Una Taranto fosca, con le ciminiere fumose dell'Ilva, fa da sfondo al nuovo film di Sergio Rubini, Il grande spirito. In un quartiere di periferia, durante una rapina, uno dei tre complici, un cinquantenne dall'aria malmessa, Tonino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa. Il suo è un gesto di riscatto nei confronti di chi non ha più rispetto del suo lungo e onorato curriculum delinquenziale, macchiato da un fatale errore, che gli è valso l'ignominioso appellativo di Barboncino.

 

La corsa di Tonino, inseguito dai suoi complici sempre più infuriati, procede verso l'alto, di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata, oltre la quale c'è lo strapiombo, che lo costringe a cercare rifugio in un vecchio lavatoio. Lì trova uno strano individuo (Rocco Papaleo) dall'aspetto eccentrico: porta una piuma d'uccello dietro l'orecchio, sostiene di chiamarsi Cervo Nero, di appartenere alla tribù dei Sioux e aggiunge che il Grande Spirito in persona gli aveva preannunciato l'arrivo dell'Uomo del destino!

 

Tonino si trova sotto assedio: il quartiere è presidiato dai suoi inseguitori e gli angoli delle strade controllate. In una immobilità forzata dovuta ad una caduta da un'impalcatura, con il bottino finito sepolto sotto una montagna di pietrisco in un vicino cantiere, falliscono i suoi tentativi velleitari di recuperare la refurtiva e di organizzare una fuga con l'ex-compagna Milena (Bianca Guaccero).

 

Tonino è completamente solo. Non gli rimane che un'unica disperata alternativa: allearsi con quello squilibrato che si comporta come un pellerossa e che, proprio perché guarda il mondo da un'altra prospettiva, potrà forse fornirgli la chiave per uscire dal vicolo cieco in cui è finito.

 

Una storia di rivincita degli emarginati, quella che Rubini racconta, in lotta con un mostro d'acciaio (l'Ilva) e in difesa dell'ambiente circostante. Un mix di generi che rende questo film piacevole, portando anche a riflettere sull'attualità di una Regione, ma anche di un Paese più in generale.

 

Il grande spirito (Italia 2019)

Regia: Sergio Rubini

Cast: Sergio Rubini, Rocco Papaleo, Ivana Lotito, Bianca Guaccero, Geno Diana, Alessandro Giallocosta

Distribuzione: 01 Distribution

Un thriller tutto italiano quello firmato da Andrea Zaccariello, Non sono un assassino, che vede per protagonista un bravo Riccardo Scamarcio. Il vice questore Francesco Prencipe (Scamarcio) esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni), che non vede da quasi due anni.

 

Due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Una domanda. Una risposta. Quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa.

Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa. Solo suo il tempo per uccidere. A interrogarlo e accusarlo una Pm (Claudia Gerini) che conosce il suo passato, a difenderlo l’avvocato amico di una vita (Edoardo Pesce).

 

Nell’attesa che lo separa dal processo, le immagini del passato di Francesco si accavallano incoerenti nel disperato tentativo di arrivare al vero assassino. E alla verità di una vita intera.

 

Il film gioca molto su diversi piani temporali, mostrando i protagonisti in tre diversi momenti della loro vita. Questo lo rende interessante dal punto di vista stilistico, ma non mancano sbavature e, soprattutto, non è facile mantenere alta la suspense per due ore di film.

 

Non sono un assassino (Italia 2019)

REGIA: Andrea Zaccariello

ATTORI: Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce, Claudia Gerini, Sarah Felberbaum, Barbara Ronchi, Caterina Shulha, Vincenzo De Michele, Elisa Visari, Flavia Gatti, Pasqualina Sanna, Silvia D'amico

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

Uno dei geni indiscussi dell’arte raccontato sul grande schermo nel film Il Giovane Picasso diretto Phil Grabsky, prossimo appuntamento de la Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. Ma chi era prima di diventare l’artista conosciuto in tutto il pianeta? Nasce da questo interrogativo la pellicola in programma nelle sale solo per tre giorni, il 6, 7 e 8 maggio. 

L'uomo fedele, secondo lavoro da regista per il bravo attore Louis Garrel, coglie nel segno. E' una commedia dolce amara quella messa in scena da Garrel e condivisa con il quasi novantenne Jean-Claude Carrière, dove la nouvelle vague va a mixarsi con un genere più attuale e che strizza l'occhio ad un certo cinema americano.

 

Marianne e Abel si amano e vivono insieme, almeno fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Marianne lo sposerà presto e lui deve andarsene, in fretta.

Duecento anni dalla fondazione del museo del Prado di Madrid, sede di capolavori d'arte assoluti. Per celebrare questo evento arriva al cinema, dal 15 al 17 aprile, Il Museo del Prado. La corte delle meraviglie, nuovo docu-film scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi, una produzione 3D Produzioni e Nexo Digital.

 

Quadri e opere stupende che stanno a raccontare la storia della Spagna e di un intero continente. Lo spettatore è accompagnato con mano in un luogo di memoria e uno specchio del presente con 1700 opere esposte e un tesoro di altre 7000 conservate. Una collezione che racconta le vicende di re, regine, dinastie, guerre, sconfitte, vittorie.

Il Prado di Madrid venne fondato il 19 novembre 1819, quando per la prima volta si parlò di Museo Real de Pinturas. Un film che vuole percorrere non solo questi ultimi 200 anni, ma almeno sei secoli di storia, perché la vita della collezione del Prado ha inizio con la nascita della Spagna come nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Un’unione che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo.

 

Eppure, per molto tempo nel corso dei secoli, la pittura è stata una lingua universale, che non ha conosciuto frontiere. E se c’è un museo dove si rende evidente che la pittura non è stata toccata dai nazionalismi, questo è proprio il Prado, con le sue collezioni eclettiche e sfaccettate capaci di raccontare come l’arte non abbia passaporti limitanti, ma sia al contrario un viatico universale in grado di comprendere e raccontare i pensieri e i sentimenti degli esseri umani.

 

A guidare gli spettatori verso la scoperta della bellezza è il Premio Oscar Jeremy Irons, partendo dal Salon de Reinos, un’architettura volutamente spoglia che si anima di vita, luci, proiezioni, riportando il visitatore al glorioso  passato della monarchia spagnola e al Siglo de Oro quando alle pareti erano appesi molti dei capolavori oggi esposti al Prado.

Al centro non solo i quadri, ma anche i temi in essi trattati, parti di una società, coi suoi ideali, i suoi pregiudizi, i vizi, le nuove concezioni, le scoperte scientifiche, la psicologia umana, le mode.

 

Un patrimonio universale che comprende non soltanto le opere di Vélazquez, Rubens, Tiziano, Mantegna, Bosch, Goya, El Greco conservate al Prado, ma anche l’Escorial, Pantheon dei reali, il Palazzo Reale di Madrid, il Convento de Las Descalzas Reales, il Salon de Reinos. Un affresco che contrappone interni ed esterni, quadri e palazzi, pennellate e giardini.

 

La narrazione d’arte si intreccia con lo studio dell’architettura e l’analisi di preziosi materiali d’archivio e verrà scandita dalle testimonianze dei vari esperti del Museo intervistati.

 

Il Museo del Prado. La corte delle meraviglie (2019)

ANNO: 2019

REGIA: Valeria Parisi

ATTORI: Jeremy Irons

DISTRIBUZIONE: Nexo Digital

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