solo l’Inter può legittimamente attendersi un risultato migliore di quello ottenuto con Spalletti ma la supremazia juventina appare ancora indiscutibile, pur se il gap potrebbe essersi ridotto sia con Conte che con Ancelotti. Non tutte le movimentazioni sono state all’impronta della scoperta dei giovani talenti. Sono comunque sbarcati riconosciuti fuoriclasse internazionali, sebbene non giovanissimi. Godin e Sanchez all’Inter e Ribery alla Fiorentina sono certamente i tre casi di maggior richiamo, per quanto i primi due siano decisamente più affidabili.

Il giocatore più giovane e più pagato lo ha preso la Juventus, l’olandese De Light 75 Milioni di Euro)

Dopo due giornate di Serie A ci sono solo tre squadre a punteggio pieno: Juve, Inter e Torino. La Signora deve ringraziare la buona sorte, perché senza l’autogol di Koulibaly al 92esimo avrebbe due punti in meno. “Meglio avere fortuna che talento”, dicevano i personaggi di Woody Allen in Match Point: ai bianconeri non sembra mancare nessuno dei due fattori, ma certo la rimonta del Napoli da 3-0 a 3-3 in meno di mezz’ora lascia qualche perplessità sulla tenuta psicologica e difensiva degli uomini di Sari. Tanto più che per questa stagione i campioni d’Italia dovranno anche fare a meno di capitan Chiellini, che si è rotto i legamenti, mentre De Ligt al momento sembra il gemello assonnato del centrale strapagato all’Ajax.

Non brilla nemmeno l’Inter, che passa 2-1 sul campo del Cagliari con una partita concreta, ma tutt’altro che spettacolare. Dopo aver chiuso la prima frazione in vantaggio per 1-0 grazie a un colpo di testa di Lautaro, i nerazzurri si fanno raggiungere nella ripresa dai padroni di casa, per poi ritrovare il vantaggio grazie a un rigore procurato da Sensi con una ruleta geniale e trasformato senza esitazioni da Lukaku (due gol in due partite). Il risultato c’è, ma per “la dinamite” chiesta da Conte ci sono ancora dei meccanismi da oliare.

La terza capolista, dicevamo, è il Torino, vittorioso per 3-2 sul campo difficile dell’Atalanta. I granata passano in vantaggio con Bonifazi, poi vengono raggiunti e superati dai bergamaschi con una doppietta di Zapata. Dopo di che arriva il controsorpasso del Toto firmato da Berenguer e Izzo.

Fra le squadre a 4 punti, quella con più rimpianti è senz’altro la Lazio, che avrebbe meritato la vittoria contro la Roma ma non riesce andare oltre l’1-1. I giallorossi passano in vantaggio con un rigore trasformato da Kolorav al 17esimo e vengono raggiunti nella ripresa da Luis Alberto. In mezzo, è il festival di pali: la Lazio ne prende addirittura 4, contro i due della Roma. Per i biancocelesti, che sprecano anche tante altre occasioni limpide, a referto anche un gol annullato. Le statistiche finali dicono 21 tiri a 7 per la squadra di Inzaghi.

A quota 4 ci sono anche Genoa, Bologna e Verona. I liguri passano in casa 2-1 sulla Fiorentina (in rete Zapata Kouame e Pulgar su rigore), mentre gli uomini di Mihajlovic vincono di misura in casa contro la Spal (gol di Soriano al 93esimo). Colpaccio fuori casa dei veneti, che tornano con tre punti dalla trasferta di Lecce: decide l’incontro Pessina a nove minuti dalla fine.

Sale a tre punti il Sassuolo, che travolge la Sampdoria con un Berardi in grande spolvero, capace di mettere a segno una tripletta nel giro di un quarto d’ora. Di Traoré e Quagliarella le altre firme sul 4-1 finale. La squadra di Di Francesco, oltre ad avere 0 punti in classifica come Fiorentina, Spal, Cagliari e Lecce, è anche l’unica ad aver incassato ben sette reti in sole due partite.

Vittoria corsara per il Parma, che a sorpresa batte 3-1 l’Udinese al Friuli. Dopo il gol iniziale dei padroni di casa con Lasagna, i gialloblu ribaltano il risultato con Gervinho, Gagliolo e Inglese.

Chiude il quadro della giornata la vittoria di sabato del Milan contro il Brescia: decide la rete al 12esimo di Çalhanoğlu.

  

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