Interessante e ben fatta la serie in programma su Netflix, La regina degli scacchi. In un orfanotrofio negli anni '50 una ragazzina rivela un talento incredibile per questo gioco, che la porta verso la fama, ma intanto lotta con un problema di dipendenza. La serie statunitense, creata da Scott Frank e Allan Scott, si fonda sull'omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis.

Si segue così la vita di questa bambina prodigio, dagli otto anni ai ventidue, e ci si sofferma sulla sua dipendenza da alcol e psicofarmaci nel tentativo di diventare la regina degli scacchi.

La serie mette in luce anche l'uso che si faceva negli anni 50, all'interno degli orfanotrofi, di pillole tranquillanti. Pratica che in alcuni casi si è trasformata in una dipendenza, come per Beth. Quando Beth viene adottata, nella sua nuova casa decide di iniziare a partecipare a tornei di scacchi. Ma mentre intreccia nuove amicizie e continua a vincere sempre più partire a scacchi, cresce anche la sua dipendenza e la sua vita inizia a incrinarsi.

Ma la sua lotta per raggiungere la vittoria e riprendere in mano la sua esistenza la condurrà verso un trionfo dal forte valore simbolico.

La regina degli scacchi (Usa 2020)

Regia: Scott Frank

Soggetto: Walter Tevis (romanzo La regina degli scacchi)

Sceneggiatura: Scott Frank

Cast: Anya Taylor-Joy,Bill Camp,Marielle Heller

Seconda stagione per la serie tv L’alienistaL’angelo delle tenebre, su Netflix. New York, 1896. Lo psicologo Laszlo Kreizler viene ingaggiato dal commissario di polizia Theodore Roosevelt per catturare un killer di ragazzi senzatetto.

La serie è basata sull'omonimo romanzo di Caleb Carr e risulta interessante sia dal punto di vista stilistico che da quello del contenuto.

La serie, infatti, mette in evidenza le storture politiche attuali, dove corruzione delle istituzioni e differenze sociali ed economiche la fanno da padroni. Senza dimenticare la comunicazione sensazionalistica di eventi di cronaca nera, come il ruolo – marginale - delle donne nella società.

Insomma, un modo di mettere l’accento su alcune problematiche contemporanee, su cui tornare e continuare a riflettere.

L’Alienista (Usa 2020)

Soggetto: Caleb Carr

Cast: Daniel Brühl,Luke Evans,Dakota Fanning

Casa di produzione: Anonymus Content

Distributore: Netflix

In tempo di Covid e di chiusura delle sale cinematografiche , il cinema a casa torna a farla da padrone. E le serie tv, se ben pensate, possono fare la differenza.

Ispirato al celebre romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey, Ratched è la nuova interessante serie televisiva proposta da Netflix.

Nel 1947 Mildred Ratched arriva in California e inizia a lavorare come infermiera in un rinomato ospedale psichiatrico, gestito dal visionario dottor Richard Hanover, dove vengono attuate sperimentali pratiche, decisamente poco ortodosse, per curare la mente umana.

Mildred si presenta con un aspetto perfetto e raffinato. È impeccabile, ma ben presto viene a galla il vero motivo per il quale è andata a lavorare in quel luogo. Sotto il suo aspetto ideale si cela un lato oscuro.

Una serie avvincente, che si snoda in otto puntate, una più interessante dell'altra. Buona la costruzione dei personaggi e ben dosata la suspense, che non risulta mai esagerata.

Ratched (Usa 2020)

Regia: Ryan Murphy

Con: Sarah Paulson,Finn Wittrock,Judy Davis

Creato da: Evan Romansky

Produzione: The Saul Zaentz Company, Fox 21 Television Studios, Ryan Murphy Productions

Distributore: Netflix

Come Play - Gioca con me, film diretto da Jacob Chase, sceglie l'horror per narrare la storia di Oliver (Azhy Robertson), bambino affetto da autismo, solitario e incompreso, il quale riesce a comunicare con gli altri solo tramite tablet e cellulare. Alla disperata ricerca di un amico, trova conforto esclusivamente in quei dispositivi, da cui non si separa mai.

Quando una creatura misteriosa cerca di entrare nel suo mondo proprio attraverso i dispositivi di Oliver, i suoi genitori (Gillian Jacobs and John Gallagher Jr.) dovranno combattere per salvare il loro figlio dal mostro dentro e oltre lo schermo.

Un film che mette in scena l'annosa questione del rapporto tra normalità e diversità. Non solo Larry è 'diverso' da Jacob, ma lo stesso bambino si sente differente dai suoi coetanei, tanto che si rifugia nel mondo della tecnologia, come a sentirsi più sicuro e compreso in un mondo altro rispetto a quello reale.

Ma il rapporto con il 'mostro' in questo caso non sarà possibile per Jacob. Ne La forma dell'acqua Guillermo del Toro aveva dato una possibilità al rapporto tra creature diverse, tanto da far innamorare Elisa, giovane donna muta, e una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità, tenuta in cattività in un laboratorio. Nel caso di Come Play, invece, il genere horror ribadisce l'impossibilità di avere relazioni positive tra umani e creature soprannaturali. O quanto meno le rende molto complesse.

Un film originale, che mette l'accento anche sull'attualità, e accende uno sguardo altro anche sul mondo dell'autismo.

Come Play - Gioca con me

Regia: Jacob Chase

Cast: Azhy Robertson, Gillian Jacobs, John Gallagher Jr.

Distributore: 01 Distribution

Il lockdown dovuto alla pandemia di Coronavirus ha messo a dura prova l'Italia. Ma ha anche mostrato la forza di tante persone nell'affrontare le difficoltà, tanto che anche il cinema ha deciso di parlarne. Fuori era primavera, firmato da Gabriele Salvatores, è un intimo racconto degli italiani in lockdown: dalle meravigliose piazze italiane vuote, a coloro che hanno lavorato in prima linea nelle corsie degli ospedali, ai balconi in festa, alle riprese domestiche.

Una testimonianza collettiva filtrata attraverso la regia e la visione dell'autore che, con un vero e proprio film documentario, restituisce alla nostra futura memoria una fotografia autentica e completa dell’Italia di oggi.

"Seguiamo l’ordine cronologico ed emotivo degli eventi, a partire da quando l’Italia guardava alla Cina e al virus come un problema lontano, passando per la graduale consapevolezza dell’emergenza, per arrivare all’inizio della fase due. Al di là degli aspetti tecnici, quello che vorrei emergesse è la sincerità di questi racconti, che siano veri, fatti col cuore. C’è poi un altro tema che ho particolarmente a cuore che emergerà dal racconto: la rinascita della natura", racconta il regista.

Il film è presentato come evento speciale alla Festa del Cinema di Roma 2020.

 

Fuori era primavera (Italia 2020)

Regia: Gabriele Salvatores

Montaggio: Massimo Fiocchi, Chiara Griziotti

Produzione: Rai Cinema, Indiana Production

Distribuzione: 01 Distribution

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