Malebolge è il nome dato all'ottavo cerchio dell'Inferno nella Divina Commedia. Quello dove sono puniti i fraudolenti. Da qui prende il nome e il via l'intensa mostra firmata Desiderio, che fino al 20 ottobre sarà visitabile nella suggestiva Chiesa di Sant'Angelo ad Amelia (Terni). I quadri di Desiderio prendono il posto delle pale e degli affreschi una volta dedicati a santi e angeli, creando un mix perfetto con un ambiente che si divide tra sacro e profano.

 

Un luogo che in tal modo diventa spazio di esperienze, momento di analisi e riflessione su una società, immersione in un mondo che richiama, per l'appunto, uno dei gironi più spaventosi dell'opera dantesca. “Luogo è in inferno detto Malebolge, tutto di pietra di color ferrigno, come la cerchia che dintorno il volge. Nel dritto mezzo del campo maligno vaneggia un pozzo assai largo e profondo, di cui suo loco dicerò l'ordigno”, scriveva il sommo poeta.

Desiderio ripercorre attraverso le sue opere quel luogo tremendo, fatto di donne bendate, libri bruciati, teste di ariete sull'altare e un Homer trasfigurato al centro della navata. Simbolo di una contemporaneità precisa.

Il riferimento dantesco, dunque, serve all'artista come lente di ingrandimento attraverso cui esplorare il presente, ma anche pretesto per analizzare le proprie esperienze.

Come spiega il curatore, Lorenzo Rubini: “Malebolge vive dell’atmosfera arcana e a volte enigmatica specifica dell’opera di Desiderio fatta di un’iconografia che non si pone al di fuori della realtà e che non descrive cosmi inconsueti, bensì raccoglie e randomizza i dettagli più disparati del presente, analizzati dal filtro dell’artista, ne mescola la consistenza, ne stravolge la cronologia e la fisica ponendoci nella situazione scomoda del dover ricostruire la storia. Come nei citati gironi danteschi la mostra si presenta come esperienza concreta fatta di storie, animata da figure diverse, battuta da suoni e rumori elettronici”.

Una location d'eccezione, poi, quella scelta per l’opening: lo spazio sotterraneo delle Cisterne Romane di Amelia, poco distante dal centro nevralgico della mostra. Un’occasione unica per immergersi nel museo sotterraneo della città, luogo recondito e criptico, cristallizzato nel tempo e dalla conformazione degna del titolo Malebolge. Qui la performance del gruppo CreaTuRe, valorizzata ulteriormente dall’installazione site-specific realizzata da Desiderio per lo spazio del sottosuolo cittadino.

Durante tutto il periodo della mostra, inoltre, le opere e le installazioni di Desiderio dialogheranno con le performance di altri artisti che settimanalmente saranno invitati a partecipare all’evento.

  

 

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