Finisce 1 a 1 il big match tra Napoli e Roma al San Paolo. Una buona Roma, andata in vantaggio al quarto d’ora con un gol di El Sharawy, che ha però commesso l’errore di rinunciare ad attaccare e di schierarsi con 9 giocatori dietro la linea della palla e si è vista così raggiungere al novantesimo da un Napoli che, invece,  fino a quel momento, aveva dimostrato relativa capacità penetrativa, nonostante due gol in fuorigioco.

 

Del resto l’uscita di Manolas per infortunio al 74esimo non aveva certo facilitato il compito di una difesa messa a dura prova da 70 minuti di attacchi napoletani. Il Napoli, dal canto suo, ha riproposto il modello di gioco sarriano a velocità ridotta, ma la pazienza e la consapevolezza di possedere colpi importanti l’ha trascinata al pareggio. Pareggio che però non serve a nulla, giacché non riesce ad accorciare la classifica data la vittoria della Juventus, che rende la distanza tra le due squadre abbastanza ampia da non suggerire illusioni.

 

 

La Juventus, d’altra parte, si era vista recapitare i tre punti sconfiggendo l’Empoli grazie a Cristiano Ronaldo e all’arbitro che ha fischiato un penalty che ha permesso ai bianconeri di riacciuffare una gara che potevano perdere per quanto visto in campo. Un rigore generoso, se si vuole utilizzare una categoria politically correct; un’invenzione bella e buona se si vuol meglio descrivere la decisione arbitrale di regalare alla Juventus un rigore fondamentale per riacciuffare una partita che, da semplice disbrigo, si era rivelata un’insidia. Dybala vola per istinto dell’animo, forse, non certo a causa di un fallo ricevuto; semmai è proprio lui che commette fallo su Bennacer e non il contrario. Davvero si vorrebbero evitare le solite lamentele, lasciare le consuete categorie a polemiche ormai superate, ma è proprio il campo a ricordare che il regolamento viene interpretato diversamente quando c’è di mezzo la convenienza della Juventus.

 

Diventa quindi ozioso ripetere quanto la squadra allenata da Allegri sia di gran lunga superiore alle altre squadre di serie A se poi, non appena incorre in un passo falso, a salvaguardare le distanze con le altre in classifica ci pensa la classe arbitrale. E’ così che si trasforma il campionato in una formalità tecnico-amministrativa, con queste evidenti disparità di giudizio che si educa con la forza all’inevitabile sconfitta chiunque abbia in mente di provare a competere.

 

L’anticipo del terzo della giornata in corso di Serie A, fra Torino e Fiorentina, era terminato 1-1, come ampiamente prevedibile alla vigilia. Nessuna delle due squadre, infatti, appariva favorita nel confronto diretto e così è stato. La rete di Benassi, ex di turno, e l’autogol di Lafont, sono arrivati entrambi nel primo tempo del match, che è proseguito senza acuti e, soprattutto, senza che nessuna delle due squadre abbia mai dimostrato di poter prevalere sull’altra, solo le polemiche a fine gara di Mazzarri hanno aggiunto un po’ di pepe alla sfida noiosetta.

 

La Spal, reduce dall’aver messo al tappeto la Roma all’Olimpico, cade fragorosamente al cospetto del Frosinone. Il 3 a 0 finale racconta perfettamente una partita dove la reciproca metamorfosi si è consumata e grazie alla quale i ciociari vedono un po’ di sole anche nel giorno del diluvio torrenziale.

 

E, a proposito di risultati inaspettati, c’è da registrare il 3 a 0 dell’Atalanta sul Parma, che pare ormai aver perso parecchio dello smalto d’inizio campionato. La squadra di Gasperini, dal canto suo, ritrova una giornata delle migliori, da tempo ormai memoria più che prospettiva. Idem dicasi per il Sassuolo, che si fa fermare in casa dal Bologna, 2 a 2 il finale.

 

Stesso risultato anche per Genoa e Udinese, mentre il Cagliari si prende i tre punti a danno del Chievo, avversario diretto per la zona bassa della classifica. Tutto sommato una domenica movimentata, in attesa di Lazio-Inter al’Olimpico.

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