Con tanta sofferenza, ma anche colpendo la bellezza di tre legni, il Napoli supera 2-1 la Lazio e si porta momentaneamente a -6 dalla Juventus, impegnata questa sera contro il modesto Chievo. Quella del San Paolo è una partita bifronte, in cui la squadra di Ancelotti mette in mostra tutto ciò che ha, dai punti di forza ai lati deboli.

 

Incontenibili quando accelerano in ripartenza, gli azzurri vincono con merito, ma non riescono mai a infliggere il colpo del ko, tenendo in vita un avversario che nell’ultima mezz’ora gioca in inferiorità numerica per l’espulsione di Acerbi. Alla fine, però, le reti nel primo tempo di Callejon (sull’ennesimo erroraccio stagionale della difesa laziale) e di Milik (diamante su punizione) bastano ai partenopei. I capitolini riaprono il discorso nella ripresa con Immobile, dimostrando di avere cuore. Purtroppo, però, per competere con le prime della classe il cuore non basta.

Nel campionato di calcio non ci sono risultati sorprendenti, novità inaspettate. Tutto procede con monotona ovvietà, meticolosa regolarità. La Juventus vince ancora, si porta a 53 punti e chiude il girone d’andata, per non dire che chiude proprio l’intero campionato. Che sembra ormai celebrarsi per un atto dovuto data la distanza siderale tra la squadra di Allegri e quelle che seguono, dal Napoli fino al Chievo.

 

Ieri grazie ad un rigore contestatissimo dal tecnico della Samp, Gianpaolo, ha vinto contro una Sampdoria niente male, cui hanno annullato un gol .(Saponara) La partita è servita sostanzialmente a spiegare due cose: la prima è perché è stato comprato Cristiano Ronaldo, la seconda è perché non può nemmeno ipotizzarsi una panchina per lui. Inutile pensare di amministrarne le forze in vista del forcing di Champions da febbraio in avanti: Ronaldo è imprescindibile per i tre punti a partita.

Il calcio è luogo per eccellenza del tifo, della faziosità, dell’inaffidabilità di parole ed atti; sono fuorilegge grazia e bon ton, educazione civica e rispetto, detriti dell’epoca in cui c’era un pensiero divenuti ora macigni delle menti schiacciate dalla morte della ragione. Gli eventi di due giorni fa intorno al match Inter-Napoli lasciano sbalorditi e addolorati ma, purtroppo, non sorpresi.

 

L’isteria montata alla vigilia e il nervosismo in campo sono elementi che non si vogliono qui analizzare, afferiscono ad una sfera che rischierebbe di ridurre la gravità di quanto avvenuto fuori e in curva visto che tutti hanno una loro fetta di responsabilità. Sanzioni e parole si sono sprecate e l’ipocrisia l’ha fatta da padrona.

L’Inter batte il Napoli per 1 a 0 nel posticipo serale grazie ad un bel gol di Lautaro Martinez e riduce la distanza dai partenopei. Un risultato tutto sommato corretto, anche se un pari avrebbe meglio certificato la lettura della partita che vedrà certamente strascichi polemici.

 

E’ stata una partita bella tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto che è stata purtroppo rovinata da un finale isterico da parte di alcuni giocatori partenopei. A pochi minuti dalla fine l’arbitro Mazzoleni sanziona con un giallo un fallo di Koulibalì su Politano, valutando che si tratta di un fallo tattico su un giocatore lanciato verso la porta.

L’ultima giornata di Campionato prima di Natale è un incubo per Inter e Milan. La sorpresa più clamorosa è quella che arriva da Verona, dove sul campo del Chievo - ultimo in classifica - i nerazzurri mancano di un soffio l’appuntamento con la vittoria.

 

Dopo il vantaggio siglato nella prima frazione da Perisic, la squadra di Spalletti spreca tantissimo (in particolare con Joao Mario e con Icardi) e viene incredibilmente raggiunta al primo minuto di recupero dai padroni di casa. Decisivo, ancora una volta, il sempreverde Pellissier, che beffa Handanovic con un pallonetto elegante. L’Inter vede così allontanarsi il sogno di riagguantare il secondo posto, visto che il Napoli – vincendo 1-0 sulla Spal con un’incornata di Raoul Albiol – torna a +8 (41 punti a 33).

 

Va ancora peggio al Milan, che viene addirittura sconfitto a San Siro dalla Fiorentina. Decide l’incontro una rasoiata da fuori di Chiesa. La squadra di Gattuso, però, ha molto di cui rammaricarsi, avendo dominato per tutto il primo tempo senza però riuscire a trovare la strada della rete. I viola devono ringraziare un Lafont in versione para-tutto.

 

Dopo tante occasioni sprecate di allungare, i rossoneri si ritrovano così scavalcati di un punto dalla Lazio (28 a 27), che torna al quarto posto battendo 3-1 in casa il Cagliari. La notizia migliore per Inzaghi è il ritorno al gol di Milinkovic Savic, che si sblocca dopo un periodo difficile. Il raddoppio è di Acerbi. Immobile non segna ma regala un assist perfetto a Lulic per il terzo gol. I biancocelesti ritrovano la vittoria in Campionato dopo quattro pareggi e una sconfitta.

 

Considerare Lazio e Milan come le sole contendenti per l’ultimo posto Champions sarebbe però sbagliato. Oltre alla stessa Fiorentina, settima con appena due punti meno dei rossoneri, c’è la Sampdoria, sesta a quota 26. I blucerchiati superano 4-2 l’Empoli fuori casa: decisiva la doppietta di Caprari, subentrato all'85esimo. Non manca il sigillo del solito Quagliarella, a segno per la settima giornata consecutiva.

 

Frena il Sassuolo, che si vede raggiungere dalla Fiorentina e superare di una lunghezza dalla Samp. I neroverdi, infatti, pareggiano in extremis contro il Torino: dopo il vantaggio granata siglato da Belotti, Brignola risponde al 92esimo. Finale thrilling, con un gol annullato a Iago Falque al 94esimo.  

 

Il punto trovato nel recupero permette comunque al Sassuolo di staccare di una lunghezza Atalanta e Roma. I bergamaschi tornano sconfitti per 3-1 dalla trasferta di Genova: a Marassi il portiere di casa, Radu, para un rigore a Ilicic, poi arrivano un autogol di Toloi e una rete di Lazovic. Alla fine, chiude l’incontro Piatek con una doppietta (il secondo gol da cineteca).

 

Più prevedibile la sconfitta della Roma, che anzi limita i danni sul campo della Juventus. Alla fine la capolista vince la 16esima partita su 17, ma solo per 1-0. A siglare il gol è Mandzukic con un colpo di testa su cross di De Sciglio. Annullata una rete a Douglas Costa. Olsen, il migliore dei giallorossi, nega il gol a Cristiano Ronaldo.  

 

Chiudono il quadro della giornata due pareggi: l’1-1 fra Udinese e Frosinone (gol di Mandragora e Ciano) e lo 0-0 nel derby emiliano fra Parma e Bologna.

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