La classifica dice ancora Juventus, dopo che sbriga (con qualche fatica) la pratica Milan nel posticipo serale. C'è voluto l'ingresso di Dybala che ha rilevato CR7 (che non ha gradito, pare) per far segnare i bianconeri, che ormai hanno nel fantasista argentino il portafortuna, il risolutore di empasse tecnico. Dunque, da seconda per poche ore, la Juventus torna prima per i prossimi 15 giorni. Sabato, a San Siro contro il Verona, l’Inter era passata 2-1 con non pochi patemi. I nerazzurri erano andati in svantaggio per un rigore trasformato da Verre, ma sono poi stati protagonisti di una grande reazione. In una serata poco felice per gli attaccanti (Lukaku fischiato in modo ingeneroso, visto quanto prodotto finora), ci  hanno pensato Vecino e Barella a ribaltare il risultato. Al momento sembra di poter dire che la sfuriata di Conte non sembra aver prodotto danni e, vista la delusione Napoli e l'incertezza Roma, l'Inter continua ad essere l'unica formazione che appare in grado di mettere ansia alla Juventus. Perchè magari non vincerà il campionato ma non lascerà che i bianconeri si divertano lasciando a 20 punti di distanza la seconda classificata.

Juve e Inter hanno sempre più difficoltà, ma continuano a vincere. Il Napoli non ha questa capacità e continua a inciampare. Passo falso anche dall’Atalanta, sorpresa da uno straordinario Cagliari capace di issarsi fino alla zona Champions League.

In uno degli anticipi di giornata, l’Inter riesce a superare 2-1 in rimonta un ottimo Bologna, passato in vantaggio a mezz’ora dalla fine con Soriano. Decisiva la doppietta di Lukaku, a segno al 75 e al 91esimo (su rigore). Sei vittorie su sei in trasferta per la banda Conte.

Dopo poco però arriva il controsorpasso della Juventus, che sabato sera vince di misura il derby contro il Torino. Il gol partita è di De Ligt: lo stesso difensore - nella sua area di rigore - colpisce per l’ennesima volta il pallone con la mano, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per il calcio di rigore.

L’episodio porta ai massimi livelli la rabbia del Napoli, che per un episodio molto simile subisce un penalty contro la Roma determinante per il 2-1 finale in favore dei giallorossi. Gli azzurri, che hanno vinto solo una partita delle ultime cinque, scivolano così al settimo posto, staccati di tre lunghezze anche dal Cagliari.

I sardi vincono clamorosamente 2-0 in casa dell’Atalanta e raggiungono proprio i bergamaschi al quarto posto. Autogol di Pasalic e rete di Oliva per Maran. Espulso Ilicic al 39' tra i nerazzurri, che colpiscono una traversa con Gomez. È la prima volta in stagione che l’Atalanta non va in rete.

Nel posticipo la Lazio è andata a saggiare il grado di convalescenza del Milan affidato a Pioli, medico saggio che non si dà arie da luminare. Ma la sua ex squadra gli gioca un brutto scherzo, perchè scende in campo con una determinazione e una corsa di primo livello, trova Luis Alberto in grande spolvero e vince per due a uno, espugnando dopo 30 anni il campo del Milan in campionato. Il Milan è in crisi profonda, nonostante giochi veloce: davvero scarsa tenuta mentale e pecche tecniche non indifferenti. Pioli rischia di farsi centrifugare da un gruppo dirigente che ha messo in piedi una squadra sensa senso nè prospettiva.

Finisce in parità, uno a uno, tra Fiorentina e Parma e un pareggio per 2 a 2 conclude anche la sfida tra Lecce e Sassuolo. In coda alla classifica, nuovi scivoloni di Genoa e Brescia. A Marassi i gialloblù perdono 3-1 contro l’Udinese, anche a causa della strategia “tutti all’arrembaggio” del neoallenatore Thiago Motta, evidentemente ancora troppo esuberante e poco equilibrato in panchina.

Male anche il Brescia di Balotelli e Corini, che perde anche in casa del Verona (2-1) in una partita segnata ancora una volta da cori razzisti. Da segnalare la reazione di Balotelli (poi in gol per i suoi), che giustamente minaccia di lasciare il campo proprio a causa dei versi indecenti contro il colore della sua pelle. Indecente invece quanto detto da Juric, che riduce il tutto a sfottò.

La Juventus riesce a superare il Genoa solo grazie ad un rigore di C.Ronaldo nel finale e finisce due a uno. Risultato che non dice abbastanza delle difficoltà juventine e dei meriti genoani. La vittoria comporta per i bianconeri il mantenimento della prima posizione in classifica con l’Inter che segue. Inter che, da parte sua, con una prestazione a due facce espugna il Rigamonti di Brescia per 2 a 1. Nel primo tempo il 75% di possesso palla, nel secondo solo il 41. L’Inter, insomma, è in campo fino a che le gambe reggono, ovvero 50 minuti. Poi esce il Brescia che si appropria della partita e pareggia con un rimpallo che diventa autogol di Skriniar, fino a quando Lukaku inventa un gol di assoluta bellezza che consente all’Inter di respirare e portare a casa i tre punti.

Nemmeno il più visionario degli indovini avrebbe potuto indovinare la schedina di questa settimana. Che la Juve pareggi a Lecce (1-1 con due rigori: Dybala e Mancosu) è un evento straordinario. Diventa quasi incredibile se poi l’Inter fa 2-2 a San Siro contro il Parma (in rete Candreva, Karamoh, Gervinho e Lukaku) mancando clamorosamente l’occasione di tornare capolista. Sconfiniamo nella fantascienza se, contemporaneamente, il Napoli non riesce a battere la Spal penultima in classifica (1-1, in gol Milik e Kurtic).

Di tutto ciò si rallegra l’Atalanta, che asfalta 7-1 l’Udinese e sale a 20 punti, staccando di tre lunghezze il Napoli e ritrovandosi da sola in terza posizione. I bergamaschi hanno segnato 28 gol nelle prime 9 partite: un record da quando le vittorie in Serie A valgono 3 punti.

Bene anche le romane. All’Olimpico la Roma batte 2-1 quel che resta del Milan: decidono Dzeko e Zaniolo. I giallorossi sono a un punto dal Napoli e dalla zona Champions. Prima sconfitta per Pioli da tecnico rossonero: il gol di Theo Hernandez non basta.

Una lunghezza sotto i cugini c’è la Lazio, che nel posticipo di giornata supera 2-1 la Fiorentina, ritrovando una vittoria in trasferta che mancava dal 25 agosto. Dopo il botta e risposta fra Correa e Chiesa nel primo tempo, decide la partita un colpo di testa vincente di Immobile a due minuti dalla fine.

I biancazzurri raggiungono così a 15 punti il Cagliari, reduce dal pareggio per 1-1 in casa del Torino: a Nandez risponde Zaza su bell’assist di Belotti.

A metà classifica, sale a quota 12 il Bologna, che batte 2-1 la Sampdoria, sempre più ultima con appena 4 punti. La squadra di Mihajlovic ritrova così il successo dopo oltre un mese, mentre alla Sampdoria di Ranieri non basta il ritorno al gol di Gabbiadini.

Chiudono il quadro della giornata il 3-1 del Genoa sul Brescia (dopo un gran gol di Tonali nel primo tempo, i rossoblù rimontano con Agudelo, Kouamé e Pandev, tutti inseriti da Thiago Motta, all’esordio in panchina) e la vittoria in trasferta del Sassuolo sul campo del Verona (primi punti in trasferta per De Zerbi, che ferma a tre la striscia di sconfitte di fila).

Come spesso accade, il rientro dopo la pausa per le nazionali porta con sé alcune follie. E così Juve e Inter vincono con fatica, Atalanta e Lazio danno vita a un pareggio surreale e il Cagliari si ritrova da solo con 14 punti al quinto posto, in piena zona Europa.

La capolista conserva un punto di vantaggio sui nerazzurri battendo 2-1 sabato sera il Bologna. A Torino apre le marcature Ronaldo nel primo tempo, ma prima della ripresa gli emiliani pareggiano con Danilo. Nella ripresa decide l’incontro Pjanic, ma la squadra di Mihajlovic protesta per un fallo di mano in area di De Ligt giudicato non punibile sia dall’arbitro che dal Var. Decisiva una parata in pieno recupero di Buffon, molto simile a quella su Zidane in finale di Coppa del Mondo, 13 anni fa.

La squadra di Conte risponde domenica con un pirotecnico 4-3 sul Sassuolo. L’Inter domina per 70 minuti e va avanti 4-1 con le doppiette di Lautaro e Lukaku (di Berardi il gol del momentaneo 1-1). Poi il Sassuolo si sveglia e risale fino al 3-4 con Djuricic e Boga. Il gigante belga si scrolla così le insinuazioni circa un suo contributo relativo all’attacco dell’Inter. Il fatto che C. Ronaldo e Insigne, Martens e Chiesa, solo per fare alcuni esempi, abbiano segnato meno di lui, non viene considerato. Magari è la maglia che non piace alla stampa.

Rimonta completa invece per la Lazio, che sabato all’Olimpico viene travolta nel primo tempo dall’Atalanta (0-3 all’intervallo), ma nella ripresa reagisce trovando il pari con un gran gol di Correa e due rigori trasformati da Immobile (il secondo al 92esimo). Inesauribili le proteste di Gasperini, che accusa l’attaccante biancoceleste di aver fatto il furbo e rivanga addirittura episodi avvenuti cinque mesi fa, in finale di Coppa Italia. Una ferita evidentemente ancora aperta in casa bergamasca.

Non riesce l’allungo alla Roma, che rimane solo un punto sopra i cugini dopo lo 0-0 rimediato sul campo della Sampdoria, allenata per la prima volta dal super-romanista Claudio Ranieri.

In compenso i giallorossi si vedono superare di una lunghezza dal Cagliari, vittorioso 2-0 in casa contro la Spal grazie a una magia di Nainggolan (primo gol per il Ninja dopo il ritorno in Sardegna) e a un gol di Faragò. Ferraresi ancora a secco di punti e gol in trasferta. 

I sardi si ritrovano così a -2 dall’ultimo posto buono per la Champions League, attualmente occupato dal Napoli, che sabato ha battuto 2-0 il Verona al San Paolo con una doppietta di Milik.

A metà classifica, l’Udinese batte il Torino di misura e lo raggiunge a quota 10 punti. Decide un gol di Okaka. Nel secondo tempo l’ingresso di Zaza scuote i granata che però sbattono contro la difesa meno battuta del campionato.

Nel posticipo serale a San Siro il Milan guidato da Pioli si produce in una partita migliore di quelle viste finora, ma il Lecce, sebbene non sia proprio un team insuperabile, lo costringe al pari con un gol strepitoso nel recupero. I salentini guidati da Liverani sono comunque ben messi in campo e non fanno divertire i loro avversari. Dunque a due minuti dal fischio finale Pioli vede svanire la vittoria che assaporava, ma se non altro i rossoneri appaiono una squadra più vogliosa e meno depressa. Per il Milan di questa prima parte dell’anno è già una buona notizia.

Domani sera toccherà a Brescia e Fiorentina chiudere la giornata. La squadra di Montella va col vento in poppa. Non si prevedono sorprese.

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