di Alessandro Iacuelli


E' partito con successo il primo vettore spaziale di realizzazione iraniana. Si è trattato di un lancio di prova, andato a buon fine, che dimostra in pieno l'avanzamento della tecnologia spaziale iraniana.
Secondo l'agenzia Irna, a premere il pulsante di lancio è stato, durante un'apposita cerimonia, lo stesso presidente Mahmud Ahmadinejad. Il razzo vettore, denominato Kavoshkar 1 (Ricercatore 1), è un tipo di razzo in grado di mettere in orbita un satellite artificiale. Che, sempre secondo l'agenzia Irna, sarà lanciato "in un prossimo futuro", probabilmente nel marzo del 2009, e si chiamerà Omid (Speranza). Il lancio è avvenuto dal Centro aerospaziale del ministero della Difesa. Secondo Teheran, il vettore è stato interamente costruito in Iran. La tv iraniana ha annunciato il lancio del razzo ma ha mostrato solo le immagini del missile sulla rampa di lancio, e non la sua partenza. Precedentemente aveva trasmesso filmati di un razzo su una rampa di lancio nel deserto. "Il più importante strumento usato dal sistema dominante è l'umiliazione dei popoli", ha dichiarato Ahmadinejad, "attraverso la quale vogliono far credere ai popoli che non hanno capacità. Ma noi dobbiamo credere nelle nostre capacità. Tutte le conquiste della rivoluzione derivano da questa convinzione".

L'esperimento è destinato a causare nuove polemiche internazionali. Infatti, la competenza necessaria per lanciare satelliti in orbita indica un progresso della tecnologia missilistica che potrebbe allarmare alcune potenze occidentali preoccupate dalle ambizioni nucleari di Teheran. E Ahmadinejad stesso, fa molta attenzione ad evitare ogni collegamento tra l'esperimento e la tecnologia nucleare: "Abbiamo bisogno di stabilire una presenza attiva e influente nello spazio. L'Iran ha fatto il primo passo in modo molto determinato, costruire e lanciare un satellite è una conquista molto importante". Ma al di là della costruzione di un satellite artificiale, quel che preoccupa è la capacità di realizzazione di un vettore orbitale, poichè la tecnologia missilistica è la stessa di quella per usi militari.

L'Iran annuncia spesso progressi nella sua tecnologia missilistica. A novembre aveva dichiarato di aver costruito un nuovo missile con una gittata di 2.000 km, passo che gli analisti avevano considerato importante, in quanto potrebbe dare più potere all'arsenale iraniano. Le potenze occidentali temono che l'Iran possa utilizzare la tecnologia avanzata per lanciare armi nucleari. L'Iran ha sempre replicato che i suoi piani sono pacifici e che vuole generare energia da impianti nucleari, ed usare la tecnologia spaziale per usi civili. Ma le preoccupazioni restano: l'unione delle tecnologie spaziali e nucleari, che hanno filiere civili praticamente sovrapposte alle filiere militari, ha già portato, negli anni della guerra fredda, alla realizzazione di vettori orbitali intercontinentali.
Il vettore Kavoshkar 1 appena testato, infatti, è basato sul missile militare Shahab 3, che in caso di uso per il rilascio di ordigni, può raggiungere una gittata massima di 1.600 chilometri.

Con l'occasione, l'Iran ha così inaugurato il suo primo centro spaziale, che servirà alla sua corsa allo spazio. Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa iraniane, il centro spaziale è tutto di costruzione iraniana, e comprende una stazione di controllo sotterranea e una rampa di lancio. Nessuna agenzia di stampa nazionale ha riportato la località dove si trova il centro. Nelle prossime ore, si attende la reazione di altri Paesi, USA e Israele in primis. Soprattutto perchè il lancio avviene a poche ore di distanza da un'altra dichiarezione di Ahmadinejad, che il 30 gennaio ha detto: "i giorni d'Israele sono contati" e che "è arrivato alla fase finale" ed ha sollecitato le potenze occidentali "a prendere atto dell'imminente collasso" di Israele. Nel frattempo, nonostante le pressioni internazionali, l'Iran continua a lavorare alla produzione di proprio combustibile nucleare, una tecnologia che l'occidente teme possa essere usata per produrre armi atomiche.

Le parole di Ahmadinejad sono giunte due giorni dopo che l'Iran ha ricevuto dalla Russia l'ultima di una serie di otto forniture di combustibile nucleare destinate ad alimentare l'impianto di Bushehr. Secondo Teheran, l'impianto entrerà in funzione alla metà del 2008. Secondo Mosca, le forniture avrebbero dovuto indurre l'Iran a cancellare il programma di produzione di combustibile in proprio, ma Teheran si rifiuta di sospenderlo sostenendo che ha scopi pacifici. E potrebbe anche esserlo, finchè non viene caricato su un'ogiva studiata per il trasporto tramite Kavoshkar 1.

Nel frattempo, nuovi problemi di politica interna impegnano il governo di Theran. Iniziata in sordina il 28 gennaio nella università della capitale, una nuova rivolta degli studenti iraniani si sta rapidamente diffondendo in tutti gli atenei del Paese e la possibilità di una durissima repressione si fa sempre più concreta. La scintilla è stata l’arresto di alcuni studenti per non meglio precisati “reati morali”, oltre alle misure disciplinari adottate contro altri e la separazione di uomini e donne nella mensa e in altri luoghi pubblici dell'Università.

Così, con slogan come “morte al dittatore”, “non vogliamo un governo autocratico”, “non vogliamo una forza di polizia repressiva”, “Mahmoud Ahmadinejad è per la corruzione e la discriminazione” e “lo studente muore, ma non verrà umiliato”, gli studenti protestano contro la dirigenza politica del paese che continua a emettere leggi sempre più restrittive e umilianti.

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