di Roberta Folatti

Una comoda verità

Mara non è solo una ragazza carina, è piena di vita, aperta, curiosa. Una che ha scelto di vivere senza ipocrisie e condizionamenti, seguendo l'ispirazione del momento. Una che si sente bene dappertutto perchè in ogni luogo trova qualcosa per nutrire la sua sete conoscenza.
Quando una persona così irrompe nel sonnacchioso tran tan di un paesino sulle rive del Po, diventa subito l’oggetto della curiosità e del desiderio di molti uomini. E può sconvolgere qualche equilibrio.
Il nuovo film di Carlo Mazzacurati è un giallo, ma ancora prima è un ritratto, decisamente ben riuscito, della provincia italiana. Luci e ombre di un ambiente in cui tutto appare più familiare, meno artificioso rispetto alla città, salvo poi scoprire che la brava gente "alla mano" cova rancori, desideri repressi, ostilità, diffidenza. Sentimenti pronti a esplodere, basta che qualcuno accenda la miccia.
E, ne La giusta distanza, ad accendere la miccia - inconsapevolmente - è Mara, che arriva a Concadalbero con la sua carica di vitalità. Ha accettato un incarico provvisorio di maestra elementare, in attesa di partire per il Brasile nell’ambito di un progetto di cooperazione. Tutti ovviamente ci mettono poco ad accorgersi di lei, dal carrozziere arabo, di poche parole ma ben integrato, allo sbruffone che ha fatto i soldi grazie a un'intuizione fortunata e che ha trovato la moglie rumena sul “catalogo”.
Ma chi riesce a conoscerla meglio è forse Giovanni, diciannovenne sensibile con aspirazioni giornalistiche che, con la scusa di installarle internet, comincia a leggere di nascosto la sua posta elettronica. Così viene a conoscenza dei suoi segreti più intimi, che lei confida via mail alla sua migliore amica. Ma non ci sono cattive intenzioni nel comportamento del giovane, anzi sarà lui alla fine a prendersi a cuore il destino di Mara, quando invece il resto del paese vorrebbe solo dimenticarla in fretta. Sì perchè per i suoi concittadini è assai più rassicurante pensare che la ragazza sia stata uccisa per gelosia dal suo amante arabo - in fondo un estraneo, anche se in apparenza pienamente accettato all’interno della comunità – piuttosto che da uno di loro. Giovanni sottrae ai media e alla gente di Concadalbero una comoda verità...
Non vi sveliamo ovviamente la soluzione del giallo, per quanto i meriti maggiori del film di Mazzacurati risiedano altrove. Nella vividezza con cui delinea i suoi personaggi, la protagonista in particolare, nella sapienza con la quale svela vizi, meschinità, debolezze della gente del luogo. Una comunità che appare ospitale e aperta a uno sguardo superficiale, ma che in realtà guarda con sospetto gli intrusi, che siano stranieri che non bevono il vino o giovani donne un po’ troppo disinvolte.
“La giusta distanza” sfiora da vicino i temi che hanno contraddistinto un altro film italiano, “Il vento fa il suo giro”, partito in sordina ma entrato progressivamente nelle corde del pubblico di cinefili. Speriamo che anche la pellicola di Mazzacurati abbia un destino simile, senza dubbio ha le carte in regola per diventare un piccolo cult.

La giusta distanza (Italia, 2007)
Regia: Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura: Doriana Leondeff e Claudio Piersanti
Cast Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe
Distribuzione: 01



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