di Fabio Bartolini

Il presidente americano G.W.Bush è tornato all’attacco contro l’Iran. Nella sua visita alle forze della quinta flotta americana impegnata nel pattugliamento del golfo Persico, il presidente ha alzato i toni della sfida contro l’Iran definendolo “la minaccia che rischia di mettere a repentaglio la pace e i processi di stabilizzazione nel Medio-Oriente e un pericolo mondiale”. Bush ha quindi pronunciato altre parole di fuoco nei confronti di Teheran, affermando il suo coinvolgimento nel finanziamento della guerra e dei gruppi terroristici che operano in Medio-Oriente. Secondo Bush milioni di dollari sarebbero spesi dal governo iraniano per finanziare la guerriglia con l’intento di destabilizzare l’area e di rendere difficili i processi di pace e tutti i più grandi gruppi armati che si contrappongono agli Stati Uniti sarebbero finanziati dall’Iran come gli Hezbollah in Libano, Hamas in Palestina, i guerriglieri sciiti nell’Iraq e i Talibani in Afghanistan. Nel mirino del presidente americano anche il programma nucleare avviato dal governo iraniano, programma che preoccupa gli Stati Uniti per un possibile uso a sfondo militare, oltre che la retorica bellicosa e intimidatoria del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che nel passato non aveva riservato parole dolci per l’amministrazione americana. Per l’America tutte le strade rimangono aperte, dalla via diplomatica all’intervento diretto contro l’Iran, ma nella strategia del presidente americano si avverte un cambio: il 14 marzo si terranno le elezioni in Iran per il rinnovo del Parlamento, il Majlis, e Bush fa appello direttamente alla popolazione civile perché cambi e abbia il coraggio di cambiare, affermando che il popolo iraniano è sfruttato e lasciato nella povertà mentre il suo governo finanzia i più grandi gruppi terroristici e investe denaro pubblico in un programma nucleare militare senza affrontare le difficoltà che affliggono la popolazione civile.

La speranza e quella di fare cadere l’attuale governo iraniano dall’interno facendo leva sui risentimenti della popolazione civile, strategia in cui l’Amministrazione americana sembra puntare molto, specialmente dopo il rapporto pubblicato dai servizi segreti Usa che hanno assottigliato la possibilità di un intervento militare diretto contro gli Ayatollah di Theran.

Pronta la risposta del governo iraniano. Il ministro degli esteri, Manuchehr Mottaki, ha risposto alle pesanti parole del presidente Usa tramite la tv al Jazeera, affermando che Bush cerca invano di nuocere alle relazioni diplomatiche tra l’Iran e gli altri stati del medio-oriente cercando consensi in modo da isolare l’Iran nello scenario mondiale, Mottaki ha affermato anche di aver visto un Bush molto nervoso per via delle primarie in corso negli Usa tra repubblicani e democratici, banco di prova per la futura elezione a presidente degli Stati Uniti e che l’Iran, entro quattro settimane, chiarirà all’agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) tutti gli interrogativi e i dubbi aperti sul suo programma nucleare per fugare in modo definitivo i dubbi sulla sua natura pacifica.

Notizia confermata dal direttore dell’agenzia Mohammed el Baradei in visita a Theran, dove ha incontrato il direttore dell’agenzia atomica iraniana Gholam Reza Aghazadeh proprio per stabilire una tabella di marcia per un chiarimento degli intenti iraniani. Non soddisfatta della notizia il portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, che ha affermato come al governo statunitense non basti solo un chiarimento, sulle scelte passate del governo iraniano, ma un impegno concreto nel fermare le attività d’arricchimento e di conversione del nucleare.

Nel difficile scenario lo scacchiere medio-orientale, i buoni propositi del presidente americano sembrano infrangersi su un muro creato in primis dallo scopo del suo viaggio, che avrà la tappa successiva in Arabia Saudita, dove offrirà una fornitura di 900 bombe a guida satellitare. Un affare da 120 milioni di dollari che modernizzerebbe considerevolmente l'arsenale del Regno, tanto che l'annunciata fornitura ha persino allarmato il governo d’Israele, stato che l'Arabia Saudita non riconosce. Bush cercherà di convincere Re Abdallah ad isolare l’Iran nello scenario del Medio-Oriente. Compito non facile, visto il recente invito del Re Abdallah al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad per un pellegrinaggio alla Mecca.

Pin It

Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.
Privacy Policy | Cookie Policy