Assange, prove di assassinio

di Michele Paris

Nel pieno dell’emergenza Coronavirus, il ministero della Giustizia britannico ha deciso il rilascio temporaneo di circa 4 mila detenuti dalle carceri di Inghilterra e Galles per contenere la diffusione dell’epidemia in strutture che sono diventate di fatto ad altissimo rischio. Tra coloro che hanno beneficiato del provvedimento non figura però il detenuto politico più famoso del pianeta, il...
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Un Piano Marshall zoppicante

di Carlo Musilli

Lo chiamano “nuovo Piano Marshall”, ma il paragone non regge, almeno per ora. Fra il 1948 e il 1952 gli Stati Uniti versarono nelle economie europee 13 miliardi di dollari fra prestiti a fondo perduto, macchinari e derrate agricole. Oggi, invece, l’Europa non riesce a mettersi d’accordo su come prestare soldi a se stessa. E...
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E’ di sicuro legittimo che la fiorettista possa prendersela contro l’Italia “pallonara”, che innalza a eroi i calciatori strapagati, non sempre all’altezza delle aspettative e dei loro contratti. Altra cosa è chiedere esenzioni in un periodo in cui le famiglie italiane faticano ad arrivare alla quarta settimana, per via di prezzi pazzi di pane, pasta, bollette e benzina. Dal punto di vista degli atleti, le parole della Vezzali sono legittime, quando punge con un touché i colleghi con i parastinchi: “I nostri guadagni non sono stratosferici. E allora è giusto non versare metà del premio per una medaglia olimpica in tasse”. Questo discorso ha tutta la comprensione possibile e potrebbe essere sottoscritto di sicuro anche dagli operai delle cooperative, dagli interinali dei call center o quelli delle Poste. L’unica eccezione sarebbe sul particolare che, se i campioni azzurri delle discipline “minori” possono raggiungere meritatamente a fronte di enormi sacrifici questo premio ogni quattro anni, la quasi totalità degli italiani per raggiungere in busta paga la cifra di 140.000 euro (premio riconosciuto per una medaglia d’oro) devono impiegare circa dieci anni di quotidiano e anonimo lavoro, senza sponsor e con l’unico nome della propria azienda sulla tuta.

Seguendo questa logica, sembra a questo punto anche un po’ irriverente fare paragoni tra il regime fiscale in Italia e quello operante in Cina, dove la medaglia d’argento Francesco D'Aniello ci informa che i premi ai medagliati sarebbero completamente detassati. A voler ragionare senza influenze, qui sembra che ciascuno possa tirare l’acqua al suo mulino e prendere a pretesto le poliedriche realtà del paese asiatico per scagliarsi, a seconda dei casi, sul suo inquinamento, sull’assenza di diritti civili, sui “bambini bolliti”, sulle invasioni di immigrati falsificatori di griffe e di sponda qualche volta per apprezzarne il comunismo (sic) che lascia ricchi gli sportivi.

Avevamo già sentito un presidente del Consiglio parlare davanti alla Guardia di Finanza di moralità nell’evadere le tasse; oggi sentiamo due poliziotti (D’Aniello e Vezzali) e una finanziera (Quintavalle) protestare perché gli onori di campione finirebbero scesi dal podio e gli oneri di contribuente inizierebbero una volta arrivati all’aeroporto alla domanda del loro collega: “Nulla da dichiarare?” In ogni caso, salvo alcuni distinguo del quasi sempre critico Oliviero Beha, la proposta dei tre medagliati sembra trovare consenti, tra l’altro oggetto di una proposta di legge depositata alla Camera il 23 luglio e oggi rinverdita dalle sollecitazioni del presidente del Coni, Gianni Petrucci, e del presidente della federazione di tiro a volo, nonché deputato del Popolo delle Libertà, Luciano Rossi.

Quello che il comune contribuente può sperare, a questo punto, è non dover rivedere l’ardita provocazione che il Trio Medusa delle Iene fece tra i terremotati del Molise: chiedere una questua per la crisi del calcio e per rimpinguare le casse delle squadre. Sembra fuori di dubbio che una vittoria olimpica sia un grande vanto e un altissimo onore per l’Italia, ma vale lo stesso per uno sportivo, se non prima per un italiano, sentir le note dell’Inno di Mameli con una medaglia sul petto. Ben inteso, salvo che non ci si risponda con un dito medio…
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USA, il virus sulla portaerei

di Mario Lombardo

Il comandante della portaerei americana Theodore Roosevelt, capitano Brett Crozier, è risultato positivo al Coronavirus un paio di giorni dopo essere stato bruscamente rimosso dal proprio incarico dal segretario della Marina militare USA dell’amministrazione Trump, Thomas Modly. La vicenda ha sollevato un polverone politico...
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Il terrorismo
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a cura di:
Fabrizio Casari
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