di Alessandro Iacuelli

La dichiarazione rilasciata in conferenza stampa da Attila Korodi, ministro dell'ambiente romeno, è di quelle che non lasciano ombre di dubbio: "La Romania non stoccherà i rifiuti di Napoli." Di fronte alle domande dei giornalisti, il ministro di Bucarest non ha problemi a motivare la scelta: "La Romania non ha nemmeno la capacità di stoccare correttamente i rifiuti che produce, quindi non riempiremo le nostre discariche con rifiuti provenienti da altri paesi". Si potrebbe dire che le parole del ministro siano in leggero contrasto con quanto annunciato qualche ora prima dalle autorità italiane, che intendono risolvere l'emergenza campana inviando rifiuti all'estero, in particolare proprio in Romania. Come se non bastasse, Korodi aggiunge anche di "non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale da parte italiana" riguardo all'autorizzazione di tale trasporto", proprio mentre dal ministero dell'Ambiente italiano si fa sapere che raccogliendo una richiesta di auto del sindaco Iervolino, una commissione tecnica si recherà nei prossimi giorni a Bucarest per esaminare la fattibilità della proposta italiana.

di Alessandro Iacuelli

Sono durate pochi giorni le bocche cucite a palazzo Chigi. Una pericolosa situazione di stallo, con due lettere sulla scrivania del Presidente del Consiglio. Una è del commissario per l'emergenza rifiuti in Campania Bertolaso, e contiene le sue dimissioni. La seconda è del ministro dell'Ambiente, e in essa si difende la scelta di Macchia Soprana come discarica di emergenza. Ce n'è abbastanza per mettere in difficoltà un capo di governo: il ministero dell'Ambiente avanza una richiesta duramente contestata dalla Protezione Civile, la quale propone invece una soluzione a sua volta contestata dal ministero dell'Ambiente. Sono cose che succedono solo in Italia? Fatto sta che a proposito della Campania le strutture dello Stato deputate ad intervenire, come Protezione Civile ed il ministero dell’Ambiente, non hanno saputo concertare e trovare accordi, entrando addirittura in contrasto fino a ricorrere alla mediazione di Romano Prodi. Guido Bertolaso l'ha messa sul piano personale. Da sempre abituato a vincere, ad essere "l'eroe" che risolve i problemi, ha puntato i piedi, presentando qualcosa di simile ad un ricatto che suona pressappoco come un: "Se passa Macchia Soprana, io mi dimetto". Per lui va bene la discarica a Valle della Masseria e non tollera gli animi infuocati della popolazione, dei sindaci e del ministero dell'Ambiente. Per Bertolaso questo non è ammissibile, Valle della Masseria l'ha scelta lui, e non accetta sconfitte.

di Alessandro Iacuelli

E' di quelle notizie che possono smuovere palazzi. E in Campania forse qualcuno trema davvero. Tra le otto persone arrestate dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito ordinanze di custodia emesse su richiesta dei pm della Divisione Distrettuale Antimafia di Napoli Raffaele Cantone e Alessandro Milita, c'è Claudio De Biasio, subcommissario ai rifiuti con delega agli impianti. In pratica, il vice del Commissario Bertolaso. L'accusa? Tra le più gravi possibili: il concorso esterno ed il favoreggiamento di associazioni mafiose di stampo camorristico, con un chiaro riferimento al cartello di clan dei casalesi ed ai La Torre di Mondragone. Truffa ai danni dello Stato, l'aver agevolato interessi patrimoniali dei due clan. Questo quanto emerso dalle indagini, che si sono avvalse della collaborazione di alcuni pentiti. Non è solo quello di De Biasio, l'arresto eccellente.

di Alessandro Iacuelli

Appena cinque mesi dopo le dimissioni di Corrado Catenacci, la sera del 6 marzo anche Guido Bertolaso ha lasciato l'incarico di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. Abbandono di poche ore, visto che meno di 24 ore dopo le sue dimissioni sono state respinte. Già dalla mattina del sette marzo, è divenuto visibilmente più difficile risolvere il problema immondizia nella regione. A far precipitare la situazione sembra sia stato il progetto di realizzare una discarica a Serre, nel salernitano. Poiché l'intera regione per quanto riguarda i rifiuti é ormai allo sbando, ed il commissariato straordinario non è in grado di produrre soluzione neanche atte a tamponare la situazione, si è oramai in uno stato tale che i siti dove ubicare le discariche per il CDR (Combustibile derivato dai rifiuti) ed i materiali di scarto, i cosiddetti “sovvalli”, vengono cercate un po' a caso, dove c'è appena un po' di spazio libero.

a cura della Redazione


Ciclicamente l'emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa, anche un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere l'ormai oliato sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo Stato non riesce (o non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di "monnezza" che opprime la Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.

Perchè, allora, non si vuole? Cosa c'è dietro un'inquietante immobilità della classe politica che nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi resta colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna montagne di denaro sulla pelle delle persone?

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