Il racconto di un viaggio, nei ricordi e nella propria infanzia, viene messo in scena da Alessandro Gassman con Il Premio. Giovanni Passamonte (Gigi Proietti), è uno scrittore di fama internazionale che viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. Ma ha paura di volare e così  decide di partire per Stoccolma in auto con Rinaldo (Rocco Papaleo), suo assistente da sempre.

 

A loro, però, si uniscono inaspettatamente i due figli Oreste (Alessandro Gassman) proprietario di una palestra vicina alla chiusura e Lucrezia (Anna Foglietta) una blogger nevrotica e che ha ben pochi risultati alle spalle.

 

Ma prima di raggiungere la meta, sono diverse le tappe di questo viaggio pieno di imprevisti, tanto che il gruppo incontrerà curiosi personaggi che metteranno ironicamente in discussione le loro certezze, costringendoli man mano a tirare fuori dinamiche familiari inaspettate. Questo permetterà ai componenti di questo sgangherato gruppo di conoscersi veramente.

 

Una vera e propria commedia on the road, che punta molto sulla bravura attoriale dei protagonisti, dosando bene le diverse attitudini caratteriali e costruendo i personaggi in maniera dettagliata.

 

In questo modo si vanno a compensare il racconto e la trama, che risultano un po' deboli. Piace, però, l'intreccio di diversi stili e registri, con la compresenza tra il lato comico e quello più dark.

 

Il Premio (Italia/Danimarca 2017)

Regia: Alessandro Gassman

Cast: Gigi Proietti, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Matilda De Angelis

Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Valter Lupo, Alessandro Gassman

Fotografia: Federico Schlatter

Montaggio: Consuelo Catucci

Produzione: IIF Italian International Film, Space Rocket Nation, Vision Distribution, con il sostegno di IDM Südtirol – Alto Adige Film Fund & Commission (BLS)

Distribuzione: Vision Distribution

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Smetto quando voglio - Ad honorem, terzo capitolo della saga della banda dei ricercatori, convince molto di più rispetto al secondo episodio, ridando spinta alla commedia all'italiana. Il film diretto da Sydney Sibilia rimette al centro la sgangherata gang di ricercatori senza lavoro, capitanata dal neurobiologo Pietro Zinni. Tutti i componenti si riuniscono per l'ultima impresa, questa volta non per produrre smart drug, ma per sventare un attentato terroristico.

 

Il chimico Alberto, i due latinisti Mattia e Giorgio, l'impacciato antropologo Andrea, il timido archeologo Arturo e l'avventato economista Bartolomeo si ritrovano insieme a Zinni a chiudere i conti col passato e a combattere Walter Mercurio, chiedendo persino aiuto al nemico di sempre, il boss malavitoso con una laurea in ingegneria navale, Er Murena.

 

La banda deve escogitare un modo per evadere di prigione e riuscire a portare a termine il suo ultimo obiettivo. Per salvare la città e sventare i piani di Mercurio, dovranno mettere da parte le divergenze, cercando di neutralizzare l’attacco che il terribile terrorista vuole portare a termine.

 

Ancora una volta Sibilia punta l'accento su temi cari alla società contemporanea: l'eterna precarietà nel lavoro; lo spreco di cervelli che, se non fuggono all'estero, magari sono costretti a scendere a compromessi pur di sbarcare il lunario, la mancanza di certezze.

 

Il racconto funziona bene, soprattutto nella pianificazione della fuga, bilanciando momenti di satira ad altri più 'drammatici'. Il tutto condito da una costruzione dei dialoghi che convince e che delinea ogni singolo personaggio, in un crescendo di comicità. Insomma, la serialità non cede il passo alla banalità, proteggendo l'elemento creativo.

 

Smetto quando voglio - Ad honorem (Italia 2017)

REGIA: Sydney Sibilia

ATTORI: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Valeria Solarino, Neri Marcorè

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scontro generazionale è lo spunto di riflessione per il nuovo lavoro di Francesca Archibugi, Gli sdraiati, tratto dall'omonimo libro di Michele Serra. La regista de Il nome del figlio, torna a mettere l'accento sui rapporti interpersonali, questa volta concentrandosi su quelli tra genitori e figli.

Un cast corale quello proposto da Paolo Genovese nel nuovo film, The Place. Cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi? È questo il filo conduttore del racconto ed è quello che sembra chiedere il regista allo spettatore, mettendo in scena una storia ricca di mistero.

Il tennis come metafora della vita. Della lotta contro se stessi, le proprie paure e i propri limiti. Ma anche la dualità, il conflitto con l'altro che ci sembra migliore. Borg McEnroe è il film, diretto da Janus Metz, che ha come protagonisti Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf e racconta proprio la celebre rivalità tra i due tennisti Björn Borg e John McEnroe, i quali si sono affrontati ben quattordici volte tra il 1978 ed il 1981, con sette vittorie ciascuno.

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