di Mariavittoria Orsolato

Credevamo di aver visto tutto, ma evidentemente ci sbagliavamo. Lo scorso 25 marzo sulla rete ammiraglia di casa Berlusconi, la trasmissione "Forum" è riuscita in un’aberrante impresa di sciacallaggio sulla tragedia degli aquilani: presenti ufficialmente in veste di coniugi in lite per soldi, due figuranti abruzzesi sono stati ingaggiati per produrre un malcelato spot elettorale pro-governativo. Venerdì all’ora di pranzo andava infatti in onda la finta causa della finta signora Marina de L'Aquila, che chiedeva un contributo una tantum di 25.000 al marito, da cui è separata, per far ripartire la propria attività commerciale - un finto negozio di abiti da sposa - gravemente danneggiata dal devastante terremoto del 2009.

La donna, che vincerà poi la causa, si premurava a più riprese di descrivere L'Aquila come una città ormai completamente ricostruita, tessendo spassionatamente le lodi di chi tale ricostruzione l'ha attuata: “Vorrei ringraziare, non lo so se posso, il presidente... Non ci ha fatto mancare niente”. Un’incensata magistrale, proprio a ridosso del secondo anniversario della tragedia che produsse 308 vittime e 65.000 sfollati. Una farsa in piena regola, spalleggiata da una Rita Della Chiesa che applaude pubblicamente l’ex capo della Protezione Civile Bertolaso, “perché ha fatto un grandissimo lavoro”. Una fiera di atrocità che tocca il suo momento topico quando la sedicente signora Marina afferma orgogliosa di aver donato gli abiti da cerimonia per il funerale di due promessi sposi morti sotto le macerie.

Tutto inventato, insomma, tranne lo spot per il proprietario di Canale 5 e il governo. Com’è ovvio scoppia un caso, ma la figlia del generale ucciso dalla mafia risponde piccata “mica posso controllare la carta d’identità a tutti!”. Certo Forum non è estraneo alla prassi del reclutamento di figuranti - Striscia la Notizia lo ha segnalato più e più volte - ma fin’ora gli autori non si erano mai imbarcati in si ardua impresa di propaganda politica.

Una mossa che, a guardar bene, è stata assolutamente controproducente e che, sebbene durante la puntata siano stati inseriti elementi di contraddittorio (vedi la volontaria che puntualizza sul fatto che le tendopoli sono ancora esattamente allo stesso posto di due anni fa), la chiosa finale della presentatrice ha spinto sul fatto che al momento L’Aquila è divisa tra i vittimisti come il marito che non vuole smollare i soldi all’ex moglie, e quelli che come la finta signora Marina, puntano tutto sull’ottimismo e la voglia di ricominciare.

Inutile dire che il lessico utilizzato esulava di molto da quello giuridico che gli competerebbe: le parole con cui la contendente descriveva la “rinascita” del capoluogo abruzzese sembravano prese pari pari dagli opuscoli inviati in occasione delle elezioni regionali ed i toni erano talmente entusiastici da arrivare ad imbarazzare l’ospite di turno, l’attore Antonello Fassari.

Una sceneggiata, dunque, messa in piedi alla bell’e meglio per inculcare ai pensionati seduti a tavola per il pranzo la bontà dell’azione di governo. Il principio è più o meno lo stesso di quello che ha visto riunirsi davanti al palazzo di giustizia milanese un gruppetto di anziane signore imbellettate ed insolitamente agguerrite nella difesa del “loro” Silvio: l’importante è pagare. Lo ha svelato la stessa figurante di "Forum", che in un’intervista a La Repubblica ha confessato di essersi prestata alla messinscena per la modica cifra di 300 euro.

C’è crisi, come biasimarla? Un trucco collaudatissimo che avrebbe funzionato alla perfezione se la sedicente signora Marina, in realtà cittadina di Pepoli, un comune non toccato dal sisma del 2009, non avesse spinto troppo sull’acceleratore della fantasia e dell’ansia performativa. Gli aquilani, infatti, non hanno per nulla gradito le esternazioni entusiastiche fatte a Forum e persino l’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, si è risolta a scrivere una lettera a Rita Dalla Chiesa mettendo nero su bianco cosa non le è piaciuto della puntata del 25 marzo. L’attuale assessore alla cultura del comune de L’Aquila si è sfogata poi con il Quotidiano d’Abruzzo: “Se avessero voluto raccontare storie vere, qui ne abbiamo tante. Il fatto che si sia voluto rappresentare un dramma con una storia finta la dice lunga sulle intenzioni di certi mezzi di informazione”.

La conduttrice replica sul Corriere di essere sempre stata equidistante: “Io di spot a Berlusconi non ne ho mai fatti”. Ma se la sua memoria è corta non lo è quella della rete, che per l’occasione ha ripescato una sua intervista del 1995, sempre al Corriere, in cui si dissociava pubblicamente dal suo partito di allora, il defunto Pds, per simpatizzare con la causa berlusconiana. In riferimento ad una puntata di "Tempo Reale" (programma di Michele Santoro in onda allora su Rai3) la Dalla Chiesa parlò così: “Giovedì sera Berlusconi si è battuto, ma gli hanno manipolato tutte le risposte e questo solo perché lui non è un politico intrallazzatore. Ci sono cecchini ovunque. Hanno perfino tirato in ballo suo padre e i sentimenti privati dell’uomo Berlusconi: indegno. Da quando è entrato in politica - continuava la presentatrice di Forum - subisce attacchi diretti alla sua persona, non ai programmi di Forza Italia. Un trattamento riservato a nessun altro politico, solo a lui”.  Insomma: un’autentica è dichiarazione d’amore. Lungo 16 anni, par di capire..

 

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