Trump e l’offensiva contro i migranti

di Mario Lombardo

Gli attacchi populisti contro gli immigrati negli Stati Uniti continuano a essere un tratto caratteristico dell’amministrazione Trump. Alle parole si aggiungono frequentemente i fatti, con una lunga serie di provvedimenti xenofobi e reazionari messi in atto a partire dal gennaio scorso, l’ultimo dei quali ha riguardato questa settimana quasi 60 mila haitiani residenti provvisoriamente negli...
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Di Battista, fuga per la vittoria?

di Fabrizio Casari

L’annuncio è stato un fulmine a ciel sereno per i supporters del Movimento. Alessandro Di Battista non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche per scelta sua. Continuerà a stare dentro al Movimento (anche se non è chiaro se seguirà a far parte del cosiddtto "direttorio") ma senza svolgervi la funzione di Deputato della...
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di Tania Careddu

Sempre più cinico, iperinformato, pronto a condividere le proprie esigenze di consumo con gli altri, scaltro cacciatore di opportunità nei prezzi, nelle tipologie di prodotti e nella qualità: è il nuovo consumatore nell’era della (lenta) ripresa economica.

Tra stretta dei redditi e spese impreviste, gli italiani praticano una ricerca sistematica di massa e soggettiva, muovendosi e scegliendo all’insegna di una ibridazione tra shopping tradizionali e nuove modalità di acquisto (vedi il web).

Costretto alla scaltrezza nel distribuire il reddito tra risparmio cautelativo e consumi e tra consumi necessari e sfizi irrinunciabili, il consumatore post crisi è soprattutto infedele a marchi e insegne per la scelta (indispensabile) di applicare pratiche combinatorie che uniscono i diversi canali di acquisto e le molteplici opportunità per spendere meno e meglio.

Cosicché carrelli della spesa, tavole e dispense sono composte dagli italiani con un uso saggio e nomadico delle opportunità offerte, tralasciando, quindi, quelle generaliste standardizzate, soprattutto per i beni che lui reputa di pregio e di valore.

Refrattario a standardizzazioni semplificatorie, sfuggente, è un consumatore non seriale perché articolato nelle scelte e segue un modello di welfare dei consumi che incarna esigenze materiali e immateriali tese alla sostenibilità sociale e ambientale: il consumo è sempre più l’esito di una matrice complessa di motivazioni non più solo funzionali ma anche ideali, di riferimento a valori e principi etici.

A incarnare il consumatore di cui sopra, reduce da un formidabile ko economico, che combina fisico e virtuale, nel quale coesistono le punte più avanzate della società iperconnessa e i comportamenti tradizionali dello shopping, il millennials. Che, secondo quanto riporta la ricerca “Lo sviluppo italiano e il ruolo sociale della distribuzione moderna organizzata”, redatta dal Censis, elegge la grande distribuzione a luogo preferito per gli acquisti: dall’alimentare all’abbigliamento, dall’arredamento al bricolage e al giardinaggio, dalla profumeria alla cosmetica.

E vi ripone aspettative future sognando di trovarci, prima o poi, anche farmaci, carburante e polizze assicurative, con orari di apertura più flessibili e prolungati. E, perché no, pure il wifi. Alla ricerca di quella connessione che faccia da barriera all’ampliarsi delle distanze sociali in un luogo, per acquisti democratici, interclassisti e inclusivi, che contribuisce a tenere insieme la società, sia nei momenti di massima fibrillazione socio-economica della crisi sia nelle fasi più recenti di (s)tentato rilancio.

Fungendo, in ogni caso, come scialuppa di salvataggio del tenore di vita per tanti italiani quando si riducevano i redditi disponibili e aumentavano le difficoltà economiche.

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USA, è il turno del Sexgate

di Michele Paris

In parallelo e con molti punti in comune al cosiddetto “Russiagate”, negli Stati Uniti è in corso ormai da qualche tempo una nuova caccia alle streghe che sta mietendo vittime con cadenza quasi giornaliera, facendo emergere improvvisamente accuse di molestie sessuali vere o presunte contro personalità spesso molto note...
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Il terrorismo
contro Cuba
a cura di:
Fabrizio Casari
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