di Alessandro Iacuelli

Il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha presentato il 13 gennaio scorso, presso la Sala Europa del Ministero dell'Ambiente, il SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e urbani della Regione Campania. Il progetto nasce per garantire un maggiore controllo della movimentazione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, lungo tutta la filiera, sfruttando le tecnologie più avanzate. Presenti, assieme al ministro, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, e il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, che hanno firmato i protocolli per l'attuazione del sistema.

Con il SISTRI viene posta particolare attenzione al trasporto e alla fase finale di smaltimento con l'utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata e in uscita degli autoveicoli nelle discariche. Va in pensione, finalmente, il sistema di rilevazione cartaceo che finora, purtroppo, ha consentito di conoscere i dati relativi alla gestione dei rifiuti speciali con un ritardo di circa tre anni, creando vantaggi impensabili per le ecomafie. Quasi mezzo milione le imprese e gli enti tenuti per legge ad utilizzare il nuovo sistema.

Tutti dovranno dotarsi del software, che sostituirà formulari e registri, mentre i trasportatori dovranno dotarsi anche di un trasmettitore satellitare da installare su ogni mezzo di trasporto. Il sistema monitorerà una massa di rifiuti di oltre 100 milioni di tonnellate all'anno, dalla fase della produzione fino al trasporto e allo smaltimento, che verrà gestito dal comando dei Carabinieri per la tutela dell'Ambiente. Il sistema sarà interconnesso con i sistemi informativi della guardia Costiera e delle imprese ferroviarie.

"Parte la grande sfida della lotta alle ecomafie", ha spiegato il ministro nel corso di una conferenza stampa al ministero, "un progetto molto importante, dal momento che ora con il Sistri, il movimento dei rifiuti sara' controllato in tempo reale nella mani sicure dei Carabinieri. Il Sistri garantirà trasparenza e legalità sull'82% dei rifiuti complessivi attraverso il controllo satellitare via Gps e con un sistema di telecamere piazzate in tutte le discariche a livello nazionale. Così la fetta della criminalità organizzata nel campo dei rifiuti sarà sempre più circoscritta e più facile da colpire".

Dal nuovo sistema sono escluse, per ora, le piccole imprese fino a 11 dipendenti, poi si vedrà dopo questo primo anno di sperimentazione. "In Campania il Sistri", ha continuato il ministro, "sarà anche per quelli urbani e viene reso obbligatorio non solo per le imprese e gli enti ma anche per i comuni". Il ministro ha spiegato inoltre che la nuova tecnologia "manderà in soffitta quegli adempimenti collegati al sistema cartaceo che si è dimostrato fin troppo facile da manomettere.

Per quanto riguarda i costi, Prestigiacomo insiste nel sottolineare che "per lo Stato è a costo zero perchè anche se c'è stato uno stanziamento iniziale di risorse per acquistare il brevetto, verrà ripagato dalle tariffe che le imprese sono tenute e pagare, cifre contenute che vanno dai 100 ai 700 euro a seconda della dimensione dell'impresa, della massa dei rifiuti prodotti e del tipo di pericolosità, comunque cifre ben al di sotto di quelle che hanno pagato finora".

"Siamo primi in Europa a realizzare questo sistema", ha infine spiegato, "voglio sottolineare che dopo averlo presentato a Bruxelles ha destato interesse sia da parte della Commissione europea sia dei singoli stati membri, questa tecnologia sarebbe infatti molto efficace se venisse adottata anche a livello comunitario". Il sistema sarà pienamente operativo a luglio prossimo, intanto il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri definisce Sistri "un progetto importante per la legalità, la semplificazione e la trasparenza, che ridurrà l'illegalità in questo settore".

In questo momento, in cui il provvedimento attuativo per rendere operativo il Sistri è appena stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non sappiamo e non possiamo sapere se il sistema funziona o no, e probabilmente non si riuscirà ad averne un'idea prima di un anno, ma in ogni caso l'impegno per il contrasto alle ecomafie segna un importante passo in avanti e risponde a delle serie esigenze di razionalità e semplificazione, di legalità, di informatizzazione e di modernizzazione che in un settore come quello delicato dei rifiuti speciali stanno assumendo il carattere di necessità e di vera urgenza. Soprattutto per quel 10% di rifiuti speciali, circa 15 milioni di tonnellate secondo l'ultimo dato ufficiale, classificati come rifiuti tossico-nocivi. La posta in gioco è altissima: sottrarre alle organizzazioni mafiose e malavitose in generale il controllo e lo sfruttamento dei rifiuti per smantellare una delle principali fonti di ricchezza dei clan.

Vanno così in pensione i due principali strumenti dei clan e di tutti quegli imprenditori che si sbarazzano a basso costo dei propri rifiuti speciali, i due documenti più contraffatti della recente storia italiana: il Fir (formulario di identificazione dei rifiuti) e il Mud (Modello Unico di Dichiarazione ambientale). Documenti che seguivano manualmente i rifiuti, e che sistematicamente vengono distrutti e sostituiti da altri fasulli. Con questo sistema cartaceo, le eventuali anomalie vengono denunciate solo dopo che gli Enti competenti hanno svolto i controlli. Spesso dopo anni, spesso troppo tardi. Con il Sistri, invece, è possibile controllare e monitorare eventuali illeciti in tempo reale, usando la tecnologia GPS, che può localizzare il veicolo che trasporta rifiuti e monitorare il percorso effettuato.

I dispositivi tecnologici di cui saranno dotate le imprese sono: chiavetta USB, necessaria per ciascuna unità locale e per ciascun mezzo in dotazione all'azienda dedicato al trasporto di rifiuti speciali, ed una black box, per monitorare il percorso dell'automezzo. Ogni singolo veicolo che trasporta rifiuti dovrà esserne dotato. Obbligatoriamente. Le imprese avranno a disposizione, per effettuare l'installazione una lista delle officine autorizzate all'installazione dei dispositivi, affidati alle imprese in comodato d'uso e consegnati con le credenziali e le relative istruzioni.

Per ottenere i dispositivi si dovrà essere muniti del modulo di certificazione generato dal Sistri e dovrà essere esibita la ricevuta del pagamento del contributo annuale. L'impresa dovrà sottoscrivere il certificato digitale (abbinato alla firma elettronica e una dichiarazione su responsabilità e oneri per danneggiamento o smarrimento dei dispositivi). La chiavetta USB contiene un software per l'identificazione di cui dovranno dotarsi tutte le imprese del settore, cioè produttori e smaltitori di rifiuti, nonché gli autotrasportatori che effettuano trasporto di rifiuti.

Riserve, cautele, e altre storie non sono arrivate certo dai clan, ma da Confindustria, che ha rilevato che l'assenza di un periodo di sperimentazione del nuovo sistema potrebbe comportare diversi problemi soprattutto per le piccole imprese. Ancora cautele nell'applicazione del nuovo sistema da parte delle Pmi, microimprese e aziende artigiane e altre associazioni imprenditoriali. Ma c'è poco da fare: salvaguardare il territorio dai traffici illeciti di rifiuti speciali può solo passare attraverso una minore libertà di movimento per chi li produce. In Italia, mentre lo smaltimento dei rifiuti urbani è di responsabilità pubblica, per i rifiuti speciali ad essere responsabile dello smaltimento è chi li produce, e se chi li produce trova il modo per risparmiare sul costo di smaltimento... ecco spiegato perché l'Italia detiene il record in Unione Europea per i reati ambientali legati allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Ora l’obiettivo può essere solo la trasparenza del flusso dei rifiuti, anche se questo comporta l'introduzione, a carico delle imprese, di nuovi obblighi informatici per la gestione dei rifiuti. Per questo non deve meravigliare se le critiche vengono dal mondo imprenditoriale e industriale. E se i tempi sono stretti, vuol dire che l'urgenza di fermare i traffici è un'esigenza reale. Entro il 28 febbraio 2010 i trasportatori professionali di rifiuti speciali devono iscriversi al Sistri. Entro il 13 luglio 2010 i trasportatori professionali di rifiuti speciali devono adempiere a tutti gli obblighi previsti dal Sistri, compressa la gestione dei dati tramite dispositivo USB e black box.

 

 

 

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