Prove di secessione

di Carlo Musilli

Proprio quando tocca il record di consenso a livello nazionale, la Lega assesta il più tremendo dei colpi al Centro e soprattutto al Sud Italia. La chiamano “autonomia differenziata” o “autonomia rafforzata”, ma sono eufemismi. In realtà, il progetto di riforma dei poteri regionali su cui il governo si sta spaccando non è una devolution vecchio stile, ma qualcosa di molto più...
> Leggi tutto...

IMAGE
IMAGE

Napoli, addio alle armi

di redazione

La stagione 2018-2019 sarà ricordata come una delle meno combattute di sempre. Con il pareggio per 0-0 rimediato domenica sera al San Paolo contro il Torino, il Napoli lascia per strada altri due punti a beneficio della Juve, che - avendo battuto venerdì 3-0 il Frosinone - si ritrova addirittura a +13 sulla seconda. Come dire che la...
> Leggi tutto...

di Carlo Musilli

Questa sera alle 21 scatta l'ora X per la Grecia. Dopo settimane di trattative, finalmente il Paese ellenico saprà quale destino deve attendersi: il default incontrollato e il probabile ritorno alla dracma, oppure la sopravvivenza forzata e la sottomissione definitiva al verbo di Bruxelles. Tutto dipende da come andrà il cosiddetto Psi, che si chiude appunto fra poche ore. L'acronimo sta per "Private sector involvement" e si riferisce al piano che prevede il coinvolgimento dei creditori privati nel salvataggio del Paese.

In sostanza, tutte le banche, le assicurazioni, i fondi di investimento e anche i semplici risparmiatori che hanno in mano titoli di Stato greci sono chiamati ad accettare sulle loro obbligazioni un taglio del valore nominale pari al 53,3%. Il che vuol dire perdere circa il 75% dei soldi investiti.

L'operazione si compie attraverso lo scambio (swap) dei titoli in portafoglio con altri bond a scadenza più lunga e rendimento più basso. Se tutto andrà come deve andare, alla fine il debito pubblico greco sarà alleggerito di circa 100 miliardi di euro, tornando perlomeno ad un'ipotesi di sostenibilità in rapporto al Pil. Ma non è tutto. La settimana scorsa i leader dell'eurozona hanno subordinato al successo del piano anche l'esborso del nuovo pacchetto d'aiuti internazionali destinato ad Atene (130 miliardi di euro).

Ora, perché il Psi sia davvero efficace è necessario che l'adesione dei creditori privati sia almeno del 90%. Ieri sera eravamo a quota 58%, dopo il via libera arrivato da ben 32 banche, comprese le italiane Unicredit, Intesa SanPaolo e Banca Generali. Se il computo finale si fermerà sotto il 75% non ci sarà più nulla da fare: la Grecia (e con lei mezza finanza europea) sarà investita dallo tsunami della bancarotta incontrollata. Se invece si rimarrà fra il 75 e il 90%, allora la partita si farà davvero complicata.

In questo caso, infatti, Atene potrebbe attivare quelle che si chiamano "clausole di azione collettiva" (Cac), il che significherebbe imporre forzatamente a tutti i creditori privati di aderire allo swap e rimetterci dei soldi.

Sembra un dettaglio, ma non lo è. Ad oggi lo scambio dei titoli è presentato come "volontario" e da questo aggettivo dipende un particolare decisivo. L'Isda (l'associazione internazionale su swap e derivati) ha stabilito che lo swap su base volontaria non costituisce un "credit event" e quindi non fa scattare i rimborsi sui Cds.

Questa sigla sta per "credit default swaps" e indica dei titoli derivati che funzionano come assicurazioni sulla vita di altre obbligazioni (in questo caso i titoli di Stato greci). Se Atene dovesse obbligare i suoi creditori ad accettare delle perdite, senza possibilità di scelta, l'Isda dovrebbe rivedere la propria decisione: l'insolvenza della Grecia sarebbe priva di ogni maschera e il pagamento dei Cds diventerebbe inevitabile.

A quel punto si scatenerebbe un effetto domino che oggi è impossibile quantificare con precisione. I Cds sono da sempre scambiati su un mercato non regolamentato (in gergo "over the counter"), il che significa che nel tempo si sono create delle interconnessioni finanziarie di cui a posteriori è impossibile ricostruire il quadro completo.

Non si sa nel dettaglio chi dovrebbe pagare chi, né di quali somme si stia parlando. Ma dopo il disastro di Lehman Brothers (che ha avuto ripercussioni globali proprio seguendo questo schema) non è assurdo ipotizzare conseguenze a livello di sistema, con diversi bilanci a rischio collasso.

E' chiaro che tutto questo castello di carte si regge su una grossa ipocrisia. Il presupposto fondamentale per evitare il crollo è che lo swap sia "volontario", ma è assolutamente evidente che si tratta di un trucco. I creditori sanno benissimo che se non accettassero di perdere il 75% del loro investimento probabilmente lo perderebbero per intero. A scanso di equivoci, l'Agenzia per il debito greca ha fatto sapere che il Paese "non contempla la possibilità di mettere a disposizione risorse per i creditori privati che non aderiranno al Psi". Una minaccia bella e buona. Il libero arbitrio degli investitori non c'entra davvero nulla. No swap? No party.

Pin It

Vuoi collaborare?

Inviaci i tuoi dati e ti contatteremo.

Cerca

Haiti, il fuoco della rivolta

di Michele Paris

Da una settimana a questa parte, la popolazione di un paese latinoamericano sta manifestando in massa contro la corruzione del governo e le condizioni di vita disperate in cui la maggior parte di essa è costretta a vivere. Questo paese non è il Venezuela, dove si stanno concentrando le attenzioni dei media occidentali in...
> Leggi tutto...

IMAGE

Altrenotizie su Facebook

altrenotizie su facebook

 

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

 


Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Progetto grafico Studio EDP
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.