Oggi, 15 aprile, i governi europei devono formalizzare il mandato alla Commissione Ue per avviare negoziati commerciali con gli Stati Uniti. In teoria, l’obiettivo è un'intesa di libero scambio sui prodotti manifatturieri, da cui però rimarrebbe fuori l'agricoltura.

 

In pratica, con questa trattativa l’Unione spera di convincere Donald Trump a non imporre dazi del 25% sulle auto europee esportate in America, una misura che il Presidente americano ha più volte minacciato e che colpirebbe soprattutto gli interessi della Germania.

 

La partita inizia in un clima più teso che mai, visto che i contendenti sulle due sponde dell’Atlantico hanno già caricato le armi. Tutto nasce – ufficialmente – dagli aiuti europei concessi ad Airbus, che secondo gli americani hanno danneggiato il colosso made in Usa Boeing. In effetti, i fondi in questione – destinati al finanziamento di diversi modelli di aerei – sono stati dichiarati illegali nel maggio scorso dalla Wto. Gli Stati Uniti hanno chiesto quindi di poter imporre delle sanzioni per il danno subìto e la decisione dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio è attesa entro l'estate.

 

Sennonché, a fine marzo è arrivata la sentenza definitiva della Wto favorevole ad Airbus: secondo l’Organizzazione, infatti, Boeing non aveva completamente eliminato i programmi di aiuti pubblici ricevuti a vario titolo e in particolare un pacchetto di agevolazioni fiscali da parte dello Stato di Washington per la produzione del modello Dreamliner (valore stimato dei benefici circa 900 milioni di dollari). Pari e patta? Non proprio.

 

Questa disputa di vecchia data (è iniziata nel 2004) ha fornito alla Casa Bianca il pretesto per sferrare un’offensiva che non riguarda solo il settore aereo. “L’Organizzazione Mondiale del Commercio - ha sentenziato la settimana scorsa The Donald via Twitter - afferma che i sussidi dell’Unione europea ad Airbus hanno danneggiato gli Stati Uniti. Perciò introdurremo dazi su prodotti Ue per un valore pari a 11 miliardi di dollari! L’Europa si è approfittata dell’America in ambito commerciale per molti anni. Tutto questo finirà presto!”.

 

Proprio quando la pace commerciale con la Cina sembra a portata di mano, dunque, Trump sceglie di aprire un altro fronte. Secondo Coldiretti, i nuovi dazi colpirebbero circa la metà le esportazioni agroalimentari italiane negli Usa, che l’anno scorso hanno raggiunto il valore record di 4,2 miliardi di euro. Nell’elenco rientrano due campioni del Made in Italy come pecorino e prosecco, ma scorrendo la lista si trovano anche emmental, cheddar, yogurt, burro, vini, agrumi, olio d'oliva, oltre a elicotteri, aerei, motociclette e altro ancora.

 

Come in ogni guerra commerciale che si rispetti, i contro-dazi sono già pronti. In risposta alle minacce di Trump, la Commissione Ue ha preparato una lista di prodotti americani da sottoporre a tariffe sull'import per un valore di 12 miliardi di euro. Tra i prodotti americani oggetto di potenziali tariffe europee rientrano merluzzo surgelato, salmone, prugne, pere, aerei, trattori e componenti per auto.

 

La vera partita tra Washington e Bruxelles rimane però quella sui dazi che Trump ha più volte minacciato d’imporre sulle auto europee. L’estate scorsa il presidente americano e il numero uno della Commissione europea, Jean Claude Juncker, avevano raggiunto un’intesa di massima per evitare l’escalation di una guerra commerciale. Ma ora che il fronte cinese è quasi chiuso, la tregua Usa-Europa sembra sempre più in bilico.

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