L'anno che verrà

Il 2015 appena finito è stato un anno nero per l’Italia e per l’Europa, ammesso che si possa parlare di un continente che vada oltre la sua moneta. Un anno dove ciò che si aspettava – la ripresa – non è arrivata. In compenso abbiamo avuto Valentino Rossi e Marquez, il cucciolo di Dudù e Salvini, Belen e Cruciani, Gasparri e Star Wars. L’avanspettacolo regna sovrano.

Buone vacanze a chi ci legge e a chi ancora no. A chi lavora e a chi non riesce a lavorare. A chi sbarca sulle nostre coste per sopravvivere e a chi, da noi, sopravvive da tempo. A chi pensa ad un autunno di lotta che lo aspetta e a chi vede l'autunno come una minaccia per il suo lavoro. Buone vacanze anche a chi prega ma non adora la religione del denaro, a chi non sa più a che santo votarsi e chi non vota più nemmeno i santi. A chi non fa del suo riposo una discarica e a chi non urla. Buone vacanze a chi legge libri e spegne cellulari, a chi ascolta musica e spegne il rumore. A chi distrugge i veleni e crea fantasie.

Noi, nel nostro piccolo, e per la prima volta dal 2006, ci prendiamo qualche giorno di meritate vacanze. Torneremo dal 24 Agosto. Salvo diverse indicazioni del cuore.

Difficile davvero trovare gli aggettivi con i quali definire l’orrore e il terrore scatenatisi ieri nel cuore di Parigi. Due uomini di nero vestiti, anima compresa, hanno aperto il fuoco contro giornalisti prima e agenti di polizia poi. Un massacro svoltosi a poche centinaia di metri dalla Bastiglia, simbolo eterno della lotta della ragione illuminata contro l’oscurantismo, la miseria e il terrore.

Carlo Benedetti ci ha lasciato. Una morte improvvisa, che ci priva di un amico e un compagno d’avventure. Una passione politica e giornalistica, quella di Carlo, che ha caratterizzato una carriera straordinaria. E' stato il testimone dall'Unione Sovietica e delle sue diverse fasi storiche e contemporaneamente, nel suo ruolo di corrispondente da Mosca per l’Unità, del percorso parallelo del Pci che, anche attraverso il progressivo affrancamento da Mosca, descriveva il suo processo di mutazione genetica.

Sono diverse le questioni politiche che vivono all’ombra dell’ennesimo regalo che il capo del governo si è concesso. Il decreto - l’ennesimo - con il quale ha azzerato il potere discrezionale dei tribunali ed ha sostanzialmente assolto le imperizie e cancellato le guerre intestine alla sua conventicola, è un decreto vergognoso, che mai sarebbe nato a parti inverse. Del resto, basta rileggersi le dichiarazioni di Gasparri solo cinque anni fa, quando alla lista della Mussolini, bocciata con le stesse motivazioni, ripeteva (fintamente indignato a favore di telecamera) che le regole andavano rispettate alla lettera, senza eccezioni.


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