Sierra era veramente una bella ragazza. Di lì a poco avrebbe dato alla luce il primo figlio e per questo aveva sempre mille cose da fare. Quel giorno faceva molto caldo e sarebbe volentieri rimasta a casa ma aveva promesso alla vicina di casa, Brooke Crews, di aiutarla con un lavoro di cucito. Perciò, nonostante le gambe un po' gonfie, Sierra si era infilata un paio di sandali aperti ed era scesa dalla vicina che abitava nello stesso edificio. William Hohen, il compagno di Brooke, le aveva aperto la porta e, approfittando del suo arrivo, era andato a farsi una birra al bar dell'angolo che  distava pochi metri.

I genitori attesero il ritorno di Sierra fino a notte alta poi la cercarono nei reparti di maternità degli ospedali pensando che il bambino avesse anticipato i tempi. Ma la ragazza non tornava quindi si rivolsero alla polizia di Fargo, capoluogo del Dakota del Nord, ma gli agenti non si preoccuparono più di tanto visto che la giovane madre non era neppure uscita dal fabbricato dove viveva. In realtà era proprio quello che avrebbe dovuto allarmarli.

Passarono le ore e le ore diventarono giorni ma la polizia si decise a bussare con un mandato a casa di Brook Crews e del suo compagno, gli ultimi ad aver visto Sierra in vita. Fu James Hoehn ad aprire la porta dell'appartamento dove non fu trovata la minima traccia di Sierra. Neppure Brooke era in casa e l'unica persona presente era Hoehn che aveva tra le braccia un neonato coperto di sangue. Una scena orribile interrotta dall'arrivo di Brook che disse agli agenti che Sierra se n'era andata di sua volontà abbandonando il figlio. Il piccolo respirava a fatica e fu affidato ad un'ambulanza e portato nel più vicino ospedale avvolto in un asciugamano. Alla coppia furono messe le manette e portata alla Centrale di Polizia per essere interrogata. La verità uscì presto fuori ma purtroppo si sarebbe rivelata assai peggiore dell'immaginabile.

Non si sa quante donne native vengano assassinate ogni anno negli Stati Uniti. In base ai calcoli ufficiali per il 2019 si parla di 119 ma potrebbero essere addirittura più di 500. Senza contare quelle scomparse senza lasciare neppure una labile traccia dietro di sé. Uno dei casi più dolorosi riguarda Serenety Dunnard, che aveva solo nove anni, le cui ricerche non hanno portato a nulla.

E' già passato un anno da quando Serenity fu portata via dalla Casa dei Bambini, un'agenzia senza fini di lucro dove gli operatori attesero un'ora in mezzo prima di lanciare l'allarme. Ma già negli anni '70 nel Dakota del Sud la violenza su donne e bambine aveva raggiunto il punto di non ritorno. Elizabeth Keller era sposata appena da qualche giorno con un uomo che si lasciava andare ad attacchi di  ira incontrollabile e una notte fuggì di casa senza più fare mai ritorno. Per regolarizzare la questione della violenza sulle donne non bastarono 44 anni e ancora oggi le varie tribù di Sud e Nord Dakota hanno teorie diverse sul destino sulle donne scomparse.

L'unico vero ostacolo è la mancanza di volontà e di sensibilità in materia di diritti umani. Ci sono milioni di dollari a disposizione della polizia per risarcire le vittime di omicidi e aggressioni ma finiscono in mille rivoli imprevisti. Alcune  zone non inseriscono i dati per mancanza di fiducia da una giurisdizione verso le altre. Ogni  tribù ha le sue leggi insomma e persino la punizione cambia a seconda dell'appartenenza o la territorialità di dove è stato commesso un reato. Fred Quiver è stato condannato a 14 anni per aver violentato e ucciso Emily che era madre di una bambina di 4; a venti chilometri di distanza l'esito del processo sarebbe stato diverso.

I reati che avvengono entro i limiti territoriali delle tribù dovrebbero essere perseguiti dal dipartimento di Giustizia che di solito fa finta di nulla. In base alle normative in vigore a Fargo, tecnicamente Sierra era scomparsa ma il suo caso non presentava i crismi dell'omicidio. Non c'era un corpo e la ragazza poteva essere fuggita di sua volontà. La famiglia aveva già perso una figlia

 uccisa da un uomo che guidava ubriaco.

E' assai più facile istituire un processo ed ottenere una sentenza se esiste una persona indagata ma Sierra era semplicemente scomparsa. Finalmente Brooks Crews e Williams Hohen hanno confessato di averla gettata a nel fiume Harwood. Il processo è cominciato ed al bambino, che è stato chiamato Hansley Jo, sopravvissuto è stato riconosciuto come figura giuridica. Ma per i cinque giorni precedenti i membri della sua tribù e la stessa famiglia avevano vagato in un limbo. Poi Sierra è riemersa per le correnti che avevano spinto il sacco di plastica contenente il suo corpo verso la riva.

Gli assassini l'avevano uccisa sbattendole la testa sul lavabo del bagno ma non era ancora morta quando le hanno tagliato il ventre per prelevare il bambino. Hoehn dice di aver solo collaborato con la compagna per liberarsi del cadavere ma era stata la donna a pianificare tutto. Incapace di concepire aveva trovato naturale prendersi il figlio dal ventre di un’altra donna.

La casa dove le due amiche cucivano si è trasformata in un mattatoio. E' un miracolo che il bambino sia sopravvissuto cinque giorni. Al processo Hohen ha messo in scena una  pantomima dicendo di non aver mai avuto intenzione di uccidere ma nessuno gli ha creduto. Per ore il piccolo Hansley Jo è rimasto addormentato nelle braccia del padre, fortunatamente senza capire l'orrore della sua nascita. E la sofferenza patita dalla sua mamma.

Ashton  Matheney e Sierra avevano 15 anni quando si erano conosciuti. Gli assassini avevano anche devastato con una furia disumana la povera vittima prima di ucciderla. Un mese dopo la scoperta del corpo è stata varata una bozza di legge che prevede pene severe per chi commette reati contro le donne in Dakota. Ma ci vorranno anni prima che la questione sia risolta.

Trump aveva dapprima strizzato l'occhio alle tribù del Dakota per assicurarsi la presidenza, salvo poi dimenticarsene subito dopo. Aveva anche promesso cinque milioni di dollari a favore delle native del Dakota ma anche quelli sono caduti nel dimenticatoio. Attorno al Dakota, sia a sud che a nord, si è alzato un muro di dolore. Da mesi la Casa Bianca sta agitando le acque sfidando i nativi. Il giorno nell'Indipendenza Trump e la moglie erano nel Dakota del Sud, sulla grande parete che raffigura i volti di quattro presidenti scavati nella roccia. Da oltre dieci anni erano vietati spettacoli pirotecnici per proteggere l'ecosistema locale. Il 4 luglio Trump ha voluto a tutti i costi riprendere l'antica usanza al solo scopo di irritare il popolo dei Lakota. Le aquile che affollano i cieli sterminate delle praterie lanciando urla che sembrino di dolore e i loro voli s'incrociano a volte con quelli dei corvi che si nutrono di carogne.




Pin It

Cerca


Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Progetto grafico Studio EDP
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.