di Elena Ferrara


Gli eurodeputati romeni saranno 35 e andranno a sostituire quegli osservatori inviati dal Paese a settembre 2005 e divenuti eurodeputati in seguito all'adesione all'Ue. Ma la grande parata elettorale (alla quale dovevano partecipare 18 milioni di romeni) si è caratterizzata più per le grandi assenze che per i risultati. Tanto che si può dire che sono gli astensionisti i veri vincitori. Ed è un brutto segno per l’atmosfera generale del paese che vede il Pil crescere a dismisura (+ 6%) senza però frenare l’aumento della spesa e gli sperperi. Tanto che si può dire che si naviga in acque inesplorate. E così gli osservatori politici di Bucarest più che al risultato uscito dalle urne guardano ad un Paese che corre verso il baratro: sconvolto dalle tensioni con l'Italia (dopo l'uccisione di Giovanna Reggiani che vede accusato un romeno di etnia rom) e segnato anche da quei problemi irrisolti nell'agricoltura sui quali si concentra l’attenzione di Bruxelles che minaccia tra l’altro di tagliare i fondi.

di Cinzia Frassi

Da qualche tempo il ministro Mastella si occupa anche dei palinsesti televisivi, mettendoli a soqquadro. “La vita Rubata”, film diretto da Graziano Diana, che doveva andare in onda il 27 novembre sugli schermi di mamma Rai, racconta la drammatica vicenda di una ragazza di 17 anni, Graziella Campagna, freddata a colpi di lupara. Un brutale omicidio di mafia nel quale ha trovato la morte la sera del 12 dicembre 1985 a Villafranca Tirrena (Me) una ragazzina che lavorava presso la lavanderia La Regina e che, suo malgrado, aveva visto qualcosa che non avrebbe proprio dovuto vedere. Per quello che ha visto è stata barbaramente uccisa. Suo malgrado. E’ la mafia. Qualche giorno prima di essere uccisa, mentre svolgeva il suo lavoro in lavanderia, Graziella trova nel taschino di una camicia alcuni documenti, probabilmente un’agendina. E’ così che si imbatte con la vera identità di Toni Cannata e Gianni Lombardo. Gerlando Alberti jr, nipote di Gerlando Alberti sr, alias “u paccarè”, (il furbo), è il braccio destro di Pippo Calò e Giovanni Sutera. I due latitanti sono ricercati per associazione mafiosa e traffico di droga e dal timore di essere scoperti al risolvere con un omicidio ci mettono un attimo. Graziella commette l’errore di consegnare ciò che aveva trovato per puro caso alla titolare della lavanderia.

di Bianca Cerri

Mark Everson, presidente della Croce Rossa, ha rassegnato le dimissioni “per motivi personali” a soli sei mesi dalla nomina. Per la verità, è stato il direttivo a chiedere espressamente il suo allontanamento. Sia come sia, l’uscita di Everson è stata un brutto colpo per la Croce Rossa, già aspramente criticata per lo scarso impegno dimostrato durante l’emergenza causata dal passaggio dell’uragano Katrina nel sud degli Stati Uniti. Per il momento, la presidenza è stata affidata al consigliere generale Mary Elcano ma non si sa ancora se Elcano intenda mantenere al loro posto i collaboratori che Everson aveva portato con sé assumendo l’incarico. Tra dimissioni forzate e uscite improvvisate, è la sesta volta nel giro di cinque anni che la Croce Rossa si ritrova senza un presidente. Toccherà ora ad una speciale commissione vagliare eventuali candidature. Da qualche parte si fa già il nome di Frances Townsend, fresca dimissionaria dal dipartimento di Sicurezza USA , ma la notizia non è stata confermata. Bonnie Hunter, capo del direttivo si è detta “profondamente rattristata” dalla vicenda, ma ha anche sottolineato che la situazione personale di Everson era ormai incompatibile con l’etica dell’organizzazione.

di mazzetta

Una settimana fa, il quotidiano La Repubblica ha pubblicato un reportage di Giampaolo Visetti, intitolato “Mattatoio Mogadiscio”. Nell’articolo si faceva crudamente il punto sulla situazione nella capitale somala, nel momento in cui la rabbia della dittatura etiope per il fallimento dell’ennesima guerra agli “islamici” si è tradotta in una carneficina con tutti i crismi del genocidio. Mentre l’Etiopia ha dichiarato di non potersi ritirare come vorrebbe, l’ONU dice che non si può intervenire a mantenere la pace finché non c’è pace. Troppo pericoloso mandare gente ora. Con il cerino in mano sono rimasti circa millecinquecento ugandesi, mandati dal padre-padrone Museweni, splendido esemplare di “cristiano rinato” che con Bush condivide molto di più della fede. Gli ugandesi sono gli unici militari inviati in Somalia come parte di un contingente di ottomila uomini forniti da paesi africani per il peacekeeping, che era un pio desiderio di Bush e del nuovo segretario dell’ONU, il troppo servizievole Ban Ki-Moon. L’invasione etiope è stata legittimata a posteriori dall’ONU, nonostante la contrarietà dell’Unione Africana; ma si tratta di una legittimazione formale, poiché all’occupazione della Somalia hanno finito per collaborare solo Uganda, Stati Uniti e Francia.

di Alessandro Iacuelli

Si tratta di uranio arricchito. E' il materiale nucleare sequestrato a tre persone arrestate tra Slovacchia e Ungheria. Lo riferisce l'agenzia di stampa CTK. Due dei sospettati sono stati fermati nella zona orientale della Slovacchia, un altro invece in Ungheria. L'identità degli arrestati non è ancora stata resa nota, ma si sa che si tratta di due ungheresi ed un ucraino. Sono accusati di aver cercato di vendere un chilogrammo di materiale nucleare. Un portavoce della polizia ha affermato che degli esperti stanno esaminando il materiale radioattivo, che i tre uomini volevano vendere per un milione di dollari. Melissa Fleming, portavoce dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica, afferma che i loro ispettori seguiranno il caso e che quanto avvenuto desta molta preoccupazione. Il materiale fissile sequestrato può essere utilizzato per costruire una “bomba sporca”, vale a dire un ordigno convenzionale avvolto in materiale radioattivo che si disperde nella deflagrazione. Secondo quanto indicato dal responsabile della polizia slovacca Michal Kopcik, si tratta di uranio 235, usato nei reattori e nelle testate nucleari, miscelato ad uranio 238. Si ignora al momento chi potessero essere i potenziali acquirenti. Le polizie di Slovacchia e Ungheria si guardano bene dal fare rivelazioni a riguardo.


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