USA-Cina, il bastone di Hong Kong

di Mario Lombardo

Le minacce della Casa Bianca e del dipartimento di Stato americano non sono alla fine servite a impedire l’approvazione nella giornata di giovedì della nuova legge sulla “sicurezza nazionale” per Hong Kong da parte dell’annuale assemblea legislativa cinese. La decisione presa dal Congresso Popolare era stata anticipata da un annuncio clamoroso a Washington, dove l’amministrazione Trump...
> Leggi tutto...

IMAGE
IMAGE

Storia di un matrimonio

di Sara Michelucci

Storia di un matrimonio, film firmato dal regista candidato all'Oscar Noah Baumbach, racconta in modo incisivo ed empatico la fine di un amore e la volontà di una famiglia di restare comunque unita. Interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver, il film mette in evidenza la crisi di un rapporto matrimoniale, puntando l'accento...
> Leggi tutto...

di Tania Careddu

Dall’Africa occidentale o da quella orientale, passando per la Libia. In viaggio per sedici o ventidue mesi. Su imbarcazioni gestite da trafficanti che ‘garantiscono i servizi’, dal trasporto alla corruzione dei funzionari di frontiera. Una rete a maglie larghe in cui ogni singolo individuo può inserirsi e sfruttare i migranti durante “la strada per l’inferno”, fatta di sequestri, estorsioni di denaro, denutrizione, disidratazione, aggressioni.

Legati, bendati, rinchiusi, percossi, privati di cure mediche, torturati e bruciati. Costretti in posizioni stressanti, in piedi per un tempo prolungato o ammanettati, minacciati di violenza, oltraggiati sessualmente, obbligati ad assistere a maltrattamenti dei compagni di viaggio. Fino a vederli morire.

Quelli di loro che sopravvivono, sono tenuti in condizioni degradanti dai carcerieri: quaranta persone in trenta metri quadrati, senza spazio per potersi distendere, privi di servizi igienici e obbligati a lavori forzati, presi a calci dai soldati con gli stivali dalla punta metallica.

Che, insieme agli agenti di polizia militari, ai banditi e ai ribelli, sono gli autori delle violenze. Non solo: bande armate come gli Asma Boys che gestiscono luoghi speciali dove i migranti vengono quotidianamente seviziati in cambio di denaro, gruppi armati di trafficanti professionisti, tipo autisti e intermediari, civili libici e uomini d’affari che li sfruttano, trattandoli come schiavi. Gestiscono i foyer (dormitori) dove usano violenza nei confronti di quelli che non riescono a pagare la rata mensile.

Non vorrebbero affrontare il viaggio ma sono stati costretti a fuggire dal paese d’origine a causa di persecuzioni politiche, religiose e sessuali, dittature, guerre civili, situazioni violente all’interno di comunità familiari, dispute territoriali, conflitto con la legge, coscrizione militare obbligatoria. Scappano per salvare i propri diritti fondamentali. Sono migranti forzati. A pagare, oltretutto, dai mille agli oltre tremila euro per arrivare negli Stati di un’Europa ostile che ancora fa il punto sulla differenza tra rifugiati politici e migranti economici.

Dicotomia astratta e sterile, quando ad approdare in Italia sono le vittime di traumi ripetuti. Dai quali tentano di difendersi in cerca di un futuro. Insicuro e vulnerabile, segnato dalla paura della morte. Dall’angoscia di essere costantemente bersagli mobili o di essere odiati in quanto “diversi”. “Ero terribilmente spaventato - ha raccontato J.U., diciottenne nigeriano, agli operatori di Medici senza frontiere (MEDU), che lo hanno riportato nel Rapporto Fuggire o morire - perché la barca era così piccola, così leggera, e il mare era così grande e agitato. Il viaggio è durato quattro notti".

In che condizioni? Queste: "Dopo averci imbarcato, l’arabo che era nella barca è saltato fuori e ha lasciato l’imbarcazione nelle mani di un ragazzo del Gambia che era tra gli ostaggi durante la traversata. Lo hanno lasciato con una bussola e un telefono, ma entrambi erano guasti. Le centoquindici persone a bordo erano disperate. Si poteva sentire la nostra pura di morire. Mi sentivo solo di fronte al mare e non ho fatto altro che piangere per tutta la traversata. La quinta notte abbiamo visto una nave che dopo tre ore è riuscita a trarci in salvo”. Ammesso che l’Europa li porti in salvo.

Pin It

Vuoi collaborare?

Inviaci i tuoi dati e ti contatteremo.

Cerca

Recovery Fund, fra diarchia e caos

di Carlo Musilli

La trattativa sul Recovery Fund dimostra che la politica dell’Unione europea è dominata da due forze opposte: la prima, centripeta, tende all’accentramento del potere decisionale in capo alle due principali economie; la seconda, centrifuga, consente ai Paesi più insignificanti di tenere in ostaggio l’intera alleanza. Il...
> Leggi tutto...

IMAGE

Altrenotizie su Facebook

altrenotizie su facebook

 

Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
Sommario articoli

 


Altrenotizie.org - testata giornalistica registrata presso il Tribunale civile di Roma. Autorizzazione n.476 del 13/12/2006.
Direttore responsabile: Fabrizio Casari - f.casari@altrenotizie.org
Web Master Alessandro Iacuelli
Progetto e realizzazione testata Sergio Carravetta - chef@lagrille.net
Progetto grafico Studio EDP
Tutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l'autore e la fonte.