L’Europa e l’illusione ucraina

di Michele Paris

La decisione del neo-cancelliere tedesco, Friedrich Merz, di autorizzare il regime di Zelensky a lanciare missili forniti dall’Occidente in profondità nel territorio russo conferma che tra i governi europei continua a persistere la fantasia di potere invertire le sorti della guerra in Ucraina e dettare le condizioni della pace al Cremlino. Questa notizia è stata accolta con gli ormai noti...
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Palestina, crimini e silenzio

di Fabrizio Casari

Nonostante il ripudio internazionale alla sua campagna di eliminazione sistematica e definitiva dei palestinesi, con l’obiettivo di cancellare la Palestina, occuparne la terra e trasformarla in territorio israeliano, il governo Netanyahu ha iniziato le operazioni per l’invasione della Cisgiordania. Così smentendo che sia Hamas l’obiettivo di Tel Aviv, dal momento che in Cisgiordania governa l’ANP. Nessuno che sia dotato di un coefficiente minimo di spirito critico e voglia vedere la realtà come quella che è, non manipolata o tergiversata, può fare a meno di riconoscere come sia falsa la narrazione israeliana e occidentale che vorrebbe definire guerra quanto avviene a Gaza. Nei 596 giorni di massacro non vi sono solo tracce di...
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di Luca Mazzucato

NEW YORK. Non c'è verso, ai boliviani il Big Mac proprio non piace: preferiscono l'empanada. Dopo quattordici anni di attività e massicce quanto inutili campagne pubblicitarie, la multinazionale americana getta la spugna e chiude i suoi otto fast food a La Paz e nel resto della Bolivia. Ma la Bolivia è in buona compagnia. Altri sette Paesi dovranno dire addio alle insegne del McDonald's, a quanto pare senza molti rimpianti.

Il piano di ristrutturazione globale della multinazionale prevede la chiusura di tutti i punti vendita con bassi profitti. Anche se gli otto ristoranti boliviani, su un totale di trentatremila punti vendita nel mondo e 58 milioni di clienti al giorno, non sono un grosso giro d'affari, la ritirata ha un grande valore simbolico.

Secondo il sito “Hispanically Speaking News,” il settore marketing del colosso alimentare è stato preso talmente alla sprovvista, che ha deciso di girare un documentario sulla chiusura del loro ultimo fast food a La Paz (lo potete vedere su Youtube, dal titolo “Why did McDonald’s Bolivia go Bankrupt” ndr).

Nel documentario, cuochi, sociologi, nutrizionisti e educatori danno la loro versione dei fatti, spiegando come i boliviani non siano contrari agli hamburger di per sé. È proprio il concetto di fast food che non prende. Per i boliviani, un pasto deve essere preparato con amore e dedizione, un minimo rispetto per l'igiene, ma soprattutto deve essere ben cotto e a base di ingredienti genuini. In breve, il contrario del Big Mac!

Dopo che il divertente documentario SuperSize Me nel 2004 ha mostrato la pericolosità di una dieta a base di McDonald's, non si possono più ignorare i gravissimi rischi alla salute. Se ti strafoghi di hamburger e patatine per un mese, sei praticamente spacciato. Alla faccia dei salutisti e delle campagne per salvare la dieta mediterranea, in questo caso è invece il mercato a decidere.

Il fatto curioso del fallimento boliviano è che le preoccupazioni legate alla salute non sembrano essere alla base della debacle. Più semplicemente, pare che ai boliviani il Big Mac proprio non vada giù: l'intero concetto di “fast food” lì non interessa a nessuno. Del resto la Bolivia ha una storia indigena marcata anche sotto il profilo alimentare dalla quale non sembra proprio voglia recedere. Meglio mangiarsi una bella empanada calda con tutta calma e meno pericoli per la salute.

In Italia, McDonald's arriva nel 1985 e all'inizio non ha vita facile. Solo dopo aver rilevato la concorrente Burghy, la multinazionale americana riesce ad espandersi e ora conta su circa quattrocento fast food, in continua espansione. Sembra strano che nella patria mondiale dei buongustai, più che in Bolivia, il Big Mac sia così amato. De gustibus...

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