Un appuntamento al cinema per ricordare lo sbarco sulla Luna, quello andato in scena dal 9 all'11 settembre scorsi, con Apollo 11. La pellicola, firmata dal regista Todd Douglas Miller, è stata presentata in occasione del Sundace Festival, dove si è aggiudicata il Premio Speciale della Giuria Documentari per il Miglior Montaggio.

Il cinema parla francese. E lo fa con una rassegna gratuita di film in lingua originale, ma sottotitolati in italiano, in programma a Terni grazie a Gemellarte Off. Un modo per scoprire e riscoprire la Francia di ieri e di oggi attraverso il cinema. I film sono stati messi a disposizione dalla piattaforma dell'Institut francais - If Cinema e il programma prenderà il via il 12 settembre al Caos – Centro arti opificio Siri della città umbra. Un appuntamento che si ripeterà ogni giovedì fino al 17 ottobre.

Fra le 'chicche' in calendario figura 'Barbara', pellicola del 2017 diretta da Mathieu Amalric -  attore in 'Grand Budapest Hotel' di Wes Anderson e 'L'ufficiale e la spia (J'accuse)' di Roman Polański e come regista vincitore per tre volte del Premio César - che racconta la storia di Monique Serf, in arte 'Barbara', cantante, attrice, un simbolo molto amato dal pubblico transalpino. Un film che ha conquistato il Prix de la poésie du cinéma sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2017 e ha fruttato alla sua protagonista, Jeanne Balibar, il Premio César per la migliore attrice nel 2018.

Altro 'must' della rassegna è 'Les Diaboliques', firmato da Henri-Georges Clouzot, uno dei primi grandi esempi di cinema thriller, fra i 20 migliori di sempre secondo il Guardian. Il regista comprò i diritti del racconto originale "Celle qui n'était plus", de Pierre-Louis Boileau et Thomas Narcejac, soltanto alcuni mesi prima che Alfred Hitchcock manifestasse il suo interesse ad acquistarlo.

L'iniziativa, organizzata dalla casa editrice Gn Media, è realizzata in collaborazione con l'Institut français Italia/Ambasciata di Francia in Italia, Indisciplinarte, il Caos - Centro arti opificio Siri e con il Fat – Art club.

La rassegna, come detto, avrà inizio il 12 settembre con la proiezione del film 'Barbara', il più originale dal punto di vista del linguaggio. Un film profondamente “francese”, che narra la storia di Monique Serf, in arte 'Barbara'.

Il 19 settembre tocca a 'Dans la brume', una favola grigio-nera ricca di elementi edificanti: l’amore profondo che ispira la coppia di protagonisti, la bambina malata chiusa in una bolla tecnologica che poi scopriremo indenne ai misteriosi fumi velenosi; la coppia di anziani che decide di morire avendo vissuto fino a quel momento nel conforto dell’amore reciproco.

Il 26 settembre con 'Lola pater' si esplora un tema arcaico - il rapporto padre-figlio - che si intreccia e confligge con la contemporaneità - il cambio di sesso - raccontato senza intransigenza, in modo lineare, quasi naturale, pur con tutto il dolore e la rabbia che si porta dietro. Il lieto fine, più che essere rassicurante, cancella dal lessico della storia le parole cupe dell’intolleranza.

A metà rassegna, il 3 ottobre, ecco 'Les Diaboliques', classico degli anni Cinquanta diretto da Henri-Georges Clouzot. Un vero e proprio gioiello del cinema del brivido, diventato, negli anni, un cult movie.

Il 10 ottobre 'L’affaire SK1', pellicola che somma la cupezza del noir con la suspence e la trama tipica del poliziesco. È ispirato a una storia vera: la vicenda di Guy Georges, il serial killer che, dal 1991 al 1997, uccise sette donne. Un fatto che sconvolse la Francia, poiché fu il primo assassino seriale identificato come tale in quel Paese (SK1 è infatti acronimo di serial killer 1).

Ultima proiezione della rassegna il 17 ottobre: 'Irréprochable', un fuoco di artificio, una storia singolare che ci fa entrare nel tema contemporaneo della difficoltà di trovare lavoro. 'Irréprochable' racconta una vita perduta, una donna irriducibile che non si rassegna ai propri fallimenti, bugiarda, manipolatrice, trasformista. Una storia avvincente, un finale che arriva non senza sorpresa.

La rassegna GemellarteOff è una 'costola' del festival internazionale di arte contemporanea Gemellarte tenutosi lo scorso maggio a Terni, con tre giorni di eventi gratuiti in tutta la città, una festa ‘francese’ con una doppia residenza artistica, visite guidate, attività per bambini, degustazioni a tema, mostre e presentazioni di libri, film francesi in lingua originale sottotitolati in italiano. Organizzato dalla casa editrice Gn Media e realizzato grazie al supporto dell’Ambasciata di Francia in Italia e con la collaborazione di Francia in Scena, stagione artistica dell’Institut français Italia, il festival ha una cadenza annuale e si propone di rivitalizzare i gemellaggi esistenti fra le varie città italiane e straniere, valorizzandone gli artisti e i rispettivi patrimoni culturali, in primis attraverso l'arte ma non solo.

La cultura come strumento di emancipazione, come lasciapassare verso nuovi contesti. Luca Marinelli è il protagonista del nuovo film di Pietro Marcello, Martin Eden, in concorso alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la  bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa, ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi.

A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e - influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden - si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.

"Martin Eden - afferma il regista - non racconta solo la storia di un giovane proletario che, per amore di una ragazza altolocata, ambisce a diventare scrittore: è anche il ritratto di un artista di successo – un autoritratto a tinte fosche dello stesso Jack London – che smarrisce fatalmente il senso della propria arte.

Ispirandoci liberamente al romanzo di London, abbiamo letto Martin Eden come un affresco capace di anticipare le perversioni e i tormenti del Novecento, e i suoi temi cruciali: il rapporto tra individuo e società, il ruolo della cultura di massa, la lotta di classe.

Nel film la parabola dell’eroe negativo creato da London si apre con un filmato di repertorio dell’anarchico Errico Malatesta per poi trovare simmetrie nelle vite e nelle opere di alcuni scrittori dannati del XX secolo, da Vladímir Majakóvskij a Stig Dagerman a Nora May French.

Abbiamo immaginato il nostro Martin attraversare il Novecento, o meglio una 'crasi', una trasposizione trasognata del Novecento, libera da coordinate temporali, ambientata non più nella California del romanzo ma in una Napoli che potrebbe essere qualsiasi città, ovunque nel mondo".

Molto bravi gli attori, con Marinelli che riconferma il suo talento e la grande capacità di dare vigore e intensità al personaggio che rappresenta.

Convince anche la decisione registica di scegliere una Napoli insolita, quasi 'sospesa', per ambientare questo racconto che sa osare e coinvolgere.

 

Martin Eden (Italia/Francia 2019)

Regia: Pietro Marcello

Sceneggiatura: Maurizio Braucci e Pietro Marcello

Cast: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Carlo Cecchi

Distribuzione: 01 Distribution

Sembrava una normale festa di compleanno, ma mentre i bambini giocano in soggiorno, i genitori iniziano a capire che nessuno di loro si conosce davvero. Genitori quasi perfetti, pellicola firmata da Laura Chiossone, mette a nudo uno dei ruoli più complessi e difficili che ci possano essere, quello a punto di madre e padre e lo fa in modo diretto e, a tratti atroce, svelando tante personalità e mentalità a volte molto divergenti tra loro.

Un film molto attuale, che pesca nelle nuove generazioni di genitori, divisi tra lavoro, scuola ed educazione dei propri pargoli.

Simona Riva è la mamma di Filippo. Suo figlio deve festeggiare l'ottavo compleanno e per questo evento occorre organizzare la festa con gli amichetti della scuola. Mamma single dai mille dubbi, si dedica con tutta se stessa a questa importante impresa, che vede protagonisti non solo una schiera di vivaci bambini, ma anche i loro rispettivi genitori. Ognuno di loro rappresenta una tipologia ben precisa di genitori: la coppia politicamente corretta che possiede la verità in tasca; il papà disoccupato che si mette allo stesso livello del figlio; l'estetista procace che talvolta si sente stretta nel suo ruolo materno; l'uomo d'affari separato che non ha tempo per la famiglia e la mamma arcobaleno.

Insomma una varietà di umanità racchiusa tra quattro mura che dovrà confrontarsi e scontrarsi su diverse questioni.

Un film interessante dal punto di vista sociologico, nonostante alcune pecche nella sceneggiatura e nella costruzione dei personaggi.

 

Genitori quasi perfetti (Italia 2019)

Regista: Laura Chiossone

Cast: Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Lucia Mascino, Marina Rocco

Distribuzione: Adler Entertainment

Nuova incursione nel genere horror per Pupi Avati, con Il signor Diavolo, ultimo lavoro del regista bolognese. Il tema del demonio non è nuovo al cinema, come alla letteratura, e da sempre affascina intellettuali e autori. Siamo nell'autunno del 1952. Nel nord est dell'Italia è in corso l’istruttoria di un processo sull’omicidio di un adolescente, considerato dalla fantasia popolare indemoniato.

Furio Momentè, ispettore del Ministero, parte per Venezia leggendo i verbali degli interrogatori. Carlo, l’omicida, è un quattordicenne che ha per amico Paolino. La loro vita è serena fino all’arrivo di Emilio, un essere deforme figlio unico di una possidente terriera che avrebbe sbranato a morsi la sorellina. Paolino, per farsi bello, lo umilia pubblicamente suscitando la sua ira: Emilio, furioso, mette in mostra una dentatura da fiera. Durante la cerimonia delle prime comunioni, Paolino nel momento di ricevere l’ostia, viene spintonato da Emilio. La particola cade al suolo costringendo Paolino a pestarla. Di qui l’inizio di una serie di eventi sconvolgenti.

Un film che coinvolge da subito, denso di significati che descrivono un pezzo d'Italia intriso di superstizione e mistero, dove è labile il confine che si crea tra realtà e immaginazione.

Avati, che aveva tralasciato il genere horror, vi fa ritorno in modo interessante e senza deludere, con un lavoro interessante sia a livello registico che narrativo.

 

Il signor Diavolo (Italia 2019)

Regista: Pupi Avati

Attori: Gabriel Lo Giudice; Filippo Franchini; Massimo Bonetti; Alessandro Haber; Gianni Cavina

Distribuzione: 01 Distribution

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