di redazione

Dopo 17 anni la Fiorentina torna in testa alla classifica di Serie A. Nello scontro diretto fra le due formazioni più in forma di questo inizio di Campionato, i viola travolgono a San Siro la capolista Inter con un 4-1 senza appello. Nerazzurri e toscani sono ora appaiati al primo posto con 15 punti. L'incubo per la squadra di Mancini comincia prima ancora dell'inizio del match, con il forfait di Jovetic, e prosegue con il riaccendersi dello psicodramma di Samir Handanovic, non nuovo a momenti di buio mentale in cui un errore tira l'altro.

Quello del portierone sloveno è un inizio choc: prima perde palla con i piedi e stende Kalinic procurando un rigore che Ilicic trasforma, poi para un tiro da fuori dello stesso Ilicic spingendo il pallone verso l'alto ma senza impedire che ricada in porta (Kalinic si toglie lo sfizio del tap in sulla linea). Già sul 3 a 0 non esce per chiudere la strada a Marcos Alonso e obbliga Miranda a un fallo da ultimo uomo che lascia l’Inter in 10.

Nella ripresa l'Inter prova a riaprire i giochi e al 60esimo passa con il secondo gol in campionato di Icardi, che ribadisce in porta un pallone da lui stesso stampato di testa sul palo. Ma non basta: un quarto d'ora più tardi Kalinic corona la sua serata dei sogni con la rete della tripletta. L’Inter si trova ora a dover riflettere seriamente su una serataccia aiutata dalla scelta incomprensibile di Mancini che ha deciso all’improvviso di stravolgere tatticamente una squadra sin qui vincente.

In classifica, ad appena due punti dalla coppia di testa, sale il Torino, vittorioso per 2-1 sul Palermo grazie a un autogol di Gonzales e a uno straordinario destro al volo in estensione di Benassi.

Una lunghezza sotto ai granata c'è la strana coppia Lazio-Sassuolo. I biancocelesti colgono la prima vittoria in trasferta della stagione rimontando sul campo del Verona (privo di Toni e Pazzini): alla testata dello svedese Helander rispondono prima Biglia su rigore, poi Parolo su punizione. Da segnalare la prestazione del giovane serbo Milinkovic Savic, centrocampista atipico con fisico da energumeno e piede raffinato. La squadra di Pioli agguanta così a 12 punti quella di Di Francesco, che non va oltre l'1-1 contro il Chievo (in rete Defrel e Paloschi).

Proprio i gialloblu condividono con la Roma la quarta posizione a quota 11. In uno degli anticipi di giornata, i giallorossi passeggiano 5-1 sul Carpi (gol di Manolas, Pjanic, Gervinho, Salah e Digne), ma - come ammette lo stesso Garcia - quella dell'Olimpico potrebbe rivelarsi una "vittoria di Pirro", perché costa gli infortuni di Totti, Djeko e Keita. I primi due dovranno stare fermi almeno un mese.

Due punti sotto la Roma, a metà classifica, viaggiano appaiate Milan e Napoli, ma con umori molti diversi. Gli azzurri sono reduci dalla vittoria di sabato sera al San Paolo contro quel che resta della Juventus di Allegri (grande momento di forma dei due marcatori partenopei: Insigne e Higuain), mentre i rossoneri non riescono a dare continuità ai risultati e ripiombano nel tunnel delle incertezze perdendo 1-0 sul campo del Genoa (tiro di Dzemaili deviato da Bonaventura).

In attesa di Atalanta-Sampdoria e Frosinone-Empoli, chiude il quadro della sesta giornata di Serie A la resurrezione dell'Udinese, che passa 2-1 sul campo del Bologna con le reti di Badu e Zapata. 




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