di Agnese Licata

I suoi avvocati non dovevano avere molto a cui aggrapparsi se la loro carta più importante era la testimonianza di alcuni esperti sulla fallibilità della memoria umana. Lo “smemorato” in questione è Lewis Scooter Libby, ex capo di gabinetto del vicepresidente Dick Cheney, a sua volta numero due di George W. Bush alla Casa Bianca. Quello che dice di non ricordare riguarda il funzionario della Cia Valerie Plame, agente in incognito fino al il 14 luglio del 2003, quando la sua identità venne rivelata dal giornalista Robert D. Novak. Negli Stati Uniti, divulgare le generalità di un agente sotto copertura è un reato federale, come anche commettere spergiuro. E proprio per spergiuro Libby è stato condannato in primo grado dalla Corte federale di Washington. Pena: un anno e mezzo di carcere e 250mila dollari di multa. L’ex braccio destro di Cheney è accusato di aver mentito sia al grand jury sia agli investigatori dell’Fbi e di aver ostacolato le indagini, coprendo i responsabili della fuga di notizie. Lui ha provato a difendersi respingendo al mittente tutte le accuse e precisando che, in ogni caso, era oppresso da troppi impegni per potersi ricordare tutte le conversazioni su Valerie Plame.

di Daniele John Angrisani

Garry Kasparov è di sicuro un campione di scacchi. Ma il suo arcinemico, il presidente russo Vladimir Putin, non è certamente da meno di lui per quanto riguarda la politica. Tutti i media internazionali erano concordi che il meeting tra il presidente americano George W. Bush e Putin, previsto al margine del G8 in Germania, avrebbe soltanto confermato le enormi, e secondo molti, irrecuperabili divisioni tra Russia e Stati Uniti sulla vicenda dello scudo spaziale. Invece, ancora una volta, Vladimir Putin è riuscito a sorprendere tutti con una proposta a sorpresa: l'uso congiunto della base russa di Gabala, a 250 km dalla capitale dell'Azerbaigian, Baku, come base per lo scudo antimissile. Tale proposta è stata considerata "interessante e degna di nota", dal consigliere per la sicurezza nazionale americano, Stephen Hadley, che accompagna Bush in Germania e lo stesso presidente americano ha affermato che questo è "l'inizio di un dialogo costruttivo sulla questione" e che se ne riparlerà meglio nel summit bilaterale previsto per l'1-2 luglio nella casa di famiglia dei Bush a Kennenbukport, in Maine.

di Giuseppe Zaccagni


A Bakù, capitale della repubblica ex sovietica che si affaccia sul Caspio, si inaugura la prima Chiesa cattolica dopo il crollo del potere sovietico locale. E’ un edificio di culto (un neogotico modernizzato, opera dell’architetto italiano Paolo Ruggero) che ospiterà d’ora in poi le cerimonie religiose per i circa 350 fedeli, metà dei quali sono discendenti di famiglie cattoliche locali e l'altra metà lavoratori immigrati dall'India e dalle Filippine. Ma questa chiesa (dedicata all’Immacolata Concezione della Vergine Maria) non è solo un punto di riferimento per i cattolici. Perché diviene, di fatto, la sede ufficiale del Vaticano in una terra a stragrande maggioranza musulmana (il 95% su 8 milioni di abitanti). Quindi, vero e proprio progetto strategico di lunga durata e che va visto come una rivoluzione radicale nella vita pubblica. La custodia di questa chiesa – vera missione diplomatica costruita con fondi vaticani su un mucchio di macerie – è intanto affidata ai Salesiani slovacchi (2 coadiutori e 4 sacerdoti), mentre le Missionarie della Carità si dedicheranno all’organizzazione di un centro per i senzatetto.

di Carlo Benedetti

Questa volta non saranno solo i noglobal a “disturbare” quei grandi del mondo che si ritrovano a Heiligendamm (nei pressi di Rostock sul Baltico) per il loro G8. Questa volta, infatti, la tradizionale riunione nasce in un clima di notevoli differenziazioni, di contrasti e di spinte che non vanno certo in direzione di quella politica del disgelo da tanto tempo propagandata. Perché soffia un forte vento freddo che cancella di colpo quei timidi passi che le diplomazie mondiali hanno sempre cercato di presentare come processi distensivi… Non è mai stato così ed oggi, soprattutto, non è così: americani e russi vanno al vertice con lo smoking che copre i giubbetti antiproiettile. Si è quindi alla vigilia di una nuova e difficile partita. E la Russia, in particolare, scende in campo con un bagaglio di accuse nei confronti dell’America di Bush. Al Cremlino, infatti, non è andata giù l’idea della Casa Bianca di circondare il territorio ex-sovietico con uno scudo antimissilistico globale.

di Bianca Cerri

George Bush ha scelto come nuovo presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick, ex-numero due del Dipartimento di Stato ma, soprattutto, amico intimo delle industrie farmaceutiche. Sostenitore degli accordi commerciali bi-laterali, Zoellick è riuscito ad impedire l’accesso ai farmaci generici a migliaia di malati di AIDS e, forse in virtù di queste qualità, è riuscito a prevalere sull’ex-vice segretario del Tesoro Robert Kimmit, anch’egli nella rosa del ristretto numero di candidati alla successione di Paul Wolfowitz, dimessosi il 17 maggio scorso. Zoellick, del resto, che è stato nel recente passato difensore strenuo del protezionismo commerciale statunitense, sarà incaricato di seguire le sue inclinazioni dalla sua nuova poltrona, situata simbolicamente a poche centinaia di metri dalla Casa Bianca. Si è chiuso così uno dei capitoli più spinosi nella storia della Banca Mondiale, la più grande istituzione multilaterale dedicata allo sviluppo economico.


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