di Sara Michelucci

La ferita della scuola Diaz di Genova, dove durante il G8 del 2001 alcuni manifestanti furono malmenati dalla polizia, si riapre con il nuovo film di Daniele Vicari, Diaz. Una ferita che non si è mai del tutto rimarginata, che ha gettato un’ombra scura sul nostro Paese, dove la violenza è prevalsa sul diritto di manifestare ed esternare le proprie idee e la propria contrarietà ad un sistema. Luca, interpretato da un sempre bravo Elio Germano, è un giornalista della Gazzetta di Bologna.

È il 20 luglio 2001, l’attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani e così il giovane giornalista decide di partire per il capoluogo ligure per toccare con mano quello che sta accadendo. Alma (Jennifer Ulrich) è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri.

Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse insieme a Marco (Davide Iacopini), un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, una giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick (Fabrizio Rongione) è invece un manager che si interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George.

Anselmo (Renato Scarpa), vecchio militante della CGIL, con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8, mentre Etienne (Ralph Amoussou) e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf, di passaggio nella città, hanno deciso di riposarsi alla scuola Diaz prima di partire. Claudio Santamaria veste i panni di Max, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, comanda il VII nucleo e non vede l’ora di tornare a casa da sua moglie e sua figlia. Tutti questi personaggi Luca incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001.

Poco prima della mezzanotte centinaia di poliziotti irrompono nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Genoa Social Forum adibita per l’occasione a dormitorio. In testa c’è il VII nucleo comandato da Max, seguono gli agenti della Digos e della mobile, mentre i carabinieri cinturano l’isolato.

È un massacro in piena regola. Quando Max dà ordine ai suoi di fermarsi, è tardi. Novantatre persone presenti nella scuola, oltre ad essere in arresto, hanno subìto una violenza inaudita senza aver opposto alcuna resistenza. In una Genova devastata e irreale, la luce del sole mette ancor più in evidenza le proporzioni del massacro.

Un film forte, che apre gli occhi su un evento che è in parte già stato dimenticato, ma che invece andrebbe preso come monito perché non accada più che i diritti civili vengano spezzati in questo modo, in un paese, l’Italia, che si considera democratico.

Non c’è la volontà di contrapporre buoni (i manifestanti) e cattivi (alcuni reparti della polizia), quanto di mettere la storia di fronte alle sue responsabilità. Fatti come quelli di Genova, ma come tanti altri che hanno destabilizzato la buona reputazione di un paese, non vanno messi nel dimenticatoio e anche un film può riuscire a risvegliare le coscienze, come è stato ad esempio per l’Olocausto.

È il contropotere a fare la differenza. Sono le persone che subiscono certe ingiustizie a essere messe in primo piano, a rappresentare coloro da cui imparare per non commettere più certi e(o)rrori e per scardinare un certo tipo di potere. Riguardando oggi queste immagini, ci si rende conto di come certe idee fossero giuste, di come i giovani manifestanti avessero capito dove l’Italia, e il mondo intero, stessero andando. Ma i bastoni hanno piegato le teste e i giudizi. E con questa consapevolezza, la crisi che morde, oggi fa ancora più male.

Diaz (Francia, Italia, Romania 2012)
regia: Daniele Vicari
sceneggiatura: Daniele Vicari, Laura Paolucci
attori: Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Aylin Prandi,
Alessandro Roja, Monica Birladeanu, Jennifer Ulrich, Renato Scarpa, Davide
Iacopini, Paolo Calabresi, Fabrizio Rongione, Ignazio Oliva, Ralph
Amoussou, Mattia Sbragia, Francesco Acquaroli, Antonio Gerardi, Eva
Cambiale, Emilie De Preissac, Camilla Semino, Michaela Bara
fotografia: Gherardo Gossi
montaggio: Benni Atria
musiche: Teho Teardo
produzione: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies
distribuzione: Fandango


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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