di Sara Michelucci

Un’immagine sfocata, un respiro affannato, il volto della statua della Madonna scoperto da un grande telone e una ragazzina di 13 anni sullo sfondo, seduta sulla sella di un motorino che guarda l’opera inaugurata nella piazza del suo quartiere. Con questa immagine si apre I baci mai dati, della regista Roberta Torre che torna a girare in Sicilia il suo nuovo film. Lo scenario è Librino, la periferia di Catania, fatta di casermoni, miseria, credenze popolari e disperata ricerca di espedienti per sbarcare il lunario.

Manuela vive in una famiglia piuttosto problematica, dove regna la mancanza di comunicazione e si pensa a se stessi, tirando a campare. Una sorella che ha compagnie poco raccomandabili, un padre disoccupato e che va via di casa e una madre, Rita, insoddisfatta e che pensa solo ad apparire. Ma una notte, Manuela sogna la statua della Madonna che le rivela dove sia finita la sua testa, decapitata per sbaglio da alcuni ragazzi che giocavano a pallone nelle sue vicinanze. La mattina dopo la ragazzina racconta tutto alla mamma che, abbastanza sconcertata, la porta dal parroco della zona.

La confessione di Manuela si rivela esatta e la sua vita cambia completamente. È considerata una santa, una Bernardette dei giorni nostri. Così cominciano le visite delle persone che le chiedono una grazia, le portano fiori e soldi per avere un lavoro, per una guarigione, per un terno al lotto. La casa diventa meta di pellegrinaggio e Rita (una brava Donatella Finocchiaro) capisce che “il dono” della figlia può diventare un business importante per uscire dalla precarietà. Ma Manuela sta perdendo gli anni più belli della sua vita e arriva a odiare sua madre per quello che le sta facendo. Alla fine si troverà un punto d’incontro e il miracolo avverrà.

La regista gioca tra realtà e fantasia, pescando anche nel surreale, con il negozio della parrucchiera-fattucchiera Piera Degli Esposti, in cui Manuela vorrebbe lavorare, ma da cui verrà scacciata per “concorrenza sleale”. È in questo posto che le anime si vanno a far curare e pettinare. Donne dalle acconciature vaporose, che emettono lamenti ai quali solo la veggente Degli Esposti può dare risposte attraverso i suoi tarocchi.

È lo specchio di un mondo che vuole essere ascoltato, che vuole credere in qualcosa di superiore e onnipotente, che va oltre le miserie di tutti i giorni. Creare e dare speranza, anche a costo di spillare denaro al prossimo, nonostante nel film ci sia un finale slegato totalmente da una spiegazione razionale. Perché il film non vuole dare risposte sull’esistenza o meno di un dio o sulla possibilità che avvengano miracoli, ma vuole raccontare uno spaccato della Sicilia e dell’Italia in generale, che ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa per andare avanti.

Dopo Tano da morire e Sud Side Stori, Roberta Torre torna a parlare della sua regione adottiva, ottenendo con questo nuovo lavoro oltre dieci minuti di applausi alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.

I Baci mai dati (Italia 2010)

regia: Roberta Torre
sceneggiatura: Roberta Torre, Laura Nuccilli
attori: Donatella Finocchiaro, Pino Micol, Giuseppe Fiorello, Carla Marchese, Martina Galletta, Alessio Vassallo, Tony Palazzo, Valentina Giordanella, Gabriella Saitta, Lucia Sardo, Piera Degli Esposti
fotografia: Fabio Zamarion
montaggio: Osvaldo Bargero
musiche: Federico Di Giambattista, Andrea Fabiani
produzione: Rosettafilm, Nuvola Film, in collaborazione con Adriana Chiesa Enterprises, Regione Siciliana, Sicilia Film Commission e Cinesicilia
distribuzione: Videa-CDE
FORMATO: Colore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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