L'Inter torna dopo molti anni in Champions League e lo fa battendo la Lazio nella partita decisiva disputatasi all'Olimpico. Dopo una settimana di polemiche, illazioni, scetticismi e sotterfugi, acredini e scorrettezze di ogni tipo nei confronti di Stefan De Vrij, la Lazio è stata battuta in rimonta.

 

E proprio De Vrij, che fino a quel momento aveva giocato una partita perfetta, ha commesso l’errore di entrare in spazzata in area di rigore su Icardi che provava a rientrare sul sinistro per prepararsi al tiro. Rigore trasformato dallo stesso Icardi che con questo gol ha vinto anche la classifica dei cannonieri con 29 gol a pari merito con Immobile.

 

 

La partita è stata decisa in qualche modo dal carattere e dall’esperienza dell’Inter, perché sotto il profilo del gioco la Lazio avrebbe certamente meritato di vincere, così come di andare in Champions al termine di un anno dove ha esibito un ottimo calcio e portato alla ribalta il giocatore più forte di questo campionato: Milinkovic Savic. Ma come a Salisburgo, la squadra di Inzaghi - che aveva a disposizione due risultati su tre e giocava in casa - proprio nel momento in cui doveva tirare fuori il meglio, ha ceduto sotto il profilo caratteriale, prima con l’intervento scomposto di De Vrij e poi con un’altra entrata senza logica di Lulic su Brozovic che ha lasciato la squadra in 10 sul risultato di 2 a 2.

 

La Lazio arriva ora in Europa League superando squadre che ad inizio torneo sembravano destinate a destini migliori. Molto del merito va a Simone Inzaghi, che si è confermato tecnico di primissimo livello, capace di dare un gioco a tratti entusiasmante ai biancocelesti.

 

Spalletti, dal canto suo, si gode l’obiettivo del ritorno in Champions, che era stato sin dall’inizio un imperativo categorico per continuare sulla strada della ricostruzione dell’Inter. Un obiettivo che mancava da diversi anni, privando i nerazzurri del massimo torneo continentale dove per storia e blasone dovrebbe far parte ogni stagione. Insieme a Juventus, Napoli e Roma costituirà il pacchetto italiano chiamato a vincere in Europa.

 

La Roma approfitta di un errore e castiga l'ormai salvo Sassuolo piazzandosi al terzo posto e il Milan, che strapazza la Fiorentina, arriva al sesto posto. Giocherà in Europa League, sebbene gli investimenti sostenuti in partenza (250 milioni di Euro), facevano sperare i suoi tifosi in ben altro piazzamento.

 

Nella parte bassa della classifica si consuma il dramma del Crotone, che per salvarsi avrebbe dovuto vincere in casa del Napoli: niente da fare, 2 a 1 per il Napoli e i calabresi devono arrendersi. In serie B anche il Verona e il Benevento. Le tre retrocesse, in effetti, avevano già sulla carta evidenziato come non vi fossero possibilità di salvarsi, considerando il gap tecnico con le altre, il che riapre i consueti (e corretti) interrogativi su un campionato a 20 squadre. E per quest'anno, i giochi sono chiusi. Prosit.

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