di Alessandro Iacuelli

Se qualcuno si chiede cosa ne faccia una nazione industrializzata come la Gran Bretagna dei propri rifiuti industriali pericolosi, può trovare risposta molto lontano dall'Europa: in Brasile, dove sono state scoperte oltre 1.400 tonnellate di rifiuti tossici stipati illegalmente in 90 containers, arrivati da Felixstowe, in Inghilterra, nel porto di Santos e in altri due scali nello Stato meridionale del Rio Grande do Sul. Il materiale, il cui trasporto è avvenuto in modo illecito e non dichiarato, consiste in rifiuti ospedalieri, tra cui sacchetti pieni di sangue, siringhe, pannolini e preservativi, e rifiuti elettrici, come batterie. Dopo questa scoperta, altri rifiuti ospedalieri sono stati trovati nel porto inglese, pronti all'imbarco. I funzionari dell'Agenzia per l'Ambiente brasiliana (Ibama) hanno commentato questa scoperta con toni molto aspri e degni di un vero incidente diplomatico, specificando che Brasilia non è disposta ad accogliere "la spazzatura del mondo" e che il Regno Unito se la deve riportare via, visto ha violato la normativa internazionale in materia di esportazione di rifiuti che entrambi le nazioni hanno firmato nel 1992.

di Alessandro Iacuelli

La maggioranza di destra ha approvato il disegno di legge sullo Sviluppo che pone le basi per il rilancio del nucleare in Italia. Con 154 sì, un voto contrario e un astenuto, l'aula del Senato ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge che contiene disposizioni per lo sviluppo. Il ddl, licenziato da Palazzo Chigi circa un anno fa e passato per quattro letture parlamentari, è legge grazie al voto a favore di Pdl, Lega e Udc. Pd e Idv non hanno partecipato al voto. Il provvedimento prevede nuovi fondi per l'editoria, l'introduzione della class action (ma senza retroattività, quindi nessuna azione legale di massa per Parmalat e Cirio), alcune misure per il mercato del gas, altre per le liberalizzazioni delle ferrovie, oltre a diverse novità in tema di assicurazioni e prezzo della benzina, lotta alla contraffazione del Made in Italy. Ma la norma senza dubbio più discussa e soprattutto controversa è quella che prevede il ritorno al nucleare, con la delega al governo per la localizzazione dei siti per le nuove centrali.

di Alessandro Iacuelli

All'alba del 24 giugno scorso, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Venezia, a conclusione di un’indagine denominata “Serenissima”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, numerosi provvedimenti di obbligo di dimora, sequestri e perquisizioni nei confronti di un'azienda con sede a Badia Polesine che gestisce rifiuti nel Veneto, con ramificazione nelle province di Padova e Rovigo. L'accusa è di traffico illecito transfrontaliero di rifiuti; nella fattispecie si tratta di spedizioni di rifiuti, per lo più tossici, verso la Cina, dove vengono riutilizzati per la costruzione di giocattoli ed altri prodotti e poi esportati verso tutti i Paesi del mondo. L'indagine, avviata da un controllo ispettivo eseguito presso l'area doganale del Porto di Venezia nel 2005, ha accertato un traffico illecito di rifiuti speciali verso la Repubblica Popolare Cinese.

di Daniele Rovai

Cento milioni di euro. Questa la cifra che sarà prelevata dal 1 gennaio 2009 dal finanziamento che ogni famiglia italiana paga, grazie ad una tassa sulla bolletta elettrica, per garantirsi la sicurezza di non essere contaminata dai 28.000 metri cubi di scorie radioattive ereditate dalla stagione nucleare degli anni ’60. L’idea è di un deputato del PDL, tale Zanetta, e del suo emendamento al Ddl 1195, il Disegno legge che ripaprirà la stagione nucleare italiana. Disegno legge che attende solo il terzo ed ultimo passaggio parlamentare per diventare legge di stato. Scippo dei soldi compreso. L’emendamento, che non centra niente con quel progetto, serve a creare surrettiziamente una tassa occulta deviando un finanziamento che dal 2000 ad oggi ha visto arrivare nelle casse della società deputata a smantellare il nostro sistema nucleare, la Sogin, ben 1.092,2 milioni di euro. Tanti soldi che in un momento di crisi fanno gola e che da gennaio 2009 - questo dice l’emendamento Zanetta - saranno usati per rimpinguare il bilancio dello Stato. Un’ottima pubblicità per un governo che da sempre dice di non voler mettere le mani nelle tasche degli italiani.

di Alessandro Iacuelli

Che il mare fosse destinato ad accogliere i rifiuti, soprattutto quelli tossici, della società industriale occidentale, non è cosa nuova; è una storia che ci viene raccontata da 30 anni di navi cariche di materiali velenosi affondate nel mediterraneo. Ma c'è una nuova frontiera che si presenta sul vicino orizzonte, nel campo degli smaltimenti illeciti in mare, ed è una frontiera che abbatte i costi di affondamento di una vecchia carretta del mare. E' successo nella ridente isola d'Ischia, in pieno Golfo di Napoli, dove rifiuti e fanghi tossici non venivano smaltiti in discarica, né osservando procedure di legge, ma direttamente in mare: nelle acque antistanti l'isola, circondata da alberghi e villaggi turistici. A svelarlo è l'inchiesta "Dirty Island", coordinata dal capitano Achille Sirignano dei carabinieri del Noe di Napoli, che ha fatto scattare gli arresti domiciliari per cinque persone coinvolte in un traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Coinvolti anche sessanta albergatori, che risultano essere indagati nella stessa inchiesta.


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