Putin e Kim, patto contro l'Impero

di Mario Lombardo

La prima visita in 24 anni in Corea del Nord del presidente russo Putin ha scatenato una valanga di commenti altamente critici sulla stampa e tra i governi “democratici” occidentali. Dai pericoli legati al consolidamento dell’alleanza tra due potenze nucleari al rischio di un definitivo aggiramento delle sanzioni imposte a Pyongyang, le ragioni alla base di questa isteria collettiva sono...
> Leggi tutto...

IMAGE
IMAGE

Sudafrica, il tramonto dell'ANC

di Michele Paris

Gli eventi seguiti alle elezioni generali di fine maggio in Sudafrica sono stati inevitabilmente influenzati dal peggiore risultato fatto segnare dall’African National Congress (ANC) dalla prima consultazione democratica del 1994 dopo la fine del regime di apartheid. Il partito che fu di Nelson Mandela era sceso per la prima volta sotto il 50% dei consensi ed è stato così costretto a entrare in un’inedita alleanza politica con altre formazioni, tra cui la principale è la propria nemesi dell’Alleanza Democratica (DA), tradizionale espressione delle élites bianche ed erede di fatto del Partito Nazionale al potere tra il 1948 e il 1994. Un accordo è stato trovato in tempi stretti per rispettare la norma costituzionale che prevede...
> Leggi tutto...

di Rosa Ana De Santis

Tra il 2007 e il 2009 il tasso di suicidi in Europa tra gli under 65 è notevolmente aumentato. I Paesi con la maggior incidenza sono la Grecia, l’Irlanda e la Lettonia e non c’è dubbio, dati alla mano e con una mappatura geografica chiara, che la crisi economica e la conseguente recessione entrino nella macabra statistica con un qualche ruolo causale. L’assioma tradizionale da cui si parte è che siano le società più ricche quelle in cui l’incidenza dei suicidi è più alta.

Questo affermava Durkheim e questo può essere spiegato abbastanza con la nota piramide dei bisogni di Maslow, secondo la quale più si hanno bisogni primari di sopravvivenza e meno si entra nella sfera delle problematiche personali e psico-affettive. Ma il suicidio, in controtendenza, è sempre meno un fenomeno da ricondurre ai confini individuali e ad una sorta di lettura solipsistica della società ed è sempre di più in relazione diretta con l’esterno e con i fenomeni socio-economici che la caratterizzano.

Si tratta di un nuovo modo di essere e sentirsi poveri e di una nuova forma di povertà, tutta occidentale, che sta mutando le storiche categorie del bisogno e che sta dando contorni del tutto nuovi al problema esistenziale.

Non è la povertà che ci raccontavano i nonni alla fine della seconda guerra mondiale, non è quella - drammatica - di moltissimi paesi in via di sviluppo. Una povertà da cui si fugge, contro cui si lotta disperatamente. Qui parliamo di nuovi poveri e di una povertà economica cui si è unita una profonda disgregazione sociale, una frammentazione delle relazioni anche familiari.

Padri che perdono lavoro, “capi famiglia” di una volta soverchiati dall’inadeguatezza economica e sociale al proprio ruolo, genitori separati in difficoltà. Sono, infatti, in un rapporto di diretta proporzionalità, l’aumento della disoccupazione europea e l’incremento dei suicidi. La rottura della comunità familiare ha certamente contribuito ad aggravare il peso dell’instabilità professionale ed economica.

Tutto questo in un contesto sociale che non ha affatto frenato la corsa alla sviluppo e al consumo, ma che chiede livelli di efficienza e prestazioni sempre più performanti e che ha frammentato ogni traccia di aggregazione sociale atomizzando persone e relazioni fino a corrodere la comunità familiare.

A tutto questo va aggiunto che il tratto della disomogeneità di condizione economica ha intaccato la grande fascia maggioritaria del ceto medio, scaraventando famiglie che prima avevano una posizione di vita normale nella povertà senza rimedio, fino alla perdita stessa del reddito e alla precarietà assoluta.

La rottura dell’omogeneità e l’aggravarsi delle differenze socio-economiche ha risollevato la questione economica come questione di classe, frantumando la condivisione e la comunicazione del disagio e della nuova povertà. I poveri sono silenziosi, posati sul fondale di un’apparente normalità, gravati da un livello di consumi che non può essere ripensato. Un dogma che schiaccia i bisogni e li silenzia.

Quello che manca a questa società asfissiata dalla crisi è l’orizzonte. E questo è valido soprattutto guardando a casa nostra. L’assistenza e il welfare sono progressivamente annientati e sviliti nell’assistenzialismo. I diritti fondamentali svuotati, a partire dalla sanità e dalla scuola. L’individuo è affidato a se stesso, isolato dagli altri e scollato dall’autorità dello Stato. Anche in Italia stanno diventando numerosi i casi di suicidio connessi alla disoccupazione, ma il dato viene sottovalutato. Si preferisce spiegare il suicidio come un atto misterioso, del tutto interno alla mente e alle sue fragilità. Un affare per psichiatri, una conseguenza della depressione. Nel 2009 sono stati 2.986 i suicidi in Italia, 158 in più rispetto all'anno precedente, con un aumento del 5,6%.

Il suicidio è un grande problema di salute pubblica che oggi più che mai trova le sue radici proprio nel rapporto malato tra l’individuo e la società. Uno iato che non conosce più relazioni, né mediazioni. Un confronto che assomiglia a un salto e che può diventare insopportabile, soprattutto quando l’individuo è privo di una comunità che lo sostiene e dei mezzi necessari per dominare le esigenze esterne.

La miscela di questi due elementi può scatenare l’irreparabile. Moltissimi sono i casi di persone licenziate e suicide che la cronaca ci ha testimoniato. Si trattava soprattutto di giovani padri.

E’ semplice pensarli come uomini fragili, con difficoltà interiori proprie. Quanto invece è meno semplice dover pensare che la depressione delle borse, quella che fa tremare i profitti di pochi e le casse dello Stato coincida con una diffusa e  molto meno clamorosa. Quella che sentono i giovani quando pensano al futuro, quella che sta nell’aria delle nostre città e delle case. Lì dove anche le famiglie, sovvertito e vanificato per sempre il patto generazionale, si sono arrese.

Pin It

Altrenotizie su Facebook

altrenotizie su facebook

 

 

ter2

Il terrorismo contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

 

BRICS e G7, il mondo gira

di Fabrizio Casari

Nel silenzio dei media occidentali, la settimana passata ha prodotto due eventi di significativa importanza planetaria. Il primo è la decisione - storica e dai risvolti enormi - dell’Arabia Saudita e del complesso dei paesi Opec+ di abbandonare l’accordo economico preso con gli USA negli anni ’70 (presidenza Nixon) che...
> Leggi tutto...

IMAGE

Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.
Privacy Policy | Cookie Policy