Juventus e Milan, protagoniste del posticipo, non stupiscono per il risultato che vede la squadra di Allegri vittoriosa per 2 a 0. Manzukic e Ronaldo certificano la superiorità. Non una Juventus particolarmente brillante ma troppo scarso il Milan, per giunta dimezzato, per tentare di fare risultato. Ma il protagonista assoluto ( e in negativo) è Higuain, che alla sua prima da ex prima si fa parare un rigore e poi perde la testa e riesce a farsi espellere con allegato uno show contro l’arbitro, che servirà solo ad aumentare la pena che verrà erogata dal giudice sportivo.

Cinque l'Inter, cinque il Napoli, tre la Juve, quattro la Lazio e altrettanti il Toro. La giornata di Serie A va in archivio con una serie insolita di goleade. Il risultato è che nulla cambia in testa alla classifica. La Juventus mantiene il primato grazie al 3-1 inflitto sabato al Cagliari. I bianconeri soffrono più di quanto il risultato non dica, ma alla fine la spuntano. Apre Dybala, chiude Cuadrado. Ed è record di punti nella storia della Serie A: mai nessuno era arrivato a quota 31 in appena 11 giornate.

 

In seconda posizione, a pari merito con 25 punti, ci sono ancora Napoli e Inter. Venerdì gli azzurri di Ancelotti travolgono 5-1 l'Empoli e centrano l'ottava vittoria in Campionato: gol di Insigne, Mertens (tripletta, più un assist), Milik e Caputo. Sabato i nerazzurri rispondono schiacciando 5-0 il Genoa. Decidono la doppietta di Gagliardini e i gol di Politano, Joao Mario e Nainggolan. Per la squadra di Spalletti, per distacco la più in forma in questa fase, è il settimo successo consecutivo.

Finisce 1 a 1 il big match tra Napoli e Roma al San Paolo. Una buona Roma, andata in vantaggio al quarto d’ora con un gol di El Sharawy, che ha però commesso l’errore di rinunciare ad attaccare e di schierarsi con 9 giocatori dietro la linea della palla e si è vista così raggiungere al novantesimo da un Napoli che, invece,  fino a quel momento, aveva dimostrato relativa capacità penetrativa, nonostante due gol in fuorigioco.

 

Del resto l’uscita di Manolas per infortunio al 74esimo non aveva certo facilitato il compito di una difesa messa a dura prova da 70 minuti di attacchi napoletani. Il Napoli, dal canto suo, ha riproposto il modello di gioco sarriano a velocità ridotta, ma la pazienza e la consapevolezza di possedere colpi importanti l’ha trascinata al pareggio. Pareggio che però non serve a nulla, giacché non riesce ad accorciare la classifica data la vittoria della Juventus, che rende la distanza tra le due squadre abbastanza ampia da non suggerire illusioni.

Finisce 1 a 1 il big match tra Napoli e Roma al San Paolo. Una buona Roma, andata in vantaggio al quarto d’ora con un gol di El Sharawy, che ha però commesso l’errore di rinunciare ad attaccare e di schierarsi con 9 giocatori dietro la linea della palla e si è vista così raggiungere al novantesimo da un Napoli che, invece,  fino a quel momento, aveva dimostrato relativa capacità penetrativa, nonostante due gol in fuorigioco.

 

Del resto l’uscita di Manolas per infortunio al 74esimo non aveva certo facilitato il compito di una difesa messa a dura prova da 70 minuti di attacchi napoletani. Il Napoli, dal canto suo, ha riproposto il modello di gioco sarriano a velocità ridotta, ma la pazienza e la consapevolezza di possedere colpi importanti l’ha trascinata al pareggio. Pareggio che però non serve a nulla, giacché non riesce ad accorciare la classifica data la vittoria della Juventus, che rende la distanza tra le due squadre abbastanza ampia da non suggerire illusioni.

Con un gol del solito Icardi al 90esimo, l’Inter vince il derby di Milano, sorpassa la Lazio in classifica e conferma che la striscia positiva non si è interrotta con la sosta per la Nazionale. Più fisicità, più carattere, più consapevolezza della propria forza: sono stati questi gli elementi che hanno determinato il predominio sostanziale dei nerazzurri, nonostante un fallo di Biglia su Naingollan abbia privato dopo pochi minuti l’Inter del centrocampista indonesiano, decisivo negli schemi di Spalletti.

 

Nonostante nella settimana che ha preceduto la partita il leit-motiv raccontasse un calcio migliore da parte del Milan (tutto da dimostrare) , i rossoneri hanno ritenuto di dover giocare puntando sulla aggressività fisica invece che sulla tecnica, portando a casa sei ammoniti, una partita opaca e una sconfitta meritata.

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