di Alessandro Iacuelli

Le elezioni sono passate, il governo ancora deve nascere, ma già da qualche giorno Giulio Tremonti si sta lasciando andare a fantasie nucleari abbastanza pericolose, in quanto coinvolgerebbero altri Paesi nel modo peggiore possibile: scaricando sulle loro popolazioni i costi ambientali e sanitari, oltre ai rischi nucleari, della produzione elettrica destinata all’Italia. Nei giorni scorsi, la società energetica milanese Edison ha presentato uno studio di previsione sul fabbisogno di energia elettrica che tiene conto del rapporto tra "consumi attesi" e "produzione disponibile": secondo le previsioni, nel 2030 l'Italia avrà necessità di un fabbisogno di 545 Twh di elettricità. Pertanto, la produzione attuale non basta. Da un lato Enel punta molto - anche se non tutto - sul carbone, in quanto via più rapida e meno costosa; dall'altro - ma è una via che ha un difetto - c'è da rispettare il vincolo posto dalla UE all'Italia, che prevede di ridurre del 20 per cento le emissioni rispetto al 1990: pertanto le centrali elettriche italiane non potranno produrre più di 88 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Edison, che al 50% è di proprietà della francese EDF, conclude il proprio studio dichiarando di vedere il nucleare come la soluzione all'approvvigionamento energetico.

di Alessandro Iacuelli

Il governo della Costa d'Avorio e la multinazionale Trafigura hanno firmato un protocollo d'intesa che prevede l'avvio dei lavori di disinquinamento dei siti localizzati nella capitale Abidjan. Si tratta di quei luoghi che nell'agosto del 2006 furono colpiti dallo sversamento di rifiuti tossici provenienti dalla nave Probo Koala. Il processo di bonifica dai depositi di rifiuti tossici, interamente provenienti da traffici illeciti di origine europea, è molto lento, tanto da spingere il governo della Costa d’Avorio ad intraprendere questa ulteriore azione con Trafigura. "La parte Trafigura dovrà procedere ad un disinquinamento complementare e ad un seguito ambientale. Queste operazione saranno velocizzate", ha detto Désiré Tagro, ministro dell'ambiente ivoriano, "Tutte le parti, vale a dire Trasfigura e lo Stato della Costa d'Avorio, hanno stimato che è giunto il tempo di accelerare i termini e lasciare alle parti ivoriane la cura di questo disinquinamento complementare. Evidentemente i costi necessari a queste operazioni sono a carico della parte Trafigura". Trafigura si è impegnata al pagamento di una somma di 5 miliardi di Franchi della Costa d'Avorio a titolo di avanzo di tesoreria per la costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani da realizzare ad Abidjan.

di Alessandro Iacuelli

"Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato d'emergenza, in particolare, per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione sito nel comune di Acerra, è autorizzato il trattamento e lo smaltimento di rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione." E' il testo dell'Articolo 4 dell'Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri numero 3657 del 20 febbraio scorso, ed appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quei numeri che possono apparire strani, chiamati codici CER (Catalogo Europeo Rifiuti), sono i codici che identificano le orami famose ecoballe di rifiuti campani, la frazione organica stabilizzata ed il compost prodotti da FIBE. Già, proprio quelle famose ecoballe che non possono essere bruciate in nessun impianto distruttore, e che hanno già dato vita ad un processo penale tuttora in corso presso il Tribunale di Napoli.

di Alessandro Iacuelli

Ecoboss. Non potevano trovare un nome migliore, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera, PM presso la procura di Napoli, per la recente operazione in tema di ecomafie. L'operazione, avvenuta con il supporto dei carabinieri del Noe e del Reparto territoriale di Aversa, ha portato oggi all'arresto di un presunto boss del clan dei Casalesi, Giorgio Marano, di 48 anni, nonché al sequestro di tre aziende attive nel settore rifiuti e di alcuni terreni a destinazione agricola dove per anni è stato sversato illegalmente materiale proveniente soprattutto dal nord Italia. Sono state raccolte le prove di una camorra che non si limita più a infiltrarsi nel settore dello smaltimento ma si trasforma in protagonista dell'attività illecita gestendo in prima persona aziende e discariche abusive. Con buona pace per chi da anni insiste sul fatto che la camorra si sia defilata dal settore dei rifiuti e che "faccia altro", o che si limiti ad attività estorsive, ma anche con buona pace per tutti quei settori, dalla stampa alla politica, agli stessi comitati di cittadini, che insistono sul fatto che gli sversamenti illeciti in Campania siano un qualcosa che appartiene al passato.

di Alessandro Iacuelli


E' una di quelle storie mai venute alla luce, di quelle che però sembrano "segreti di pulcinella": verità che tutti sanno, ma da non ammettere mai ufficialmente. Sembra che al centro della Sicilia, è per la precisione nei pressi di Enna, in località Pasquasia, ci sarebbero rifiuti nucleari. Lo sostiene il periodico L’Ora Siciliana, che in un'inchiesta condotta dal suo direttore, Angelo Severino, cita anche dell'esistenza di documenti che lo dimostrerebbero. Le scorie sarebbero custodite all'interno di una vecchia miniera di solfati, situata in una zona di tipo argilloso. E' proprio la tipologia del sottosuolo di Pasquasia ad essere appetibile per una discarica nucleare: si tratta delle formazioni più idonee per la sistemazione definitiva di scorie nucleari, comprese quelle ad altissima intensità di radiazione. Secondo l'inchiesta, fin dal 1995 vi sarebbero depositate scorie di medio livello, ma si ipotizza addirittura un inaspettato incidente nucleare verificatosi probabilmente intorno al 1995 durante una fase sperimentale di laboratorio per verificare la reale consistenza del sottosuolo della miniera su eventuali dispersioni di radiazioni. Lo testimonierebbe la presenza di Cesio 137 nelle vicinanze di Pasquasia, riscontrata dall’Usl nel 1997 in concentrazione ben superiore alla norma. Ricordiamo che il Cesio 137 è un radionuclide che viene liberato normalmente in caso di fughe all’interno di centrali nucleari.

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