Juve e Inter hanno sempre più difficoltà, ma continuano a vincere. Il Napoli non ha questa capacità e continua a inciampare. Passo falso anche dall’Atalanta, sorpresa da uno straordinario Cagliari capace di issarsi fino alla zona Champions League.

In uno degli anticipi di giornata, l’Inter riesce a superare 2-1 in rimonta un ottimo Bologna, passato in vantaggio a mezz’ora dalla fine con Soriano. Decisiva la doppietta di Lukaku, a segno al 75 e al 91esimo (su rigore). Sei vittorie su sei in trasferta per la banda Conte.

Dopo poco però arriva il controsorpasso della Juventus, che sabato sera vince di misura il derby contro il Torino. Il gol partita è di De Ligt: lo stesso difensore - nella sua area di rigore - colpisce per l’ennesima volta il pallone con la mano, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi per il calcio di rigore.

L’episodio porta ai massimi livelli la rabbia del Napoli, che per un episodio molto simile subisce un penalty contro la Roma determinante per il 2-1 finale in favore dei giallorossi. Gli azzurri, che hanno vinto solo una partita delle ultime cinque, scivolano così al settimo posto, staccati di tre lunghezze anche dal Cagliari.

I sardi vincono clamorosamente 2-0 in casa dell’Atalanta e raggiungono proprio i bergamaschi al quarto posto. Autogol di Pasalic e rete di Oliva per Maran. Espulso Ilicic al 39' tra i nerazzurri, che colpiscono una traversa con Gomez. È la prima volta in stagione che l’Atalanta non va in rete.

Nel posticipo la Lazio è andata a saggiare il grado di convalescenza del Milan affidato a Pioli, medico saggio che non si dà arie da luminare. Ma la sua ex squadra gli gioca un brutto scherzo, perchè scende in campo con una determinazione e una corsa di primo livello, trova Luis Alberto in grande spolvero e vince per due a uno, espugnando dopo 30 anni il campo del Milan in campionato. Il Milan è in crisi profonda, nonostante giochi veloce: davvero scarsa tenuta mentale e pecche tecniche non indifferenti. Pioli rischia di farsi centrifugare da un gruppo dirigente che ha messo in piedi una squadra sensa senso nè prospettiva.

Finisce in parità, uno a uno, tra Fiorentina e Parma e un pareggio per 2 a 2 conclude anche la sfida tra Lecce e Sassuolo. In coda alla classifica, nuovi scivoloni di Genoa e Brescia. A Marassi i gialloblù perdono 3-1 contro l’Udinese, anche a causa della strategia “tutti all’arrembaggio” del neoallenatore Thiago Motta, evidentemente ancora troppo esuberante e poco equilibrato in panchina.

Male anche il Brescia di Balotelli e Corini, che perde anche in casa del Verona (2-1) in una partita segnata ancora una volta da cori razzisti. Da segnalare la reazione di Balotelli (poi in gol per i suoi), che giustamente minaccia di lasciare il campo proprio a causa dei versi indecenti contro il colore della sua pelle. Indecente invece quanto detto da Juric, che riduce il tutto a sfottò.

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