Super premiato al Tribeca Film Festival 2020, Asia, firmato da Ruthy Pribar, racconta la storia di una immigrata russa a Gerusalemme, madre single. Per lei la maternità è sempre stata una lotta più che un istinto ovvio. Il suo lavoro da infermiera la tiene molto occupata e la sua giovane età la spinge ad avere ancora una vita privata movimentata e fuori dai canoni tradizionali. Vika, riservata e spigolosa, è nel fiore dell’adolescenza, passa le sue giornate aggirandosi nello skatepark con i suoi amici ed è alle prese con i primi amori e con la scoperta della sessualità.

Asia e Vika vivono sotto lo stesso tetto, le loro esistenze si incrociano quotidianamente, interagendo però a malapena. La loro routine viene sconvolta quando la malattia degenerativa di cui Vika soffre si aggrava improvvisamente. I due destini prendono allora una nuova strada: Asia interviene diventando finalmente la madre di cui Vika ha davvero bisogno e la malattia diventa l’opportunità per rivelare e far vivere a pieno il grande amore che esiste tra di loro.

La regista  Ruthy Pribar sottolinea: "Asia non ha mai scelto di essere madre, eppure ama profondamente sua figlia. Mentre Asia si impegna nel prendersi cura di Vika, non riesce ancora a capire cosa possa offrire alla figlia, in quanto madre.

I tentativi falliti di Asia di aiutare Vika finiscono però con l’avvicinarle. Asia conosce sua figlia, le sue paure e i suoi desideri, impara che ciò di cui Vika ha più bisogno è il suo amore incondizionato. Questo è un film sulla maternità, il sacrificio e l'amore. Parla della capacità e della volontà di assumersi la responsabilità della vita di un'altra persona. Anche quando significa lasciarla andare”.

Il film ha vinto al 30° Israeli Academy Awards (Ophir Awards) otto premi, tra cui migliore attrice

protagonista, migliore attrice non protagonista e miglior film, riconoscimento che gli è valso la

candidatura, come proposta israeliana, agli Oscar 2021.

Asia (Israele 2021)

Cast: Alena Yiv, Shira Haas, Tamir Mulla, Gera Sandler, Eden Halili, Gabi Stas, Natalie Or Barak, Nadia Tichonova

Fotografia: Daniella Nowitz

Scenografia: Tamar Gadish

Musica: Karni Postel

Montaggio: Neta Dvorkis

Produzione: Gum Films

Distributore: Lucky Red

Il Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l’Immensità Orchestra, specialmente composta da undici elementi, debutta domenica 11 aprile. Un’opera live che apre la rassegna itinerante #miamimimanchi di Mi Ami e offre una anteprima della programmazione estiva di Triennale Milano. La musica dal vivo spenta, i festival rinviati e cancellati, i teatri ed i musei chiusi: di fronte alla cancellazione della cultura, l’immensità diviene l’unico contesto possibile dove poter creare forme musicali inedite e spazi di condivisione possibili.

Film spagnolo ad alta tensione, Sotto lo zero è firmato da Lluis Quilez. Quando un furgone carico di prigionieri è assaltato, il poliziotto responsabile del loro trasferimento, Martin, deve affrontare nemici interni, esterni e temperature polari. L'uomo riesce a sopravvivere all'assalto di uno sconosciuto che vuole, a tutti i costi, prendere uno dei detenuti.

Martin si nasconde all'interno della cabina. I prigionieri cercheranno un modo per ucciderlo e fuggire, ma il poliziotto se la dovrà vedere anche con chi, all'esterno, è disposto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo.

Il film non vanta una trama eccellente e ha non poche sbavature in termini di sceneggiatura, con tratti poco credibili, ma sa dosare bene i diversi elementi che compongono un thriller in grado di catturare l'attenzione degli amanti del genere.

Vincente è anche la scelta della location, studiata ad hoc per rendere l'atmosfera ancora più claustrofobica. La maggior parte dell'azione, infatti, si svolge all'interno del furgone blindato, e la tensione si fa man mano crescente.

Sotto lo zero (Spagna 2021)

Regia: Lluís Quílez

Produttore: Josep Amorós, Pedro Uriol

Scritto da: Fernando Navarro, Lluís Quílez

Cast:Javier Gutiérrez,Karra Elejalde,Luis Callejo

Distributore: Netflix

Sulla stessa onda, film firmato da Massimiliano Camaiti, al suo debutto alla regia, racconta la storia di una coppia di adolescenti. I due si innamorano durante un corso estivo di vela in Sicilia, ma la dura realtà li mette di fronte a una decisione cruciale.

Sara è una ragazza talentuosa, con un bel futuro davanti a sé. Lorenzo ha un grande talento sportivo ed è da poco stato promosso istruttore di barca a vela. Tra i due scatta subito la scintilla, ma il ragazzo dovrà fare i conti con una cruda verità: la malattia di Sara.

Un crocevia di culture, in una Bari vecchia densa di etnie diverse e di vite che si incontrano e intrecciano. La vita davanti a sé, firmato da Edoardo Ponti, racconta la storia di una sopravvissuta all'Olocausto, Madame Rosà (interpretata da Sophia Loren), che ospita bambini in difficoltà e stringe un'amicizia inattesa con un ragazzino di strada, che l'ha derubata.

Momò viene dal Senegal, ma è rimasto orfano ed è affidato al dottor Cohen, il quale non è in grado di prendersi cura di questo ragazzo.

Un giorno, mentre si trova al mercato, Madame Rosà viene derubata di due candelabri d'argento da Momò. Ma il dottor Cohen, che conosce la donna da anni, scopre il furto e glieli restituisce. Questa è l'occasione per chiedere alla donna di prendere con sé questo difficile ragazzo.

Inizia così una travagliata convivenza, che metterà a nudo queste due anime, distanti, ma allo stesso tempo molto vicine.

Due figure segnate dalla vita e dalle difficoltà, che riusciranno a diventare essenziali l'una per l'altra. Alte le pretese e le tematiche alla base della pellicola firmata da Ponti, ma senza slanci e sostanzialmente incapace di andare a fondo alla psiche dei singoli personaggi. Lo sguardo bonario è quello che domina un racconto dalle grandi potenzialità, ma incapace di volare.

La vita davanti a sé (Usa, Italia 2020)

Regia: Edoardo Ponti

Cast :Sophia Loren,Ibrahima Gueye,Renato Carpentieri

Distributore: Netflix


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